La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per Maggio, 2011

Tragedie

In pochi giorni due bimbi, poco più che neonati, Elena e Jacopo, sono deceduti per disidratazione perché i rispettivi papà li hanno dimenticati in macchina sotto il sole.

Non si tratta di genitori irresponsabili, che hanno volutamente lasciato i figli in auto per fare shopping o altro, ma di persone comuni, prese dalle incombenze quotidiane, assilli che ci prendono sempre più, quei vortici di tempo che ci intrappolano, dando l’impressione che le ore non bastino mai per adempiere a tutte le attività della giornata. Se a ciò si aggiunge la schiavitù dell’abitudine, il quadro è completo. Solitamente erano le mamme ad incaricarsi di portare i piccini all’asilo nido: è bastato un imprevisto, un cambio di programma non “registrato” dal cervello e la tragedia è esplosa. Non mi sento di certo di colpevolizzare quei due papà, hanno già la pesantezza di un rimorso da sopportare.

E dire che basterebbe poco, magari obbligando a sistemare i seggiolini dei bimbi al di sotto una certa età solamente sul davanti, a fianco del guidatore. Sarebbe così praticamente impossibile “dimenticare” i figlioletti nell’automobile.


staremo a vedere

Gli amici ciascuno se li sceglie, mentre i parenti se li trova, e tra questi ci sono i fratelli (io, per fortuna o purtroppo, devo ancora capirlo, sono figlia unica). Mi viene da sorridere ironicamente però sentendo Niky Vendola ringraziare per l’esito positivo delle elezioni i “fratelli ROM e Mussulmani”, sapendo come questi ultimi trattino gli omosessuali, qual è il noto politico, nei loro paesi: se va bene (?) con frustate, altrimenti si può arrivare anche alla pena di morte, a seconda delle varie correnti religiose.

Ringrazieranno tutti i cattocomunisti “ispirati” da Tettamanzi e dai vari don Colmegna, nemmeno gratificati da un accenno?

Per i rom, invece, ringrazieranno sentitamente i milanesi, specie quelli che l’hanno votato, non appena riprenderanno gli scippi e le questue in metropolitana, nonché le baraccopoli.

Per adesso c’è solo Piazza Duomo dove tra le bandiere arancioni del nuovo sindaco si vedono anche le bandiere rosse, immagini di Che Guevara, e risuonano  inni e slogan di un tempo che fu (compagni lavoratori non più servi non più signori!), mentre si registra un tentato assalto all’abitazione di De Corato. Mah… vedremo.

Bersani ride, ma le due principali città non sono in mano a sindaci PD, perché le “primarie” hanno scelto candidati dei cosiddetti partiti TCB, (Tutti Contro Berlusconi), a Napoli addirittura c’è stato un astensionismo del 50%, segno che la proverbiale filosofia campana ha capito che cambiano le persone, ma difficilmente si sanano le situazioni.

De Magistris è il magistrato delle cause perse…e già questo non promette bene. I nomi che circolano per gli eventuali assessori sembrano quelli di una grande ammucchiata, da esponenti PRC, ex Democrazia Proletaria e demitiani riciclati. Mah…vedremo.

Però se le amministrazioni locali sono state conquistate dalla sinistra, è ancora presto per cantare vittoria se di dovesse parlare di elezioni politiche. Difficilmente si raggiungerebbe una maggioranza di Governo senza il Terzo polo, le cui radici centriste e cattoliche mal si conciliano con le posizioni estreme di vendoliani, grillini, rifondaioli, idv e così via, come è già accaduto nei precedenti governi Prodi, specialmente nell’ultimo.


Les jeux sont faits…rien ne va plus

Gli Italiani hanno scelto, rispetto la maggioranza, anche se non la condivido, ma non sono per nulla ottimista


da “Legno storto”

Scritto da Enzo Di Frenna
domenica 29 maggio 2011

Riceviamo e pubblichiamo, raccomandando la massima diffusione

All’inizio di maggio una sentenza della prima sezione penale della Corte di Appello di Catania ha equiparato un blog ai giornali di carta. Dunque commette il reato di stampa clandestina chiunque abbia un diario in Internet e non lo registra come testata giornalistica presso il tribunale competente, come prevede la legge sulla stampa n 47 del 1948.

La vicenda è paradossale e accade in Italia. Lo storico e giornalista siciliano Carlo Ruta aveva un blog: si chiamava Accadeinsicilia e si occupava del delicato tema della corruzione politica e mafiosa. In seguito a una denuncia del procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, quel blog è stato sequestrato e chiuso nel 2004 e Ruta ha subito una condanna in primo grado nel 2008. Ora la Corte di Appello di Catania, nel 2011, ritiene che quel blog andava considerato come un giornale qualsiasi – ad esempio La Repubblica, Il Corriere della Sera o Il Giornale – è dunque doveva essere registrato presso il “registro della stampa” indicando il nome del direttore responsabile e l’editore. La notizia farà discutere a lungo la blogosfera italiana: cosa succederà ora?

Massimo Mantellini se la prende con Giuseppe Giulietti e Vannino Chiti per aver presentato in Parlamento la Legge 62 sull’editoria, che è stata poi approvata, con la quale si definisce la natura di prodotto editoriale nell’epoca di Internet. Ma il vero problema, a mio avviso, è la completa o scarsa conoscenza di cosa sia la Rete da parte di grandi pezzi dello Stato, incluso la magistratura. Migliaia di burocrati gestiscono quintali di carta e non sanno quasi nulla di cosa accade in Internet e nei social network. Questa sentenza, quindi, è un regalo alla politica cialtrona che tenterà ora di far chiudere i blog scomodi. Proveranno a imbavagliarci.

In Italia ci sono oltre 50 mila blog. Soltanto BlogBabel ne monitorizza 31 mila. Nel mondo esistono almeno 30 milioni di blog e forse sono anche di più. I blog nascono come diari liberi on line, può aprirne uno chiunque. Una casalinga. Uno studente. Un professore universitario. Un operaio. Un filosofo. Chiunque. Ma adesso in Italia non è più possibile e possiamo dire che inizia il Medioevo Digitale. Nel mondo arabo i blog e i social network hanno acceso il vento della democrazia, il presidente americano Barack Obama plaude il valore di Internet e la libertà d’informazione, Wikileaks apre gli archivi segreti delle diplomazie, e noi, in Italia, in un polveroso palazzo di giustizia, celebriamo la morte dei blog.

Ma la vogliamo fare una rivoluzione? Vogliamo scendere in piazza come gli Indignados spagnoli e inventarci qualcosa che faccia notizia in tutto il mondo? Vogliamo innalzare una grande scritta davanti alla Corte Costituzionale con lo slogan “Io bloggo libero, non sono clandestino!”. Eggià: perché gli avvocati di Ruta faranno appello in Cassazione e a quei giudici bisognerà far sapere che in Italia ci sono 50 mila persone libere che hanno un blog e confidano nell’articolo 21 della Costituzione, che permette la libertà di espressione con qualunque mezzo.

Che ne dite? Ci proviamo?

Fonte: “Il Fatto” (edizione on-line), 28 maggio 2011

 


Voltagabbana

 

In un certo senso, questo post è dedicato a Carlo, che parla sempre di coerenza ed onestà.

Già, perché l’ultimo esempio lo si è visto nella questione di Daniela Melchiorre, una persona che ha fatto della coerenza (?) la sua bandiera. Già sottosegretario alla Giustizia nel governo Prodi, è passata al PDL nel 2008, per poi ripassare all’opposizione nel neocostituito gruppo dei Liberaldemocratici, votando la sfiducia al Governo nel gennaio 2009, infine al Terzo Polo nel dicenbre dello stesso anno e da ultimo ritorno ai Liberaldemocratici, tra i quali ha ricoperto ancora l’incarico di sottosegretario allo Sviluppo economico nell’attuale governo Berlusconi. Ora, dopo le dimissioni, chissà dove approderà…

Come ironicamente ha commentato il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto

«Mancherà al Paese tutto il suo enorme bagaglio culturale, il suo alto profilo morale, il suo eccelso senso delle istituzioni. L’Italia perde un pilastro che sarebbe stato fondamentale per rilanciare l’economia e rendere più credibili le istituzioni. Mi auguro che i valori che lei ed il suo gruppo hanno sempre difeso e rappresentato, permeino fino in fondo lo spazio politico dove decideranno di approdare lei e Tanoni».

Ma quello che più mi fa indignare non è la questione del cambio di bandiera: ognuno è liberissimo di cambiare idea, per carità (come Scilipoti…:-) ), ma il fatto è che io elettore ti ho votato e scelto affinché tu politico mi rappresentassi in un determinato schieramento, quindi tu, politico, non puoi permetterti di saltare da un partito all’altro. Se poi questo schieramento è nuovo di trinca….chi ha raccolto le firme affinché questo potesse essere ammesso alle elezioni? (come è successo nel caso di Futuro e Libertà, mai legittimato da nessuno).


Bar cel lo na

Che bella lezione di calcio…


Cristiano sì, però….

 

Da laica mi chiedo oggi se abbia ancora senso oggi essere “cristiani”, politicamente intendo.

Come agnostica molto probabilmente non sono la persona più adatta a commentare un simile argomento, però ho svariati dubbi…

Quando un Pisapia invita i suoi a porgere l’altra guancia… mentre un don (?) de Capitani augura, poco cristianamente, che a Berlusconi venga un ictus, resto sconcertata.

Quando un cardinale Tettamanzi, arcivescovo di Milano, auspica la costruzione di moschee, senza considerare che non solo la costruzione di nuove chiese nei paesi arabi non è permessa, ma che quelle esistenti vengono distrutte ed i suoi frequentatori vessati e spesso massacrati, la perplessità aumenta, anche perché nessuno considera che l’Islam in Italia avanzerà sempre maggiori richieste.

Per inciso, la grande moschea di Roma, firmata addirittura da Renzo Piano, è semivuota, come quella di Colle Val d’Elsa, però l’UCOII ne pretende una a Firenze.

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2011/5/25/IL-CASO-Sbai-caro-Pisapia-da-musulmana-ti-spiego-il-mio-no-alla-moschea-a-Milano/180519

Quando esponenti dell’ex DC, diventati catto-comunisti, appoggiano partiti che promuovono lo sfascio della famiglia tradizionale, la droga, l’aborto e l’eutanasia, (per certi versi ed in certe situazioni personalmente non sono preconcettualmente contraria, ma come ho detto IO sono laica), non mi ci raccapezzo

.

Se uno si ritiene “cristiano”, deve anche osservare le regole, i precetti ed i comandamenti che la sua religione gli impone, altrimenti faccia a meno di nascondersi dietro una sigla di comodo o di professarsi cristiano appoggiando partiti che propongono tutto il contrario di quello che la religione richiede, valori che ritengo assolutamente non negoziabili.

Al giorno d’oggi credo che essere cristiano sia una posizione di comodo. La nostra educazione di fondo è cristiana (vedi “Perché non possiamo non dirci cristiani”, di Benedetto Croce), ma in pratica pochissimi professano la religione. Le chiese si svuotano, le trasgressioni aumentano, le tentazioni sono sempre sotto i nostri occhi, ed il comportamento di alcuni che ci dovrebbero essere d’esempio è a volte deleterio, tanto da ritenerci magari autorizzati a fare altrettanto.

Lo schieramento di una parte della Chiesa si adegua quindi a questo nostro modo di vivere, a questa nuova “morale”, anche se, personalmente, di morale non ci vedo assolutamente niente.


Punto di vista

Ricordo il fastidio che ho provato allorchè D’Alema disse che chi non aveva votato PD non aveva capito assoltamente nulla.

Lo stesso fastidio che provo adesso nel sentire Berlusconi affermare che chi vota a sinistra è senza cervello.

Ma i guru della politica ci prendono tutti per deficienti?


dall’Ansa di oggi 2

canta che ti passa
Per Pisapia… cyn cyn ar ar dei nuovi stilisti milanesi moderni
Per la Moratti…” Malàno mia” di Gigi d’Alessio che più meneghino non si può…


dall’Ansa di stamane

Concorrenza
Se Berlusconi pumta a vivere 120 anni, Fidel Castro, secondo un medico, potrebbe arrivare ai 140!


Scacco alla Regina?

 

La recente mail di un amico, che mi chiede cosa ne penso del risultato di Milano, mi dà lo spunto per questo post.

Non è ancora detta l’ultima parola, però sembra che donna Letizia voglia fare di tutto per perdere le elezioni, magari anche sotto la spinta di cattivi consiglieri.

Già la gaffe dell’accusa di furto d’auto rivolta a Giuliano Pisapia, rivelatasi infondata… Poi le mancate scuse… Adesso ad una settimana di distanza non può dire che porgerà le scuse solo nel caso in cui l’avversario accetti il confronto (che quest’ultimo si rifiuta di affrontare).

Le scuse da parte di chi ha sbagliato vanno fatte comunque, possibilmente subito – e già qui il ritardo è considerevole – e senza porre condizioni, come riconoscimento per un errore commesso e del quale ci si rammarica e senza pretendere una qualsiasi contropartita.

Certo è che sin dall’inizio la campagna elettorale è stata affrontata nel modo sbagliato. Innanzitutto mr.B. non doveva intervenire, tacendo sulle sue vicende giudiziarie, giuste o sbagliate che siano, perché alla gente comune non interessano per niente. Poi doveva essere dato maggior rilievo a quanto è stato fatto per la città durante questo mandato. Diciamo la verità: donna Letizia non è (o magari non “appare”) simpatica, non è un animale politico, manca di diplomazia, nei rapporti con la gente è spesso impacciata, forse a causa di una naturale ritrosia, però è un’ottima amministratrice, e di questo la città ha bisogno.

Pisapia sarà anche una bravissima persona, però non so quali esperienze amministrative abbia, ed in più temo chi gli sta “dietro”…

Non posso credere che i milanesi vogliano davvero “questa” sinistra, che dalla sua ha i centri sociali (ho il T28 a poca distanza, quindi so cosa dico) che, guarda caso, hanno già rialzato la testa pretendendo di occupare una casa in via Andrea del Sarto (centro autogestito Bottiglieria), mentre altri loro sodali hanno aggredito la madre di un assessore PDL costringendola a cure ospedaliere (e nessuna parola di dissociazione da parte degli avversari politici, o quanto meno una presa di posizione, ma le solite giustificazioni “non era un nostro militante” e “quelli del PDL cercano lo scontro fisico”… Scontro fisico una signora mingherlina di 65 anni? Mah!).

Non posso credere che dopo aver effettuato a fatica lo sgombero di vari campi nomadi, che contenevano all’inizio oltre 10mila persone, Pisapia voglia sostenere (anche economicamente), un progetto di autocostruzione di case per i ROM, posso immaginare con quale gioia per i loro vicini di casa.

Non posso credere che il modello di via Padova sia portato ad esempio di integrazione. Integrazione con chi, se i milanesi sono ormai spariti, tranne qualche anziano dall’aria spaurita che non si azzarda ad uscire di casa una volta tramontato il sole. Inoltre è una strada squallida e pericolosa (e pure in questo caso so quel che dico).

Non posso credere che vengano istituite le stanze del buco! Se Pisapia avesse detto “facciamo dei percorsi di recupero per tossicodipendenti” sarebbe stato meglio, ma così che fai? Li aiuti solo a morire prima e magari gli fornisci pure la dose? (per inciso, donna Letizia, senza tanta pubblicità, passa i suoi fine settimana a san Patrignano).

La moschea? E dove la costruirebbe Pisapia? Vicino a casa sua? Non credo proprio.

Per la questione dei “registri delle unioni”, ho una mia tesi, troppo lunga qui da esporre, il cui succo comunque è questo: 1) la famiglia è l’istituzione naturale per perpetuare la specie, quindi uomo, donna e figli; 2) le convivenze non possono dare gli stessi diritti di un matrimonio, in quanto questa istituzione, anche se alla base c’è o ci dovrebbe essere l’amore, è essenzialmente un CONTRATTO, con il quale due persone si impegnano per un percorso comune di vita. Venendo a mancare il contratto, mancano anche i diritti-doveri che questo comporta, e gli unici tutelati dovrebbero essere i figli.

L’ECOpass, la cui abolizione per i residenti è stata effettuata da Letizia Moratti è chiaramente una manovra elettorale, in quanto era un balzello molto inviso ai milanesi, mentre Pisapia lo vuole estendere e rincarare, dicendo di voler incentivare l’uso delle due ruote. Ma questa iniziativa è già stata promossa dalla Moratti, che ha riempito Milano con le biciclette del bici-sharing e sta costruendo varie ciclabili.

In campagna elettorale, nessuna parola è stata spesa su quanto già effettuato, come la fornitura gratuita di libri di testo per scuole elementari e medie, il raddoppio dell’assistenza domiciliare degli anziani, il quasi dimezzamento della microcriminalità grazie al potenziamento della Polizia Locale, che Pisapia vorrebbe invece riportare ai soli compiti di “vigile urbano”, ed alle 1300 telecamere installate che hanno fornito utili indicazioni alle Forze dell’ordine, le ordinanze contro lo spaccio (altro che stanze del buco), il bonus cicogna e maternità per tutti i nuovi nati, l’introduzione del fattore famiglia nella dichiarazione ISEE, mentre con il nuovo PTG (Piano di Governo del Territorio) si potranno individuare e realizzare servizi appropriati a persone e famiglie.

La nuova M5, già pronta, anche se non ancora in funzione, mentre sta partendo al M4 e altre linee esistenti sono state prolungate… Le stazioni metro principali riammodernate, e seguiranno le altre.

La stazione ferroviaria Centrale ripulita e riammodernata.

La sistemazione di Navigli e Darsena, anche se da completare… La riqualificazione di via Sarpi e l’inizio di un progetto simile in via Imbonati.

La sostituzione del pavé e dei binari dei tram, ciclabili e rastrelliere con il servizio bici-sharing di cui ho già parlato.

La raccolta differenziata che ha raggiunto livelli record.

Non una parola su tutto questo.

Solo critiche per EXPO 2015, accusato di cementificazione selvaggia da gente come Celentano e Grillo che dovrebbero avere la decenza di tenere il becco chiuso per come razzolano male! (vedi villa di Galbiate, cumulo di cemento, e SUV e barconi di quell’altro), tanto più che i due summenzionati guru parlano tanto e non propongono assolutamente nulla di concreto.

Milano cambia, deve cambiare. La Milano della cerchia del Navigli era bella, ma quanta nebbia da quei canali… Le case di ringhiera romantiche, ma senza ascensori e servizi anzi, per dirla come mio marito.. “abito in casa di ringhiera, tra el cèss e la ruèra…”

(traduco per chi non capisce…tra il gabinetto -uno per ballatoio che serviva a varie famiglie- e il condotto dove si getta l’immondizia,..il “ruff”)

i tram a cavalli carini, ma i jumbo hanno l’aria condizionata.

Forse il Diamante che sta sorgendo sull’area ex-Varesine sembrerà troppo imponente, l’Isola si sta restringendo sempre più, ma sono previsti parchi giochi ed aree verdi, fontane e nuove ciclabili…

Una Milano che si avvia a diventare non dico New York, ma almeno una piccola Francoforte.

Spero che i milanesi, se amano davvero la loro città, ci ripensino…


Milano 21.05

Un pomeriggio passato in casa… Fa troppo caldo per uscire. Il termometro sull’insegna della farmacia sotto casa alle 15 segna 31 gradi, meno dei 34 di ieri a Bolzano, ma qui la giornata è notevolmente più afosa. Usciamo quindi verso le 18.30, recandoci in centro, affollatissimo. Bimbi, con i capelli che il sudore appiccica su nuca e tempie, che piagnucolano nel passeggini o sbadigliano, con l’aria stravolta, cercando di dormire. Quelli più grandicelli giocano con pistole di plastica che sparano bollicine di sapone iridescenti o si fermano ad osservare, incuriositi, quegli esseri strani che stanno immobili per ore con improbabili costumi da mummia egiziana o cicisbeo settecentesco (con quel caldo…).

Di fronte alla Rinascente un suono di sax … Un anziano seduto per terra con la custodia dello strumento aperta in attesa di ricevere monetine suona “!Summertime”.

Poco più avanti, in piazza Duomo un trio ungherese esegue una czarda con bandoneon, vibrafono e violino, mentre all’angolo di piazza Mercanti un ragazzo, avvolto in un mantello nero con tanto di cappuccio, suona “Moon river”. Da un lato, le consuete camionette delle forze dell’ordine che presidiano la piazza, però manca la solita limousine bianca e lunghissima che usano i cinesi per i loro matrimoni, che si concludono con le foto in Galleria. Dappertutto manifestini elettorali, stropicciati e calpestati, fin nella fontana di san Babila, dove galleggiano mestamente, assieme a tappi di bottiglia e lattine vuote.

Torniamo con la metro per cenare al solito ristorantino. Ressa di gente accalcata, accaldata e sudata… Come si dice, odore di “umanità”. Non vedo l’ora di tornare a casa per una doccia.


Spocchiosi

Per farsi due risate, carcate Manuele Madalon ed il suo libro “L’implosione” su Google, sempre che non abbiate già letto la notizia suo quotidiani. Questo per far notare come vengano fatte le recensioni dei libri!


ancora da Milano

Ritorno a Milano anche se solo per due giorni. Ci accoglie via Padova, con una successione di manifesti che pubblicizzano il nuovo spettacolo di Maurizio Crozza, con il suo bel faccione in evidenza per non so quante volte. Mi viene istintivo pensare.. Ma quante belle teste di Crozza!


na tazzulella ‘e cafè

C’è un caffè che costa l’equivalente di circa € 10 a tazzina, in quanto ritenuto ottimo ma senza dubbio molto raro.

Dico “ritenuto”, perché non so quanti estimatori del caffè riuscirebbero a berlo, sapendo come viene “prodotto”.

C’è infatti un mustelide tipico delle isole indonesiane, (Giava e Sumatra), lo zibetto delle palme (da qualche parte ho trovato, erroneamente, la dicitura “civetta delle palme”, dovuta probabilmente ad una errata traduzione) che, oltre a nutrirsi di insetti, si arrampica sugli arbusti di caffè per cibarsi dei semi di queste piante i quali, essendo indigeribili per l’animale, hanno una prima fermentazione nell’intestino di questi e vengono quindi defecati ancora interi. Raccolti, privati della buccia esterna e tostati (mi auguro anche ripuliti), i chicchi producono una varietà di caffè che ha perso quasi totalmente la componente amara dell’aroma  raggiungendo anzi un gusto simile alla cioccolata! Questo caffè si chiama Kopi Luvak, (Kopi significa caffè, Luvak è il nome locale dello zibetto), e si sta studiando la maniera dipoter ottenere un risultato simile senza dover sottostare ad un metodo così poco “gradevole” di produzione, mediante una fermentazione ottenuta da vari batteri, tra i quali quelli del latte. Forse prodotto in questo modo anche il Kopi piacerebbe agli amici Carlo e Pasquale, cui il post è dedicato.


11 maggio – Palazzo Reale

http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Arcimboldo

 http://www.comune.milano.it/palazzoreale/VisitaVirtuale/Tourviewer_Reale.html

Visita a Palazzo reale, dove, tra le varie mostre, c’è anche quella di Arcimboldo. Abbiamo scelto questa perché ne abbiamo visitate già parecchie sugli impressionisti e quella di Savinio era fin troppo frequentata (avremmo voluto riservarla ad un’altra giornata, ma il tempo era così bello che abbiamo preferito girare per la città).

Nelle prime sale erano esposti molti disegni a carboncino o sanguigna, di Leonardo da Vinci e di artisti suoi contemporanei, quali il Lomazzo, il Figino, Cesare da Sesto. Opere provenienti in gran parte dalla Pinacoteca Ambrosiana, che ritraggono per lo più teste cosiddette “grottesche”, con espressioni strane e visi a volte perfino paurosi, con nasi e labbra pendule, crani deformi e pelati, occhi infossati e via dicendo.

Di seguito una sala con vari manufatti in cristallo, metalli e pietre preziose che attestano la grande importanza che ebbe Milano in quel periodo (si parla del 1500), nella lavorazione di detti materiali: si possono ammirare inoltre scudi, spade ed armature semplicemente stupende, con elmi variamente istoriati con draghi ed altre figure mitologiche, provenienti per lo più dal Kunsthinstorisches Museum di Vienna, (che avevo già visitato tempo addietro). Nelle vetrinette ci sono inoltre esposti dei rari codici miniati, cammei e broccati intessuti con fili preziosi.

Poi , nelle sale seguenti, ci sono dei ritratti eseguiti in maniera tradizionale da ll’artista ed i disegni preparatori per le vetrate che Giuseppe Arcimboldo realizzò, unitamente al padre Biagio, per il Duomo di Milano, nonché quelli per dei Gonfaloni e un arazzo del Duomo di Como.

Un’intera sala è dedicata al “Nuovo Mondo”, l’America, con illustrazioni di piante ed animali sino a quel momento ancora sconosciuti, nonché una vetrina con corna e altri trofei animali. Inoltre era esposto i, quadro “La lepre” di Hoffmann, dove, cercando bene, si notano anche un sacco di insetti ed altri animaletti dei campi.

Si arriva finalmente alla sala principale, dove sono esposte le sue famose opere relative alle “Stagioni” ed agli “Elementi”, e qui c’è la vera sorpresa.

Infatti di ogni “Stagione” sono esposte ben tre differenti versioni, conservate in vari musei: quello già citato di Vienna, da Madrid, dal Louvre di Parigi e da Monaco di Baviera. Le versioni, di uguale grandezza, sono però differenti per piccoli particolari, e sembra quasi di dover fare il gioco della Settimana Enigmistica “Trova le differenze”. Qui si può veramente ammirare la perizia del pittore nell’assemblare fiori, frutta, animali formando le teste che sono ormai universalmente note. Lo stesso succede per gli “elementi” (Terra, fuoco aria ed acqua), dove pure di queste sono presentate varie versioni.

Segue un ritratto grottesco di Rodolfo II, sempre a base di frutta e fiori, messo a confronto con un ritratto tradizionale, e due ritratti ,di Bibliotecario e Giurista, formati assemblando libri ed altri strumenti tipici di quelle professioni.

 

Le ultime sale contengono i progetti di Arcimboldo per le feste di corte, bellissimi disegni di costuni e scenari ed una armatura, montata su un manichino a cavallo a grandezza naturale, già appartenuta all’arciduca Ferdinando II del Tirolo.

Nell’ultima sala, le teste reversibili, dove, con un gioco di specchi, si possono vedere le due prospettive. Tra queste, la “Canestra di Frutta”, dalla quale si dice che Caravaggio abbia tratto ispirazione per il suo “Canestro”, conservato alla Pinacoteca Ambrosiana.

Il tutto, accompagnato da un sottofondo di musiche d’epoca….


Informazzione itagliana…

Perle raccolte in un piccolo lasso di tempo tra giornali e televisione…

“Il ladro è sgaiattolato via prima che lo potessero identificare”…dal telegiornale serale di una rete locale. (mah… probabilmente un incrocio tra gatto e scoiattolo?)

“Occhi bistrattati di nero”, da un articolo de Il Giornale (forse hanno reso neri gli occhi a forza di pugni!)

22.02.2011 “cadaveri ammazzati” dal telegiornale del TG5 alle ore 13, relativamente al conflitto libico (chissà come sono gli ammazzati vivi)

” il programma inizierà alle 24.45 del 26 dicembre ” da un annuncio di RAI3 …il giorno più lungo…nemmeno fosse il film di Robert Ryan

Sulla stessa rete, in sovrimpressione, la scritta “un’anno” con tanto di apostrofo!

(la mia mamma userebbe il lapis blu!)

“Rapina con coltello da 20.000 euro” …titolo di un articolo su un quotidiano locale (non potevano usare un coltello più economico?)

“la sua omèlia” invece di “omelìa”…TG5 dei 1.05.11, riferito alla beatificazione di Giovanni Paolo II

“la legge islamica impedisce la crematura del corpo” il Giornale del 3 maggio, riferimento a Bin Laden…


Solo a Milano…

 

Solo a Milano vedi…

Un cortile condominiale in via dei Giardini (via molto ventilata, fiancheggiata da alberi alti e frondosi, qundi piacevolissima da percorrere anche in estate) con due grosse botti di legno trasformate in fontanelle, una “capannina” tipo quella di Robinson Crusoe…e una coppia di anatre che passeggiano tranquillamente. Mi sembrano del tipo chiamato “germano reale”, ma non ne sono molto sicura…

Una anziana signora, ben acconciata ed elegantemente vestita che spinge uno strano passeggino dentro il quale riposa…un minuscolo cagnolino….

 

Un ragazzotto tutto piercin e tatuaggi, con dei buchi così grandi nei lobi delle orecchie (vendono degliappositi “adattatori”), in uno dei quali ha infilato addirittura un cellulare…

 

Via Cappuccini- via Barozzi un giardino privato (villa Invernizzi), con vari fenicotteri e pavoni bianchi…

 


14 maggio- ultimo giorno

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Milano però non è solo quella degli angolini nascosti. Basta prendere la circolare (il filobus 91 o 92, tristemente noti per gli scippi ed I borseggi) o gli jumbotram, di colore verde o variamente decorati da pubblicità che percorrono tutta la città da una periferia all’altra…

Ed allora vedi la Barona, il Lorenteggio, la Bovisa, l’Ortica, Rozzano ed il Gratosoglio, con i loro immensi casermoni… Mi sgomentano e penso con un pizzico di malizia a cosa debbano sembrare le loro riunioni di condominio se, nel nostro, con solo 9 famiglie, a volte riusciamo a scannarci così bene!

La periferia poi è tutta un susseguirsi di centri commerciali: Saturn, Mediaword, Auchan, Ikea, Divani e Divani e via dicendo. Parcheggi enormi, traffico in entrata ed uscita ininterrotto fino a tarda sera. Un incubo.

La città si espande sempre di più, ed ha inglobato paesini come Gorla

e Precotto. Ormai anche Sesto San Giovanni “è” Milano, anche se ha una diversa amministrazione, e viale Monza è l’asse che collega queste realtà. Piano piano anche a sud i paesi come Corsico verranno raggiunti dalla metropoli.. E così pure nelle altre direzioni. Fortunatamente si sta facendo strada l’idea di altre soluzioni abitative, con tanto verde, parchi giochi e con collegamenti tramite i mezzi pubblici, tanto che la rete della metropolitana ogni volta si dirama e si allunga sempre più. Ma prima di raggiungere i livelli europei, ce ne vorrà ancora del tempo.

Di Gorla ( che ha una tragica storia) e Sesto cercherò di parlare in seguito… ne vale veramente la pena.

 

E domani si ritorna a casa…

Ed ho già nostalgia.


13 maggio

Corso Como non è molto lungo, forse un centinaio di metri. Già da tempo era stato risistemato, pedonalizzato, con una nuova pavimentazione e l’installazione di una fontana (le fontane, anche se semplici, danno sempre un tocco di freschezza).

Se di sera è problematico frequentare la zona, tipica della movida milanese dei VIP e spesso zona di spaccio di cocaina, nell’ora della pausa pranzo acquista invece tutto un altro aspetto. Il centro del corso è infatti occupato da tavolini protetti da ombrelloni quadrati tutti uguali, dove è possibile mangiare e conversare piacevolmente, anche se la gente è numerosa: un quadro affollato ma nello stesso tempo molto ordinato. Mentre da una parte ci sono ancora cantieri per la costruzione di due nuovi grattacieli, ormai arrivati ad altezza considerevole e pannellati in cristallo,

sull’altro lato fa da cornice sullo sfondo la porta Garibaldi, con i suoi due caselli laterali, ormai riportata all’originario splendore, non più nera e fuligginosa, ma di un delicato color avorio.

 Ai lati però ci sono ancora le staccionate che nascondono i lavori di interramento della strada, che procedono a ritmo serrato. Passato il teatro Smeraldo (quante serate trascorse là….) si percorre il corso Garibaldi, anche quello parzialmente pedonalizzato. E così, pianino pianino, ci si avvia nuovamente verso il centro. Curiosità…una vecchia canzone milanese parla di via Broletto, al numero 34…però dicono che questo numero civico NON  ESISTa! Però ho dimenticato di verificare….


Pausa pranzo

Verso le ore 13 scatta la pausa pranzo.

Una pausa “mordi e fuggi”, perché il tempo è contato ed il lavoro deve riprendere al più presto.

Bar, pizzerie – classiche o al trancio – tavole calde e fredde, paninoteche, fast-foods, insalaterie, trattorie e ristoranti si riempiono di persone con il loro bel ticket in mano.

Anche i ristoranti si adeguano, proponendo menu a prezzo ridotto e senza l’aggiunta di quel balzello tipicamente italiano che è il coperto.

Non tutti però trovano posto. Allora, per necessità o per scelta, un sacco di persone mangiano direttamente per strada e nel contempo telefonano o leggono il giornale.

Vedi allora distinti signori e ragazze eleganti con un panino, un trancio di pizza o un kebab, o che pescano in un contenitore di cartone patatine fritte irrorate abbondantemente dal ketchup,

i più “salutisti” con yoghurt, frutta o contenitori di insalata già condita, stando ben attenti a non sbrodolarsi, estraendo infine dalla borsa, a volte firmata, l’immancabile mezzo litro di minerale, e si concedono una sosta al volo nel bar per un espresso.

Questo perché in città è pressocché impossibile tornare a casa per un pranzo tradizionale, dato che molti lavorano in posti molto distanti dall’abitazione ed hanno difficoltà a raggiungerla anche con i mezzi pubblici

ed inoltre per non appesantirsi troppo, riducendo così la produttività nell’ambito lavorativo.

Già, la prodittività…quella che condiziona la vita di questa città in ogni istante, costringendoti a mangiare in fretta e furia, senza un attimo di sosta, sospirando solo la fine del lavoro per poter tornare a casa tranquillamente (?) e finalmente gustarsi una cena in compagnia della famiglia….


La Madonnina

Ai milanesi, credenti o no, guai a chi gli tocca la Madonnina! Oltre alla canzone di Giovanni D’Anzi, è ricordata anche in altre opere come, ad esempio, quella che segue.

O Madonna indorata del Domm,

fina tant che te vedi a lusì

mi sto ben, sont alegher, foo i tomm.

Ma on moment che no t’abbia pu ti

sott i oeucc, o Madonna del Domm

sent on voeui, gh’hoo on magon de no dì.

Sberlusiss, o Madonna del Domm!

(Vespasiano Bignami)

 

Costruita tra il 1769 ed il 1774 da Antignani, intagliatore, Perego, scultore, Preda e Bini, orefici, De Giorgi, pittore, mentre lo scheletro interno di ferro è di Varino, fabbro.

Alta 4,16 metri, pesa circa 3 quintali, ed è stata ridorata più volte, mentre nel 1967 si è provveduto a rifare l’intero scheletro metallico, ridotto a pura ruggine e sostituito con un’intelaiatura d’acciaio. L’altezza da terra raggiunge metri 108,50 e per anni è stato proibito di costruire edifici più alti di questa misura, proprio per la simbologia della protezione sulla città. Ma quando per la prima volta il grattacielo Pirelli superò questa misura, si trovò un escamotage… Una riproduzione in piccolo della statua della Madonna proprio sulla sommità della costruzione, ora spostata sulla cima del Palazzo Lombardia.

(acci…mi sono accorta in ritardo che questa è una Madonnina INTERISTA!!!! nOOOOO!!!!)


10 maggio – Il Naviglio

Il Naviglio Grande fluisce, lento e placido, verso la darsena. Color verde giada, trasparente da far intravedere il fondo, la superficie cosparsa di petali di robinia che indicano il dolce flusso della corrente. E’ abitato da numerose papere, alcune con i pulcini, che si lanciano richiami pigolanti.

Lungo le rive, una delle quali è l’Alzaia, si susseguono ateliers di pittori, ristorantini, osterie, negozi di cose vecchie (definirle antiquariato è forse un po’ troppo), con vestiti usati, vecchi giocattoli, apparecchi radio di tanto tempo fa ed altre cose…

C’è il famoso vicolo delle lavandaie, con le pietre sopra le quali le donne inginocchiate lavavano a mano i panni…

Quasi di fronte la casa dove abitò la grande, indimenticata Alda Merini, dove è stata apposta una lapide in suo ricordo …

E, sbirciando nei portoni, tante case di ringhiera rimesse a posto, con I,loro cortiletti ed androni.

Si arriva poi alla darsena. una volta cloaca maleodorante, ora fiancheggiata da un viale con panchine ed illuminazione…

E pure qui papere a iosa, alcune che sguazzano nell’acqua, altre, in un angolo ombreggiato, che dormono con la testa sotto l’ala….

Mi domando se questa è la grande Milano…sì, Milano è anche questa, degli angolini nascosti agli occhi dei più….

(le foto sono quelle che sono, ma le ho scattate con il cellulare…)


che squallore

Di brutte partite della Juve ne ho viste tante, ma obbrobriose come quella di questa sera contro il Chievo…