La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per giugno, 2011

Spulciando qua e là

Cane non mangia cane

Nonostante a suo tempo un referendum avesse stabilito di far pagare in sede civile i magistrati, nonostante una legge comunitaria sabilisca la stessa cosa, il CSM ha stabilito che così si limiterebbe l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, tanto che i giudici potranno impunemente continuare a sbagliare. Chissà dove sta scritto che il principio “chi sbaglia paga” sia in contrasto con il principio dell’imparzialità dei giudici…

Chi è causa del suo mal…

Il 26 gennaio scorso, una risoluzione del gruppo ALDE ha richiesto il blocco di uno stanziamento di 145 milioni promosso dalla UE per i progetti per la gestione dei rifiuti in Campania. Il primo firmatario? Sorpresaaaa… Un certo Luigi De Magistris, che ora trova comodo gettare le responsabilità sul Governo, e che adesso cerca di recuperare almeno una parte di quei fondi che lui stesso aveva chiesto di bloccare.

Marcia indietro

Qualche giorno fa il neo sindaco Giuliano Pisapia aveva attaccato lady Moratti dicendo che il bilancio da lei presentato che evidenziava un avanzo di 48 milioni di euro non era veritiero e che invece si profilava un buco di oltre 140 milioni di euro. Ora, dopo la dura replica della lady (ah, se avesse mostrtato questo carattere durante la campagna elettorale!) e dopo una precisazione dell’Ufficio di Ragioneria del Comune, il sindaco ha dovuto riconoscere di essersi sbagliato. (ed io che di contabilità pubblica ne capisco un pochino, l’avevo capito subito!), in quanto erano state previste cessioni di quote dell’autostrada di Serravalle (anche se il Comune resterà sempre azionista di maggioranza), addirittura stimate prudenzialmente in bilancio con una valutazione inferiore a quanto ptobabilmente si ricaverà.

Un’altra smentita aveva dovuto farla dopo che aveva sbandierato l’abolizione delle auto blu in Comune, manovra già attuata dopo una mozione della Lega Nord ancora nel 2008!

Moody’s

 

 

La grande agenzia di rating ha messo sotto osservazione 16 banche italiane (tra le quali anche 2 delle quali ci serviamo in famiglia). Non so che valenza possa avere una simile valutazione dato che le banche italiane hanno assorbito bene la crisi monetaria a livello mondiale, mentre la stessa Moody’s ha dimostrato una miopia a dir poco sconvolgente nel caso Madoff ed in quello della Grecia che potrebbe mandare a gambe all’aria l’intera area Euro. Ho il dubbio che l’imparzialità delle agenzie di rating (inclusa la Fitch e la Standard & Poor) sia viziata da vari conflitti di interesse visto l’appartenenza dei loro pacchetti azionari ed i vari intrecci, e che le loro valutazioni siano mosse negli interessi a titolo speculativo dei loro “padroni”.

Pensioni

 

 

Si profila un innalzamento dell’età pensionabile, al quale sono personalmente favorevole, dato l’allungamento della vita… ma solo a determinate condizioni.

Sto leggendo infatti “Sanguisughe” di Mario Giordano, dove vengono evidenziati privilegi e sperequazioni in questo campo quali la persistenza delle baby pensioni nel pubblico impiego nella Regione Sicilia, statalista quando deve riscuotere ed autonoma quando deve spendere… O i privilegi (troppo comodo chiamarli diritti acquisiti) che ancora adesso hanno i nostri cari rappresentanti!

Ma, facendo anche parte della manovra che Tremonti si appresta a varare, aspetto a dare ulteriori giudizi finché questa non sarà competata.

 

 


Val di Susa

 Siamo un popolo in via di regressione, o per lo meno lo diventeremo.

Già abbiamo espresso il nostro no al nucleare, obbrobrioso se è sul nostro territorio, non altrettanto se lo usano gli altri e noi come pecore, lo comperiamo comunque, perché, se acquistato, non fa per niente schifo…

Adesso ci si mettono ance quelli della TAV, che sognano ancora trasporti con muli e basto, ma se serve viaggiano sui SUV, come il Beppe nazionale.

La maggior parte degli oppositori però non sono valligiani ma provengono dai centri sociali.

Perché si chiamino sociali, non l’ho ancora capito. Vanno in giro a spaccare tutto e di sociale non fanno nulla. Non li ho visto lavorare in occasione del terremoto de l’Aquila, o in occasione delle innumerevoli frane ed alluvioni che devastano il nostro paese, non li ho visti recarsi a Napoli per raccogliere un poco di immondizia, sono bravi solo a parole. Di fatti…nulla, anzi..di fatti lanciano bombe carta, seminano la strada di chiodi a quattro punte la inondano di liquidi oleosi, tirano pietre quasi fosse un’intifada e menano poliziotti. Bravi!!!!! Notare che sono le stesse persone che erano già state individuate al presidio della Maddalena, quindi sono pure “itineranti” come i loro “fratelli” ROM, e si avvalgono di organizzazioni provenienti da Francia, Grecia e Spagna, alle quali della Tav non può fregare di meno! Ma si sa, per gli amici si fa questo ed altro!

Intanto la “polizia fascista” conta 27 feriti, i carabinieri 11 ed i finanzieri 2.

I manifestanti agiscono a volto coperto da sciarpe o caschi, come si conviene alle persone per bene…

Mi aspettavo un pistolotto dal nostro presidente sul rispetto della legge, mi aspettavo un qualcosa dalla magistratura che ultimamente sta tirando in ballo cani e porci…invece è arrivato quello di Nicky Vendola che disapprova la violenza (già, prima aizzi la gente eppoi ti tiri indietro). Evidentemente questi “sociali” non hanno nulla da fare dalla mattina alla sera e cercano un modo “emozionante” per passare le giornate, altro che lavorare o studiare!

E mentre i soldi della TAV provengono dai fondi europei, mentre le maestranze impiegate sono per la maggior parte italiane (tanti bei posti di lavoro in questo periodo ci stanno proprio bene), i soldi per l’utilizzo delle Forze dell’ordine e per la riparaziobe dei danni escono dalle nostre belle taschine sotto forma di tasse!!!!

Foto tratte da “il Giornale” on line di oggi (cliccando è slideshow)


Orgoglio …e pregiudizio

 

La bellezza di essere “normali”

In questo mondo dove gli omosessuali sono orgogliosi di esserlo, mi permetto di essere fiera di essere una normalissima eterosessuale, senza doverlo ostentare con boccaccesche carnevalate, per di più patrocinate da comuni ed enti vari.

 

Sia ben chiaro che non discrimino o condanno nessuno, è solo che le pagliacciate, di qualunque tipo siano, non mi piacciono.

Nemmeno mi spingerei al punto di dire che vorrei un figlio omosessuale come ha fatto tempo fa Laura Pausini: di certo non lo allontanerei, ma dire di esserne contenta, proprio no!

E sempre a tale proposito, con tutto il rispetto per Umberto Veronesi, credo che stavolta abbia sbordato parecchio asserendo che l’amore omosessuale sia il più puro perché non finalizzato alla procreazione! Non si spiega allora perché gli omosessuali facciano fuoco e fiamme per poter adottare dei figli, mentre gli eterosessuali consumino contraccettivi di tutti i tipi, tra pillole, preservativi, diaframmi, spirali fino ad arrivare a quell’aberrazione dell’aborto. Ma forse sarà colpa del caldo… O magari dell’età molto avanzata…


Ah…c’è un’ultima cosa…

Aria dimessa, quasi da sprovveduto, un impermeabile perennemente sgualcito (che l’attore stesso acquistò, a serie conclusa) e che venne cambiato solo nel 1992, una macchina vecchissima (Peugeot 403 cabrio del 1957 targata 044APD) dal colore indefinibile,

 

comunque sempre meno vecchia di quella che usava sua moglie, un cane praticamente immobile e senza nome (razza basset-hound), una consorte sempre presente ma invisibile (“Devo dirlo a mia moglie”), i pasti al chiosco a base di chili con carne, il sigaro in bocca anche se spesso spento ed in tanti anni di indagini condotte felicemente, dopo aver raccolto un sacco di prove diligentemente annotate sul taccuino chiedendo spesso una matita in prestito, mai una promozione…

Ed un numero infinito di estimatori…

Ciao, tenente Colombo, ruolo per il quale vinse 4 Emmy ed un Golden Globe, ciao Peter Falk, indimenticabile attore.

Lo rammento molto giovane in uno dei miei film preferiti, “Angeli con la pistola” di Frank Capra, dove impersonava Carmelo, uno dei gangster al servizio di Glenn Ford, bandito dal cuore d’oro che trasforma in realtà il sogno della stracciona Bette Davis trasformandola in una dama raffinata in occasione del ritorno a casa della figliola, ruolo per il quale Peter Falk ottenne una nomination per l’Oscar.

Interpretò varie volte personaggi italiani o di origine italiana, tanto da riceverne idealmente la cittadinanza. Oltre ai succitati Colombo e Carmelo fu il tenente Mario Salvioni in “Italiani, brava gente”, poi un mafioso ne “Gli intoccabili” di Montaldo, il sergente Rossi in “Ardenne ’44, un inferno”, e l’operaio Nick Longhetti in “Una moglie”, al fianco di Gena Rowlands, moglie del suo grande amico John Cassavetes.

Se ne è andato così, devastato da quella terribile malattia che è l’Alzheimer, com’è successo a tanti altri divi di Hollywood, quali Charles Bronson e Charlton Heston, un morbo che l’aveva estraniato dal mondo, non facendogli più riconoscere nessuno…


Cima Vallona

 

Ci fu un tuono secco però non pioveva,
un lampo di fuoco da terra veniva.
E l’eco veloce si sparse lontano
riempiendo di fumo le valli ed il piano.

 

Ma il vento quel giorno era dolce e veloce
portò via quel fumo ogni grido e ogni voce,
e là sulla cima il silenzio tornava
e tutto tranquillo di nuovo sembrava.

 

Tornò dell’estate il rumore leggero
tornarono i falchi a volare nel cielo.
Restarono i quattro che a terra straziati
guardando quel cielo con gli occhi sbarrati.

 

Guardando le nubi vicine lassù
con occhi che ormai non vedevano più,
l’odore di morte era in quella giornata
soltanto una grande bestemmia insensata.

 

Portate dei fiori, portate parole,
portate canzoni, portategli il sole,
portate ogni cosa che serva per loro
a fare più dolce il sereno riposo.

  

Portategli il vostro sincero rimpianto,
portategli il vostro ricordo soltanto,
che sappiano loro che sono partiti
che noi tutti noi siam rimasti feriti.

 

Portategli i fiori, portategli il sole,
un bacio di donna, un ricordo d’amore.
Chi sa maledire o chi sa pregare
quei quattro ragazzi dovrà ricordare.

 

Voglio saper se la mano assassina
che ha mosso la terra, che ha messo la mina,
sa stringere un’altra, se sa accarezzare
se quella d’un uomo può ancora sembrare.

(Francesco Guccini)

 

 

 

 

 

 


chissà dove sta il principio…

Una gita di pochi giorni, programmata da tempo e sempre rimandata per impegni di lavoro dei nostri amici. Finalmente lunedì mattina siamo partiti per Vienna, alzandoci prestissimo per evitare il maledettissimo traffico commerciale sull’Autobrennero.

Noi a Vienna c’eravamo già stati altre 4 volte per periodi più o meno lunghi, però gli amici non l’avevamo mai visitata. E’ stato quindi un vero tour de force per poter far vedere loro il più possibile nel poco tempo a disposizione.

Ma oggi voglio parlare della diatriba che imperversa da non so quanti anni: è nata prima la cotoletta alla milanese o la Wienerschnitzel?

Sono effettivamente simili, in quanto ambedue impanate, ma non uguali.

La vera cotoletta, tagliata dalla lombata di vitello, innanzitutto ha l’osso che, avvolto nella stagnola, consente di poter mangiare “elegantemente” tutta la carne, rosicchiandola fino alla costola. Inoltre viene battuta, ma molto leggermente, lasciandola ad un’altezza di un paio di centimetri. (Trascuro qui la versione “orecchia di elefante”, una versione più recente, ovviamente senza osso, che risulta troppo fine e croccante). Viene servita guarnita da spicchi di limone che, personalmente, non spremo mai sulla carne perché affloscia l’impanatura, ma li mangio alla fine per “pulire” la bocca dall’unto. La cotoletta inoltre viene accompagnata molto spesso da patatine fritte.

La Wienerschnitzel invece, rigorosamente senza l’osso, è una fettina sottile di vitello ma a volte anche di maiale, battuta un po’ di più ed i puristi la servono con una marmellata di mirtillo rosso. Qualcuno storcerà il naso, però io dico: provare per credere. Il sapore della composta infatti non è dolce, ma asprigno e ben si sposa con la carne, anche perché l’impanatura resta bella croccante a differenza di quanto succede col limone (come ho spiegato sopra). Inoltre viene contornata spesso da patate lessate guarnite da prezzemolo oppure al forno.

Resta il fatto della priorità dell’invenzione. A favore dei milanesi ci sarebbe un documento addirittura del 1134 che parla di “lombus cum panitio”, nonché una lettera di Radetzky nella quale il generale asseriva di aver gustato a Milano della carne eccellente passata nell’uovo e poi nel pane grattugiato, quindi fritta nel burro. I viennesi per contro, dicono che gli italiani abbiano imparato questa tecnica di cottura dai cuochi al seguito dell’esercito austriaco. Mah… Io sono per tutte e due le versioni. A Milano degusto la co(s)toletta, ed a Vienna ho mangiato la Wienerschnitzel…ottime ambedue!


da oggi…

… Qualche giorno di pausa…


Forza, Mondo!!!!!

Coraggio, Mondo…

In un momento in cui si parla di cambi di allenatori, quasi fosse un giro di valzer,

un pensiero per Emiliano Mondonico, che affronta nuovamente una durissima prova.


Frammento…

Poesia

è rivestire i sogni di parole


Cesare Battisti

Ho lasciato passare un po’ di tempo… Ho lasciato sbollire un po’ la rabbia, ma solo un poco, perché lo sdegno fermenta ancora dentro di me.

Il caso Cesare Battisti ha indignato tutti, con quella sua impudenza nel dichiarare che bisogna aver rispetto per le istituzioni e per le vittime, che bisogna voltare pagina e non ricercare vendette tardive.

Le quali vittime giacciono sotto tre metri di terra mentre lui, l’assassino, sta al sole di San Paolo a cibarsi di banane e bevendo daiquiri, coccolato da tutti, editori in primis che lo hanno etichettato come “intellettuale”, quindi meritevole di rispetto e libertà…

Del resto bastava guardare le foto, dove appare con un sorriso sfacciato e con atteggiamento da smargiasso per capire quale tipo fosse.

E un’altra cosa mi è dispiaciuta. Una delle prime azioni del neo sindaco Pisapia è stato quello di rendere omaggio ad Onorina Brambilla Pesce, vedova di Giovanni Pesce, partigiano appartenente ai GAP… Ma non si è sognato, non dico di fare visita, ma nemmeno di mandare un messaggio di solidarietà “almeno” ad Alberto Torregiani, figlio di una delle quattro vittime di Battisti, rimasto paraplegico ancora quindicenne, perché adesso bisogna pensare a Milano… E Pierluigi Torregiani, l’orefice ucciso, non era forse milanese?


Fiume Giallo

Se ne sono accorti anche qui a Bolzano…

Pian pianino i cinesi hanno iniziato, anni fa, ad “invadere” silenziosamente la città con i ristoranti. Poi sono passati ai bar, tanto che qui  ben150 sono gestiti da loro, se non addirittura di loro proprietà. Adesso, sono passati ai minimarket ed ai negozi di parrucchieri, tanto che in una strada di nemmeno un chilometro in una quindicina di giorni hanno aperto ben 4 esercizi di quest’ultima attività, con prezzi stracciatissimi ed orari continuati di almeno 12 ore, mettendo in allarme la locale Confcommercio che disapprova le innumerevoli licenze rilasciate loro.

Quando ancora anni fa parlavo di questo problema, rilevato ancora a Milano, mi sono sentita dare della razzista.

Personalmente i cinesi mi sono anche simpatici: gentili, sempre sorridenti, grandi lavoratori. Il problema è che non costituiscono un arricchimento della nostra società, ma rappresentano un elemento destabilizzante.

Rilevano a caro prezzo esercizi commerciali da gente del posto, assumono esclusivamente loro connazionali e vendono esclusivamente prodotti made in China, chissà poi se conformi alle nostre normative. Che poi i loro connazionali dipendenti siano o no in regola non dico con i permessi di soggiorno, ma con tutti gli altri provvedimenti assistenziali (contributi etc), questo è da vedere. Mentre in un bar o ristorante o supermercato “italiano” è abbastanza probabile vedere qualche lavoratore cinese, in quelli cinesi non si trova un dipendente italiano a pagarlo a peso d’oro! E dire che qui per adesso non ci sono ancora i saloni di massaggi che hanno invaso, da qualche mese, la città di Milano…


Gaber sì che era intelligente….

Ricordate Adriano Celentano ed il suo “ragazzo della via Gluck”?

 
 

non so, non so perché,
perché continuano
a costruire, le case
e non lasciano l’erba
non lasciano l’erba
non lasciano l’erba
non lasciano l’erba

 

ed ecco cosa gli rispose Gaber…

 

 

Del resto, nemmeno Celentano abita più in via Gluck, e nemmeno in un prato, a quanto mi risulta…


a una persona speciale…

Eh no, questo non ce lo dovevi fare, Giancarlo. Credo di parlare anche a nome di altre/i.

Il tuo era uno di quei blog che seguivo più volentieri…e tu ci lasci così?

 

Spero che sia solo un arrivederci.

 

Con un grande abbraccio

 

Loredana

 

(ti scrivo qui, perchè sul tuo blog hai disattivato i commenti 😦  )


Mi ripeto ancora… scusate…

Sarà perché sono polemica al massimo (uno dei miei difetti), sarà perché è di attualità, ritorno ancora sull’argomento referendum, a giochi ormai conclusi.

Ho già spiegato perché ritengo un referendum con il quorum una vera beffa, (ed in questo, sranamente, sono d’accordo con Beppe Grillo), ma in più, come al solito, molte delle volontà espresse dalla gente verranno disattese, come già successo in precedenti consultazioni popolari.

Avevamo votato per la privatizzazione della RAI? Che fine ha fatto?

Avevamo scelto di non finanziare più i partiti? Si vede…

Volevamo l’abolizione del ministero dell’Agricoltura? E’ più vivo e vegeto che mai.

Non parliamo poi della responsabilità civile dei giudici… Una casta praticamente intoccabile.

Ed allora finitela di prenderci in giro!

E poi…chi glielo dice alla maggioranza degli italiani che non hanno votato solo “per l’acqua”, ma per tutti quei servizi che i comuni affidano, anche in maniera consortile”, alle aziende cosiddette municipalizzate, a capitale misto, pubblico-privato…servizi come gas, trasporti locali, elettricità, nettezza urbana, raccolta differenziata? E che il “referendum sull’acqua” era relativo solo alla distribuzione della stessa, e che una municipalizzata in questo saprebbe anche renderla attiva, riversando parte degli utili nelle casse del comune?

(E per quel che concerne l’acqua “privata”…quanti cittadini bevono solo minerale in bottiglia e la pagano un sacco senza lamentarsi?)

Già la Hera, voluta e creata dagli amministratori in Emilia, in pratica una “figlia” del PD, ha sentenziato che in caso di vittoria dei SI avrebbe bloccato gli investimenti, con conseguenze anche gravi sull’occupazione nonché sui bilanci degli enti locali (117 milioni di euro di utili distribuiti). L’assessore bolognese all’Ambiente Burgin ha avvisato che si rischia il blocco di tutti i servizi pubblici, stante la carenza di fondi dei Comuni. Molti del PD, tra i quali Renzi e il fratello di Prodi, hanno detto che l’unica cosa sensata sarebbe votare NO.

Chi non ha spiegato che esiste anche un nucleare “pulito” (torio o fusione fredda), e che il blocco del nucleare comprenderà pure queste fonti tout-court, e probabilmente anche altre fonti, rinnovabili e no, visto che si è creato un vuoto legislativo?

Chi ci ha tenuto all’oscuro del fatto che, in materia di legittimo impedimento, la sospensione del processo è valida fino alla scadenza del mandato e che eventuali prescrizioni vanno parimenti procrastinate? Mah…

(La norma era stata fatta per evitare che parlamentari e ministri fossero “ostaggio” di inchieste a volte montate ad arte.. Al limite poteva essere modificata, senza abrogarla.)

Io continuo a parlare di demagogia… Demagogia in termini politici, attribuendo un valore politico ad un risultato che di politico non ha proprio nulla, ed in termini di “pubblicità” da parte di alcuni per acquisire notorietà e visibilità, visibilità ottenuta strillando, indossando maschere antigas con intenti da terrorismo psicologico, cavalcando l’onda del momento…


Chissà se avrò risposte…

Adesso siate sinceri…

Cosa cavolo avete capito dei testi dei quesiti propostici dal referendum? Chi si è preso la briga di controllare attentamente i testi delle leggi da abrogare?

Chi ha spulciato Gazzette Ufficiali per verificare, tra la farraginosità della nostra legislazione, cosa VERAMENTE abbiano detto i legislatori?

Specialmente il primo quesito, tra abolizione e modificazione di articoli e commi vari, derivanti dall’originaria finanziaria del 2009…

Avendo avuto a che fare con le finanziarie per anni, ed essendomi dovuta districare tra questi “tranelli” in attesa che venisse pubblicato un testo unico depurato da tutte le varie modifiche…ne so qualcosa, ed ancora oggi confesso di non capirci abbastanza. Figuriamoci i comuni mortali che mal si destreggiano tra questi inghippi e che sono facile preda dei demagoghi di turno!

1 Volete voi che sia abrogato l’art.23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112) “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall’art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l,internalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità Europea” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte Costituzionale?

2 Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n.152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?

3 Volete voi che siano abrogati i commi 1 e 8 dell’art.5 del dl del 31 marzo 2011 n.34, convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2011 n.75?

4 Volete voi che siano abrogati l’art.1 commi 1,2,3,5,6 nonché l’art.1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”?

Qualcuno si è preso la briga di verificare leggi, decreti, commi, modificazioni o no…o si è limitato pedissequamente a seguire le indicazione di certi demagoghi?


Feuernacht

 

Questa notte cade il cinquantenario della “Feuernacht”, la notte dei fuochi.

I sudtirolesi,dal 1796, festeggiano il Sacro Cuore di Gesù (che viene considerato il protettore del Tirolo) nel terzo venerdì dopo la Pentecoste, con processioni e fuochi accesi sulle montagne.

Nel 1961, il terzo venerdì dopo la Pentecoste cadde nel giorno 11 giugno, ma i fuochi furono di tutt’altra natura dai falò solitamente accesi.

In questa data iniziò infatti la fase del terrorismo altoatesino, in quanto nella notte a Bolzano, in pieno centro città, si verificò un’esplosione, mentre altre 46 avvennero in tutta la provincia. Fu così distrutta una statua d’alluminio a Ponte Gardena, raffigurante Mussolini a cavallo (la testa dell’animale è ora conservata in un museo di Innsbruck), vennero danneggiati altri monumenti ed abbattuti ben 37 tralicci dell’alta tensione, per poter destabilizzare quello che i sudtirolesi consideravano il simbolo dell’italianizzazione della zona, ossia le fabbriche impiantate durante il ventennio, con conseguente immigrazione di manodopera da varie parti d’Italia.

Le Acciaierie di Bolzano, il Magnesio, l’Alumetal ed altre infrastrutture minori restarono prive per breve tempo dell’energia necessaria a far funzionare gli impianti. Un ordigno di 50 chilogrammi di dinamite fu trovato, fortunatamente inesploso, presso una diga di Selva dei Molini, un altro nei pressi di un cavalcavia. Gli attentatori, una novatina circa, appartenenti al BAS (Befreiungausschuss Suedtirol – Comitato di liberazione del Sudtirolo), furono individuati e condannati a varie pene detentive. Tra i più noti,

 

Luis Amplatz

 

 

George Klotz  

 

(la cui figlia Eva oggi è consigliera provinciale)

 

 

e Sepp Kerschbaumer.

 

 

Questo fu solamente l’inizio, quando il terrorismo si limitò a danni a cose e strutture. Purtroppo, negli anni seguenti, il tiro si alzò, cominciando a colpire caserme e appartenenti ad Esercito e Forze dell’ordine, causando, tra attentati e rappresaglie, numerosi morti.

 L’attentato più tristemente noto è quello del 25 giugno 1967 a Cima Vallona, in provincia di Belluno, una trappola preparata ad arte proprio per uccidere.

I dinamitardi infatti causarono appositamente una prima deflagrazione, per poter attirare prima una pattuglia di Alpini che incapparono in una prima esplosione, che causò il decesso di un militare.

Per indagare, fu inviata successivamente una squadra composta dal capitano dei Carabinieri Francesco Gentile da un sottotenente e da due sergenti degli incursori del Col Moschin, ma purtroppo anche loro, costretti a seguire un unico sentiero che portava ai luoghi delle due precedenti esplosioni, restarono vittime di un ulteriore attentato, 3 morirono ed uno rimase gravemente ferito.

Su una tavoletta di legno fu ritrovata incisa la frase “Non dovrete più avere il confine al Brennero. Prima vi dovrete scavare la fossa nella nostra terra.”

Domani gli Schuetzen si ritroveranno per “festeggiare” questa ricorrenza a Castel Firmiano, altro luogo caro ai tirolesi che qui si riunirono nel 1957 per la manifestazione

nota come “Los von Rom” (via da Roma), con Silvius Magnago che arringava la folla,

per riaffermare la loro appartenenza al Tirolo e non all’Italia.


Domenica 12 giugno

Mi ritengo una persona “di altri tempi”, ed appartengo quindi a quella “vecchia scuola” che considera il voto non solo un diritto, ma anche un dovere, in una società dove ormai di doveri non parla più nessuno.

Domenica quindi andrò a votare, pur non esistendo l’obbligatorietà per questo tipo di consultazione.

Andrò a votare anche se considero il referendum abrogativo col quorum un bluff istituzionalizzato, come ho scritto nel post “Il popolo sovrano”.

Andrò a votare, anche con idee controcorrente rispetto ad altre persone, attirandomi la disapprovazione di tanti: NO secco su un paio di referendum, sugli altri ci sto ancora ragionando sopra, cercando di informarmi sempre di più, perplessa quanto non mai, perché mi rendo conto che si sta tramutando tutto in una valutazione che nulla ha a che fare con la politica, confusa per le giravolte di alcuni nostri rappresentanti, vedi il comportamento di Pierluigi Bersani ed Antonio Di Pietro sull’acqua, una volta ambedue favorevoli alle privatizzazioni (vedi il decretone del 2006 a firma loro, unitamente ai Romano Prodi e a Linda Lanzillotta) ed ora fermamente contrari. Ah, a proposito, anche l’informazione qui è in parte distorta. Non è che venga privatizzata l’acqua in se stessa, ma la rete idrica ossia quelli volgarmente detti tubi, pieni di falle, rete già in parte privatizzata. E dove è stata privatizzata le tubature non perdono, contrariamente alle altre parti.

Il nucleare? Il governo aveva già rinunciato al progetto con la moratoria, la Consulta ha deciso diversamente e si va a votare se abrogare una legge già abrogata di fatto. Mah! Comunque mi consola il fatto che anche nella Consulta stessa c’erano stati forti dubbi.

Sul nucleare avevo già espresso, in una risposta a Gina, il mio parere: sarà un voto “emozionale”, (come a suo tempo dopo la tragedia di Chernobyl del 1986 ed il successivo referendum del 1987) dovuto al recente disastro di Fukushima, ma consideriamo che i maggiori danni sono stati causati dalle ondate dello tsunami e non dal terremoto, mentre le altre centrali più interne in Giappone, zona altamente sismica, molto più dell’Italia, sono rimaste integre.

Che senso ha votare contro il nucleare quando siamo circondati da questo tipo di centrali per acquistare poi energia nucleare dai paesi confinanti?

Il Belgio ha 7 centrali, la Francia 58, la Germania 17, la Gran Bretagna 19, la Russia 32 più altre 11 in costruzione, la Slovenia 1, la Spagna 8, la Svizzera 5. In Svezia nel 1980, su proposta dei Verdi, avevano deciso di disinstallarle tutte, ma fino ad oggi, dop ben 31 anni, solo una è stata chiusa, perché troppo vecchia.

La politica energetica dei Verdi, ereditata da SeL, è pressoché fallita.

Nel 1980 l’energia solare era pari al 22%, ora è scesa al 18%.

Legambiente aveva promesso che l’energia eolica nei 10 anni successivi al 1987 sarebbe aumentata almeno fino al 10%, in realtà al tutt’oggi è pari allo 0,004%, e contribuisce solo per il 2% ai nostri consumi, deturpando inoltre i nostri paesaggi. Il fotovoltaico avrebbe un senso, dato che il nostro è un paese ricco di sole,ma solo se applicato in modo intelligente, ponendo i pannelli su tetti di fabbricati o lungo i guard-rails delle autostrade, non installandoli nelle campagne, sottraendo terreni agricoli.

Nel frattempo l’energia da fonte nucleare è passata dai 700 Twh (Terawatt) del 1980 ai 1900 TWh del 1990 ai 2700 TWh del 2010.

Con l’energia tradizionale saremmo sempre ostaggio dei fornitori di petrolio, anche quello in fase di esaurimento, e delle sue oscillazioni di prezzo. E non è che il petrolio non inquini…tutt’altro.

Legittimo impedimento? Anche qui ho forti dubbi. Non vedo perché, in caso di IMPEGNO ISTITUZIONALE, debba obbligarsi qualcuno a presentarsi comunque in tribunale…ci devo ragionare ancora sopra..vedremo. Forse la notte porterà consiglio, anche se una piccola idea già ce l’ho. Resta la faccenda delle tariffe dell’acqua, ma in quello probabilmente ci metterà comunque lo zampino la comunità europea…

Per me comunque non sono questi i problemi più gravi che ci affliggono… Ed anche questi referendum mi ricordano tanto il Panem et circenses per distrarre la gente da questioni molto più gravi….


Dai campi e dalle officine….

L’ultima foto messa sul post su Santoro del 7 giugno mi fa nascere una riflessione.

Una volta la sinistra era il partito dei diseredati, di operai e contadini sfruttati, senza alcuna possibilità di uscire dalle catene della miseria e dell’ignoranza che li imprigionavano.

Un’esistenza al limite della sopravvivenza, con malattie e morte sempre dietro l’angolo.Erano consci di questa loro condizione, che era quella dei loro padri e dei loro nonni ed alla quale si sarebbero dovuti assoggettare i loro figli ed i loro nipoti…una spirale senza fine, senza via d’uscita. Ed allora le lotte e le rivoluzioni hanno avuto un senso, e lo avrebbero ancora oggi in determinati paesi.

Ma oggi?

Diciamolo chiaramente: di fame non muore più nessuno, e se qualcuno è in difficoltà, ci sono sempre opere di assistenza e/o di volontariato cui ricorrere. Anche se ci sono zone e sacche di povertà, la maggior parte degli operai e dei contadini ha un reddito dignitoso, esistono anche gli ammortizzatori sociali, le nuove povertà il più spesso delle volte sono riferite a generi di consumo voluttuari. Gli odierni profeti del comunismo, quelli che cantano “Bella ciao”, “L’Internazionale” o la più moderna “Contessa” addirittura navigano nell’oro. Queste persone che tanto disprezzano la borghesia, sono i nuovi straricchi, che mica si alzano all’alba per recarsi a lavorare in fabbrica, ma fanno anzi le ore piccole frequentando i salotti chic e le terrazze romane chic alla facciaccia dei lavoratori veri che danno loro ascolto.

Sono quelli che aspirano ad un seggio parlamentare che, a fronte di poca fatica e spesso di molto assenteismo, consente loro un ottimo reddito ed una marea di privilegi.

I peggiori poi sono quelli che vestono come finti poveri, con canotte stinte e jeans stracciati pagati pure l’ira di Dio.

Una volta c’erano padroni e latifondisti da combattere…ora ci sono solo gli avversari politici, anzi i “nemici” politici,mentre I veri nemici dovrebbero essere gli unici che ancora sfruttano, cioè chi ricorre al lavoro nero, che ricorrono al caporalato, che sfruttano la prostituzione e che fanno dell’evasione fiscale il loro credo.

Ed allora i rappresentanti di “questa” sinistra che non agita più la bandiera rossa per difendere i diseredati, ma solo come simbolo di un gruppo di appartenenza, una sinistra senza ideali, asservita al dio denaro…in cosa si differenziano dai rappresentanti degli altri partiti?


Antisemitismo

Nel 2008 il Salone del libro di Torino boicottò gli scritti degli autori di nazionalità israeliana. Qualche giorno fa, sempre a Torino, tra le “attrazioni” di una manifestazione promossa dagli squatter c’era il tiro della scarpa (3 scarpe per un euro), contro la sagoma di Shimon Peres con al collo una Stella di David. Notare che nel medio Oriente il tiro di una scarpa equivale ad un grave insulto.

 

Adesso a Milano i centri sociali (?) unitamente a gruppi filopalestinesi minacciano violenze contro la manifestazione ebraica, che si terrà dal 13 al 23 giugno, denunciando addirittura l’occupazione israeliana(! ). Mi aspettavo una presa di posizione da parte del neoeletto sindaco Pisapia, che affermasse il diritto degli ebrei alla libertà di espressione, tanto più che la mostra in questione si occuperà di medicina, cultura, tecnologia, letteratura e turismo.

Lui invece si è limitato a dire che crede in due stati per due popoli (cosa ovvia per altro) e, lavandosene pilatescamente le mani, ha demandato la decisione al Governo centrale in quanto veniva coinvolto l’ordine pubblico, ed ha passato la patata bollente nelle mani del Prefetto, il quale ha ribadito che la kermesse verrà regolarmente tenuta a Milano in Piazza de Duomo.

In alcuni di quei giorni quasi senz’altro sarò a Milano, ed io, agnostica dichiarata, porterò comunque una Stella di David.

 


era ora, anche se a caro prezzo….

Permettetemi di dire…FINALMENTE!

Se davvero Michele Santoro se ne andrà dalla Rai, gratificato (è il caso di dirlo) da una molto cospicua liquidazione (si parla di oltre due milioni di euro!), non sarò certo io a rimpiangerlo.

Premesso che, come ho spesso scritto, la televisione odierna ormai non la guardo più, ciò nonostante ogni anno seguivo, probabilmente con latenti istinti masochistici, la sua prima trasmissione stagionale e regolarmente me ne allontanavo letteralmente schifata dalla sua palese partigianeria e faziosità, cosa che in un servizio PUBBLICO non dovrebbe mai accadere. Leggevo comunque le recensioni delle sue “inchieste” (?) sui giornali e su vari siti Internet… Una persona che non cercava di convincere della bontà delle sue opinioni con prove conclamate, ma coartava la gente con arroganza e prepotenza, in quanto spesso toglieva la parola a chi lo contraddiceva.

Con “ospiti” a dir poco discutibili, quali la D’Addario, Grillo, che strilla a più non posso ma non propone nulla di concreto ed altri che non sto a menzionare.

Ma come si fa a dare credibilità a Michele Ciancimino, quasi fosse un novello profeta, e solo perché aveva indicato, con documenti malamente contraffatti col copia-incolla, che Berlusconi ed il generale Mori fossere implicati in questioni di mafia senza prima verificare i fatti, come dovrebbe fare un bravo giornalista. Ed è stato fermato solamente quado è stato tirato in ballo De Gennaro.

Come si fa a dare retta a Marco Travaglio, un saltafosso conclamato, che ha varie condanne per diffamazione nei conronti di Previti, Del Noce, Conalonieri ., Schifani, della giornalista Susanna Patruni, del giudice Filippo Verde e dell’assessore David Costa.

Come si fa ad ospitare Vauro, che ha disegnato vignette di dubbio gusto, anzi, di una volgarità che sfociava nell’indecenza morale. (Ricordo quelle davvero ignobili sui morti del terremoto dell’Aquila)

Come si fa a dare voce (?) ai silenzi di Adriano Celentano, che tutto può essere meno che un pensatore o un filosofo e che in quanto ad ecologia…meglio lasciar perdere.

Per non parlare dei litigi istigati ad arte, delle provocazioni, degli insulti.

E questa sarebbe televisione?

Ecco, il grande passo sta per essere fatto. Il guru, anzi, il tribuno si trasferisce a LA 7, in procinto, dicono, di essere acquistata dal solito De Benedetti con i soldi che, dicono, riuscirà a spillare a Berlusconi con il processo Mondadori.

Il bravo professionista, che del maneggiare soldi (tra contratti e penali) ha fatto una missione, potrà dire finalmente tutto ciò che desidera senza censure (come se alla Rai avessero potuto imporgliele, dato che ha parlato e straparlato).

La 7 sarebbe il terzo piatto in cui mangiare abbondantemente: prima quello della Rai (per due volte) e poi dell’odiato Berlusconi, i cui soldi non gli hanno fatto ribrezzo, ma si sa, pecunia non olet.

Buon appetito ed…Amen!


Il popolo sovrano

 

Indipendentemente dalle mie idee sui quesiti referendari o dalla mia partecipazione o meno agli stessi, esprimo la mia opinione sul referendum come istituzione.

Dicono che questo sia la massima espressione della democrazia. In realtà non è vero, in quanto, affinchè il referendum possa essere ritenuto valido, è necessario che sia raggiunto il quorum del 50% +1 dei votanti.

Il ragionamento per il quale ritengo antidemocratico questo sistema è semplice.

Supponendo una popolazione di 100 persone, il quorum è di 51 votanti. Se dovessimo ammettere che si rechino a votare solo 49 persone e che tutte votino SI, la legge non verrebbe abrogata in quanto il quorum non è stato raggiunto. Mi si potrebbe obiettare che chi non ha votato sarebbe potuto equivalere ad un voto contrario, quindi 49 SI e 51 NO, e fino a qui ci siamo.

Ma, sempre per ipotesi, se si dovessero recare a votare 51 persone, quindi con un quorum valido, ne basterebbero solo 26 che votino sempre SI perché la legge venga abrogata, però aggiungendo ai 24 voti contrari i 50 astenuti, considerati negativi come nell’obiezione precedente, basta circa un quarto degli aventi diritto per abrogare una legge.

Allora, se la matematica non è un’opinione, 49 è maggiore di 26, ma anche 74 è maggiore di 51. Il porre un quorum ad un referendum abrogativo, cosa che non avviene nella vicina Confederazione Elvetica o negli Stati Uniti, non può fare altro che incentivare l’astensionismo come forma di boicottaggio dello stesso, vanificandone così la natura di vera espressione popolare. Quindi un referendum con il cosiddetto “quorum strutturale”, tutto è meno che espressione di una democrazia.

  

Alla faccia del popolo sovrano!


Quando la finiranno?

E’ successo ancora…

L’ennesimo assassino che, sotto l’influenza dell’alcool, su una vettura priva di assicurazione, ha investito ed ucciso un ragazzo di soli 16 anni, rimesso in libertà ancora prima che i funerali della sua vittima venissero celebrati. Un assassino che, essendo rumeno, potrebbe eludere la nostra giustizia (?), ritornando in patria, in quanto ha solo l’obbligo di risiedere nella sua abitazione dalle 18 alle 8 della mattina seguente, quindi con tutta la giornata a disposizione.

Le accuse non sono da poco. Omicidio colposo, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza.

Non so con quale criterio il GIP di Velletri abbia disposto la non pericolosità dell’individuo, disponendone la scarcerazione, anche se con l’obbligo di dimora. Il fatto che si sia costituito? Il fatto che si “solo” un omicidio colposo? Vorrei solo che quel giudice si mettesse nei panni di quel padre…


Il bravo amministratore

Nicky Vendola era salito a Milano per sostenere Pisapia, e fin qui mi sta anche bene, era un suo candidato, quindi era giusto che gli tirasse la volata. Meno bene mi stava che venisse a dare lezioni di amministrazione, dato che la Puglia è la regione più disastrata d’Italia, in cui solo la sanità ha un buco incredibile, 330 milioni di euro, con buona parte dei suoi dirigenti indagati se non addirittura già in galera, a fronte di servizi che non possono proprio dirsi eccellenti. Fatto sta che, conclususi i ballottaggi, il governatore, appena tornato a casina sua, la prima cosa che ha fatto è stato di aumentare l’addizionale IRPEF al massimo consentito dalla legge (1,4%), quando anche l’aliquota IRAP è già al massimo (4,82%).

E questo sarebbe il bravo amministratore che viene a dare lezione agli altri….se si pensa poi che lo stesso Pisapia ha detto che farebbe meglio a parlare di meno, il quadro è completo!