La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 7 Maggio 2011

Allegri….a

Complimenti al Milan per il 18′ scudetto…


6 maggio

Il tram numero 4 porta a Niguarda. Passato l’Ospedale, bianco ed immenso, finite le stradone ampie e diritte, succede una piccola magia: il tram si avvia verso un dedalo di viuzze piccole, tortuose e strette, leggermente in salita. Là Milano non è più città, ma diventa paese… Case basse, non palazzoni; botteghe artigiane e non boutiques; trattorie e non ristoranti o fast food; pochi stranieri per strada, una prevalenza di gente anziana che discute prevalentemente in dialetto, gli uomini quasi con una divisa, gilet chiaro multitasche da pescatore e l’immancabile Gazzetta, le donne con carrellini portaspesa in fantasia scozzese. Poco prima del capolinea (che si trova quasi in aperta campagna) c’è la fermata California. Nome strano, per un posto così isolato, ma c’è un perché. A poca distanza da quella fermata esiste l’omonima cascina, nella quale è situata una trattoria con cucina familiare che, a suo tempo, fu acquistata (udite udite) nientepopodimeno che da… Sì sì, proprio da lui, il grande Buffalo Bill, che era venuto a Milano con il suo Circo itinerante e si era invaghito di una bella milanesina, almeno così racconta la leggenda, ma probabilmente si trattava di un cowboy facente parte del suo spettacolo. E allora, sull’onda del romanticismo, abbiamo fatto un giro fino a lì (lunghetto, neh…) e già che c’eravamo abbiamo pure pranzato. Prezzo fisso, ambiente molto proletario, ma “vero”, sala strapiena, molti sono imbianchini o muratori ed hanno tute o salopettes costellate di macchie di calcina. Poca scelta nel menu, recitato a voce, non scritto, ma consistente in piatti tipici milanesi o tutt’al più lombardi, cucinati bene, in maniera casalinga, porzioni abbondanti, data la clientela, ed un vinello frizzante che li accompagna… Cosa vuoi di più dalla vita? Ci mancava solo il coro, ma probabilmente quello lo faranno alla sera dopo la cena!

http://www.url.it/muvi/bacheca/buffalo.htm

Via Settembrini, tra piazza Caiazzzo e la via Vitruvio, è un susseguirsi di negozi di bigiotteria gestiti in gran parte da pachistani e da qualche cinese. Le vetrine sono un trionfo di pietre dure, sciolte o già infilate, di tutti i colori e dimensioni, lavorate o semigrezze, e di collane in argento con ciondoli e campanellini, tipici dell’artigianato indiano … Ogni tanto qualche ragazza con il velo entra e sceglie qualcosa. Sono donne giovani, ma già con un paio di figli al seguito, in carrozzina o per mano.. I futuri milanesi di domani? Non è razzismo, ma i milanesi veri sono ormai una razza in via di estinzione. Del resto quanti milanesi hanno lontane origini derivanti dalle successive dominazioni cui Milano è stata assoggettata, tra spagnoli, francesi e tedeschi. In Paolo Sarpi ho sentito cinesini parlare con tipico accento di qui: sono ormai di seconda o terza generazione e solo il colore li distingue dai loro coetanei…