La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 23 Maggio 2011

Scacco alla Regina?

 

La recente mail di un amico, che mi chiede cosa ne penso del risultato di Milano, mi dà lo spunto per questo post.

Non è ancora detta l’ultima parola, però sembra che donna Letizia voglia fare di tutto per perdere le elezioni, magari anche sotto la spinta di cattivi consiglieri.

Già la gaffe dell’accusa di furto d’auto rivolta a Giuliano Pisapia, rivelatasi infondata… Poi le mancate scuse… Adesso ad una settimana di distanza non può dire che porgerà le scuse solo nel caso in cui l’avversario accetti il confronto (che quest’ultimo si rifiuta di affrontare).

Le scuse da parte di chi ha sbagliato vanno fatte comunque, possibilmente subito – e già qui il ritardo è considerevole – e senza porre condizioni, come riconoscimento per un errore commesso e del quale ci si rammarica e senza pretendere una qualsiasi contropartita.

Certo è che sin dall’inizio la campagna elettorale è stata affrontata nel modo sbagliato. Innanzitutto mr.B. non doveva intervenire, tacendo sulle sue vicende giudiziarie, giuste o sbagliate che siano, perché alla gente comune non interessano per niente. Poi doveva essere dato maggior rilievo a quanto è stato fatto per la città durante questo mandato. Diciamo la verità: donna Letizia non è (o magari non “appare”) simpatica, non è un animale politico, manca di diplomazia, nei rapporti con la gente è spesso impacciata, forse a causa di una naturale ritrosia, però è un’ottima amministratrice, e di questo la città ha bisogno.

Pisapia sarà anche una bravissima persona, però non so quali esperienze amministrative abbia, ed in più temo chi gli sta “dietro”…

Non posso credere che i milanesi vogliano davvero “questa” sinistra, che dalla sua ha i centri sociali (ho il T28 a poca distanza, quindi so cosa dico) che, guarda caso, hanno già rialzato la testa pretendendo di occupare una casa in via Andrea del Sarto (centro autogestito Bottiglieria), mentre altri loro sodali hanno aggredito la madre di un assessore PDL costringendola a cure ospedaliere (e nessuna parola di dissociazione da parte degli avversari politici, o quanto meno una presa di posizione, ma le solite giustificazioni “non era un nostro militante” e “quelli del PDL cercano lo scontro fisico”… Scontro fisico una signora mingherlina di 65 anni? Mah!).

Non posso credere che dopo aver effettuato a fatica lo sgombero di vari campi nomadi, che contenevano all’inizio oltre 10mila persone, Pisapia voglia sostenere (anche economicamente), un progetto di autocostruzione di case per i ROM, posso immaginare con quale gioia per i loro vicini di casa.

Non posso credere che il modello di via Padova sia portato ad esempio di integrazione. Integrazione con chi, se i milanesi sono ormai spariti, tranne qualche anziano dall’aria spaurita che non si azzarda ad uscire di casa una volta tramontato il sole. Inoltre è una strada squallida e pericolosa (e pure in questo caso so quel che dico).

Non posso credere che vengano istituite le stanze del buco! Se Pisapia avesse detto “facciamo dei percorsi di recupero per tossicodipendenti” sarebbe stato meglio, ma così che fai? Li aiuti solo a morire prima e magari gli fornisci pure la dose? (per inciso, donna Letizia, senza tanta pubblicità, passa i suoi fine settimana a san Patrignano).

La moschea? E dove la costruirebbe Pisapia? Vicino a casa sua? Non credo proprio.

Per la questione dei “registri delle unioni”, ho una mia tesi, troppo lunga qui da esporre, il cui succo comunque è questo: 1) la famiglia è l’istituzione naturale per perpetuare la specie, quindi uomo, donna e figli; 2) le convivenze non possono dare gli stessi diritti di un matrimonio, in quanto questa istituzione, anche se alla base c’è o ci dovrebbe essere l’amore, è essenzialmente un CONTRATTO, con il quale due persone si impegnano per un percorso comune di vita. Venendo a mancare il contratto, mancano anche i diritti-doveri che questo comporta, e gli unici tutelati dovrebbero essere i figli.

L’ECOpass, la cui abolizione per i residenti è stata effettuata da Letizia Moratti è chiaramente una manovra elettorale, in quanto era un balzello molto inviso ai milanesi, mentre Pisapia lo vuole estendere e rincarare, dicendo di voler incentivare l’uso delle due ruote. Ma questa iniziativa è già stata promossa dalla Moratti, che ha riempito Milano con le biciclette del bici-sharing e sta costruendo varie ciclabili.

In campagna elettorale, nessuna parola è stata spesa su quanto già effettuato, come la fornitura gratuita di libri di testo per scuole elementari e medie, il raddoppio dell’assistenza domiciliare degli anziani, il quasi dimezzamento della microcriminalità grazie al potenziamento della Polizia Locale, che Pisapia vorrebbe invece riportare ai soli compiti di “vigile urbano”, ed alle 1300 telecamere installate che hanno fornito utili indicazioni alle Forze dell’ordine, le ordinanze contro lo spaccio (altro che stanze del buco), il bonus cicogna e maternità per tutti i nuovi nati, l’introduzione del fattore famiglia nella dichiarazione ISEE, mentre con il nuovo PTG (Piano di Governo del Territorio) si potranno individuare e realizzare servizi appropriati a persone e famiglie.

La nuova M5, già pronta, anche se non ancora in funzione, mentre sta partendo al M4 e altre linee esistenti sono state prolungate… Le stazioni metro principali riammodernate, e seguiranno le altre.

La stazione ferroviaria Centrale ripulita e riammodernata.

La sistemazione di Navigli e Darsena, anche se da completare… La riqualificazione di via Sarpi e l’inizio di un progetto simile in via Imbonati.

La sostituzione del pavé e dei binari dei tram, ciclabili e rastrelliere con il servizio bici-sharing di cui ho già parlato.

La raccolta differenziata che ha raggiunto livelli record.

Non una parola su tutto questo.

Solo critiche per EXPO 2015, accusato di cementificazione selvaggia da gente come Celentano e Grillo che dovrebbero avere la decenza di tenere il becco chiuso per come razzolano male! (vedi villa di Galbiate, cumulo di cemento, e SUV e barconi di quell’altro), tanto più che i due summenzionati guru parlano tanto e non propongono assolutamente nulla di concreto.

Milano cambia, deve cambiare. La Milano della cerchia del Navigli era bella, ma quanta nebbia da quei canali… Le case di ringhiera romantiche, ma senza ascensori e servizi anzi, per dirla come mio marito.. “abito in casa di ringhiera, tra el cèss e la ruèra…”

(traduco per chi non capisce…tra il gabinetto -uno per ballatoio che serviva a varie famiglie- e il condotto dove si getta l’immondizia,..il “ruff”)

i tram a cavalli carini, ma i jumbo hanno l’aria condizionata.

Forse il Diamante che sta sorgendo sull’area ex-Varesine sembrerà troppo imponente, l’Isola si sta restringendo sempre più, ma sono previsti parchi giochi ed aree verdi, fontane e nuove ciclabili…

Una Milano che si avvia a diventare non dico New York, ma almeno una piccola Francoforte.

Spero che i milanesi, se amano davvero la loro città, ci ripensino…


Milano 21.05

Un pomeriggio passato in casa… Fa troppo caldo per uscire. Il termometro sull’insegna della farmacia sotto casa alle 15 segna 31 gradi, meno dei 34 di ieri a Bolzano, ma qui la giornata è notevolmente più afosa. Usciamo quindi verso le 18.30, recandoci in centro, affollatissimo. Bimbi, con i capelli che il sudore appiccica su nuca e tempie, che piagnucolano nel passeggini o sbadigliano, con l’aria stravolta, cercando di dormire. Quelli più grandicelli giocano con pistole di plastica che sparano bollicine di sapone iridescenti o si fermano ad osservare, incuriositi, quegli esseri strani che stanno immobili per ore con improbabili costumi da mummia egiziana o cicisbeo settecentesco (con quel caldo…).

Di fronte alla Rinascente un suono di sax … Un anziano seduto per terra con la custodia dello strumento aperta in attesa di ricevere monetine suona “!Summertime”.

Poco più avanti, in piazza Duomo un trio ungherese esegue una czarda con bandoneon, vibrafono e violino, mentre all’angolo di piazza Mercanti un ragazzo, avvolto in un mantello nero con tanto di cappuccio, suona “Moon river”. Da un lato, le consuete camionette delle forze dell’ordine che presidiano la piazza, però manca la solita limousine bianca e lunghissima che usano i cinesi per i loro matrimoni, che si concludono con le foto in Galleria. Dappertutto manifestini elettorali, stropicciati e calpestati, fin nella fontana di san Babila, dove galleggiano mestamente, assieme a tappi di bottiglia e lattine vuote.

Torniamo con la metro per cenare al solito ristorantino. Ressa di gente accalcata, accaldata e sudata… Come si dice, odore di “umanità”. Non vedo l’ora di tornare a casa per una doccia.