La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

art.1

 

Art.1

“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.

E se per una qualsiasi ragione una persona non lavora, perché disoccupata, in cassa integrazione, in età scolare o pensionistica, totalmente inabile o casalinga…può ancora considerare sua questa Italia?

Avrei preferito che il nostro primo articolo avesse recitato ” L’Italia è una Nazione fondata sulla libertà”, una libertà conquistata a caro prezzo, anche a costo di lotte fratricide, ma ora patrimonio di tutti. Quel termine “Nazione” che fa degli Italiani un popolo, prescindendo quindi da divisioni, anche se si verificherà il federalismo.

Quella parola “Repubblica”, utilizzata a suo tempo solo in contrapposizione a “Monarchia” e “Dittatura”, e che, essendo ovvia, non ha ragione di esistere, in quanto la forma repubblicana è consolidata.

Libertà, allora, di idee, di opinioni, di decidere del proprio destino denza tante intromissioni di uno Stato padre-padrone che regola ogni nostra azione. E questo può essere attuato solo con un sano liberismo, dei quali molti hanno paura perché, essendo di matrice “destra”, molti lo associano al fascismo che tutto era meno che liberista. Libertà di impresa, soprattutto, perché se una persona ha delle idee e voglia di rischiare, dev’essere in grado di farlo, senza tanti vincoli e legacci, utilizzando i mezzi (strutture e persone) senza che lo Stato si frapponga più di tanto tra lei ed il suo “sogno”.

Credo che solo in questo modo ci si possa realizzare, creando posti di lavoro e premiando chi ha le idee migliori e più solide, destinando il surplus a chi veramente ne ha bisogno, e non ai soliti furbetti che campano di imbrogli e false pensioni di invalidità.

Tanti vedono nel liberismo e nel capitalismo un demone da combattere, non considerando che per sostenere le fasce deboli bisogna prima creare la “ricchezza”, perché il capitalismo è da considerare come se fosse la motrice trainante i vagoni che seguon: senza la motrice, i vagoni restano fermi ad arrugginire sui binari.

 

2 Risposte

  1. La tua verità è universale. E universalmente riconosciuta. Ci si domanda allora come mai venga così sfacciatamente disattesa, ignorata, scansata.
    Io la mia risposta ce l’ho!
    Perché è contraria al Sistema!
    Per questo non potrà mai essere applicata, perché il Sistema si nutre delle differenze sociali, dei numeri zero che lo alimentano, della pesante differenza di casta: da una parte quelli con ricchezza e potere, dall’altra quelli che producono ricchezza e concedono il potere. Il Sistema si basa e si fonda sulle disuguaglianze sociali, alla faccia della Costituzione, della Repubblica, della Democrazia e della Libertà, parole buone per fare propaganda, per vendere idee che nessuno, ha nelle quali nessuno crede.
    Il Sistema non è di sinistra, di centro o di destra, il Sistema è tutti questi schieramenti, che si muovono ed agiscono in funzione sua. Chi sgarra è fuori. E la domanda è: come possiamo credere di poter cambiare le cose, noi, il popolo ex-sovrano, con un voto che favorisca uno degli schieramenti, se tutti fanno parte dello stesso Sistema sbagliato? Non cambierebbe niente, come non è mai cambiato niente, se non in peggio. Siamo uomini liberi, in democrazia, dentro una Repubblica, noi possiamo cambiarlo il Sistema, legalmente, senza violenza, con coscienza e convinzione, con buon senso e amore verso noi stessi, senza rabbia, senza odio, ma con determinazione. La soluzione? Utopica! Tutti via dal Parlamento!
    Nessuno voti!
    Piazze deserte ai comizi e ai richiami partitici. Televisioni spente.
    Giornali che rimangono in edicola.
    Internet muta.
    Questa è la soluzione: il silenzio, voltare le spalle, ignorare. Almeno questo credo. Grazie Loredana. Un abbraccio. Giancarlo

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    30 aprile 2011 alle 08:55

  2. Pura utopia, Giancarlo, disertare le elezioni e l’informazione…Ma hai ragione che il sistema si nutre di numeri zero. però ho la speranza che i numeri zero prima o poi si mettano dietro ad un qualsiasi altro numero ed acquistino quindi valore! Quei numeri zero che prescindano da differenze, che non facciano degli scranni parlamentari un lavoro a vita e pure ereditario, che lavorino veramente per il bene della gente. La speranza c’è sempre….
    Un caro abbraccio

    Loredana

    "Mi piace"

    30 aprile 2011 alle 15:09

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