La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Bufale

Sempre con più insistenza circolano, per mail o altri sistemi, le bufale più disparate. Dopo la segnalazione di persone scomparse, che nel 99% dei casi se ne stanno tranquille a casa loro ignare che mezza Italia le sta cercando, dopo le richieste di aiuto da parte di genitori che hanno figli gravemente ammalati e che richiedono non soldi, ma l’inoltro dell’email perché per ognuna missiva inoltrata riceveranno un tot (l’ultima che ho ricevuto parlava addirittura di un importo in lire!!!) non si sa bene da chi, dopo quelle che richiedono l’adozione di cuccioli destinati alla soppressione e che ad oggi saranno diventati almeno bisnonni, adesso arrivano quelle sulla presunta tossicità dei probiotici contenuti negli yoghurt di una nota marca. Addirittura il giorno prima di Pasqua mi è stata inoltrata una mail che circola almeno da 25 anni contenente una lista di additivi tossici e presunti tali diramato (aiuto aiuto) dal centro anti-tumori di Aviano con allegata una lista di prodotti contenenti tali additivi, prodotti in alcuni casi non più presenti sul mercato da decenni. Per completare l’opera, c’era un secondo allegato a firma di una certa dottoressa Gabriela Casanova Larossa di una non precisata università uruguayana che denunciava la pericolosità del cloridrato di alluminio, contenuto in certi antitraspiranti, il quale sarebbe causa di tumori al seno. Rapida ricerca su internet e scoperte le ennesime bufale, iniziando dall’inesistenza di alcuni additivi o dell’errata codifica di altri (vedi E330 indicato come glutammato di sodio anziché acido citrico, cose completamente diverse).

Premetto che fiuto la bufala già vedendo menzionata la marca di qualsiasi prodotto, perché è ovvio che se denigri un marchio, in caso di errata notifica uno è soggetto a sanzioni stratosferiche per danni, mi domando: come cerco di informarmi io di persona, non potrebbero farlo anche altri, o basta una qualsiasi intestazione di una missiva o la citazione del nome di un professore per prendere tutto ciò che si trova sul web per oro colato?

scorrendo internet ho trovato questo avviso:

NOTA BENE: L’ADDITIVO E330 (glutammato monosodico) E’ IL PIU’ PERICOLOSO. Il sito in questione avvertiva anche i prodotti e le marche in cui sarebbero contenute dose massicce di additivo E330 e quindi avvisava”

FERMATE L’USO DI QUESTI ADDITIVI ; SELEZIONANDO I PRODOTTI CHE COMPRATE E’ IL CONSUMATORE CHE CONDIZIONA LA SCELTA DEI FABBRICANTI.
RIPRODUCETE QUESTO DOCUMENTO; DISTRIBUITELO AD AMICI E CONOSCENTI:UTILIZZATELO A DIFESA DELLA VOSTRA E DELL’ ALTRUI SALUTE:
DISTRIBUITELO!!!!

Per avere conferma verificavo su uno dei siti che io ritengo più attendibili in materia di bufale via internet, sostanzialmente una bibbia antibufale, che : http://attivissimo.blogspot.com/, il quale spiegava con dovizia di particolari che si trattava di una delle tante bufale che circolano su internet. Si legge infatti sul sito “Tutte le varianti di questo appello hanno in comune un concetto: l’additivo più pericoloso sarebbe l’E330. Ma basta consultare una qualsiasi fonte di settore per scoprire, come segnalato qui sopra, che l’E330 è in realtà l’acido citrico, quello che si trova in natura per esempio nelle arance e nei limoni e che non è affatto tossico alle dosi usate negli alimenti (UK Food Guide; PubChem; Ecama.org). Da solo, questo errore grossolano basterebbe a dimostrare la totale inaffidabilità della lista.

Ma come mai l’appello circola con il nome di vari ospedali? Presumibilmente perché qualcuno gliel’ha appiccicato per rendere più credibile la storia. Infatti le varie fonti di volta in volta citate (ospedale Villejuif, professor Tubiana, Centro Tumori di Aviano) hanno smentito più volte (invano) di aver mai prodotto una lista di questa natura. Ecco per esempio la smentita del Centro Tumori di Aviano, raccolta dal CICAP qui alcuni anni fa:In realtà è da parecchio tempo che se ne sente parlare. Sapevamo che era un falso, una leggenda metropolitana, ma per sicurezza abbiamo girato la domanda al direttore del Centro anti-tumori di Aviano, professor Umberto Tirelli, che così risponde: “è un noto falso che gira ormai da un decennio”.
La variante “garantita” dall’ospedale Villejuif  partì dalla Francia a febbraio del 1976 e si diffuse in tutta Europa, contagiando circa sette milioni di persone, stando alle ricerche pubblicate nel 1990 da Jean-Noël Kapferer, docente di comunicazioni all’Ecole des Hautes Etudes Commerciales e all’Institut Supérieur des Affaires, nel libro Rumors: uses, interpretations, and images (1990), oggi parzialmente consultabile qui su Google Books.

Non mi resta che concludere come il blog “Attivissimo” :  per favore, pensateci due volte prima di propagare appelli che non avete verificato.

sapermangiare.mobi
L’ennesima bufala corre in rete e le vittime questa volta sono i due yogurt Activia e Actimel di Danone, accusati di essere la causa dell’epidemia di obesità che colpisce i bambini .
E’ vero che le pubblicità di Activia e Acitmel sono state censurate in Italia e all’estero, ma per motivi completamente diversi rispetto a quelli esposti nel volantino. Nel 2009 negli Stati Uniti la pubblicità dei due yogurt è stata censurata e la Danone ha dovuto versare 35 milioni di dollari ai consumatori perchè nei messaggi prometteva un rafforzamento delle difese dell’organismo e un miglioramento del transito intestinale. Nel 2010 l’Efsa ha bocciato la frase dello yogurt Actimel perchè prometteva di ridurre la dissenteria nelle persone anziane, ma tutto ciò nulla ha che vedere con le allegre fantasie del testo che gira in internet dell’Ospedale di Bellerive.

All’origine delle errate informazioni l’esistenza di uno studio sui probiotici del ricercatore francese Didier Raoult, pubblicato nel settembre 2009 sulla rivista “Nature.

In verità, lo studio citato, effettuato su di un numero limitato di casi, ha messo in evidenza un aumento del peso di alcuni uccelli ai quali sono stati somministrati dei probiotici e non un aumento del loro grasso corporeo. Pertanto, stando ai risultati dello studio, i probiotici utilizzati avrebbero aiutato la normale crescita degli uccelli, grazie a un miglioramento della funzione intestinale e delle difese contro i batteri cattivi, senza evidenziare alcun effetto negativo.

http://www.ilfattoalimentare.it/lo-yogurt-activia-e-actimel-responsabili-dellobesit%C3%A0-infantile-lennesima-bufala-di-internet.html (anche con il documento da cui nasce la bufala)

La smentita ufficiale dell’ospedale di ginevra http://www.hug-ge.ch/_library/pdf/communique_octobre_2010.pdf

La smentita di assolatte
http://www.assolatte.it/assolatte/assolatte_informa_subcat.jsp?subcat_id=585&cat_id=1

Datazione


La prima citazione del nome “Gabriela Casanova Larrosa” in riferimento a quest’appello nei newsgroup risale, secondo Google Groups, al 25 aprile 2002, nel newsgroup es.charla.enfermedad.cancer.

Perché è una bufala


Non esiste alcuna conferma scientifica seria dell’affermazione che gli antitraspiranti causino il cancro al seno o che addirittura l’utilizzo di antitraspiranti sia “la causa principale del cancro al seno” come dice l’appello.

Una smentita molto autorevole a quest’accusa proviene dall’American Cancer Society (link aggiornato; link del 2003, archiviato su Archive.org; ulteriori smentite dell’ACS). Secondo l’ACS, “vi sono moltissimi studi epidemiologici estremamente rigorosi riguardanti i fattori di rischio del cancro al seno, pubblicati nelle riviste mediche. Non siamo al corrente di nessuno di questi studi che dimostri o anche soltanto suggerisca che l’uso di antitraspiranti sia un fattore di rischio per il tumore al seno, men che meno la sua ‘causa principale’”.

In originale: “There have been many extremely thorough epidemiological studies of breast cancer risk factors published in medical journals. We are not aware of any among these proving or even suggesting anti-perspirant use as a risk factor for breast cancer, much less the ‘leading cause’ of the disease”.

Conferme scientifiche cercansi


Per quel che mi risulta, esiste una sola pubblicazione scientifica che suggerisce un possibile legame fra deodoranti/antitraspiranti, depilazione delle ascelle e tumore al seno: è stata pubblicata a dicembre 2003 dallo European Journal of Cancer Prevention, Volume 12(6), pp. 479-485. Si intitola “An earlier age of breast cancer diagnosis related to more frequent use of antiperspirants/deodorants and underarm shaving” ed è consultabile sul sito dell’EJCP.

Si tratta di uno studio retrospettivo di Kris McGrath, un allergologo di Chicago. È importante notare il termine “retrospettivo”, perché fa molta differenza. Nei test normali, un gruppo di persone viene esposto alla sostanza da testare in condizioni rigorosamente controllate, di norma con un “gruppo di controllo”, ossia un altro gruppo analogo di persone che non viene esposto alla sostanza. In uno studio retrospettivo, invece, ci si basa sul ricordo delle persone, che può essere impreciso. Vi ricordate esattamente a che età avete iniziato a usare deodoranti? Avete sempre usato deodoranti contenenti alluminio cloridrato? Da che età vi depilate le ascelle?

Comunque sia, persino questa pubblicazione conclude piuttosto blandamente, affermando che “la depilazione delle ascelle, in combinazione con l’uso di antitraspiranti/deodoranti [notare l’inclusione dei deodoranti, che invece l’appello dichiara innocui] potrebbe avere un ruolo nel cancro al seno. Non è chiaro quale di questi fattori sia coinvolto. La letteratura esaminata suggerisce l’assorbimento di sali di alluminio, facilitato dal danneggiamento della barriera cutanea. Sono necessarie indagini con gruppi di controllo [in cui si confrontano persone esposte alla sostanza e persone non esposte] prima di consigliare abitudini igieniche alternative per l’ascella.

Lo studio di McGrath è discusso anche in un’intervista per la NBC. Per contro, nel 2003 è stato pubblicato nel Journal of the National Cancer Institute uno studio un po’ più rigoroso, che mi risulta sia il primo mirato specificamente a confermare o smentire questo supposto legame fra antitraspiranti/deodoranti e cancro al seno. Si intitola Antiperspirant Use and the Risk of Breast Cancer, di Dana K. Mirick, Scott Davis e David B. Thomas, ed è liberament e consultabile sul sito del JNCI. Lo studio non ha trovato indicazioni di questo legame né con i deodoranti, né con gli antitraspiranti.

Per farla breve: prove scientifiche rigorose, per ora, non ce ne sono. Per ora c’è soltanto un’ipotesi assai controversa, supportata da un’unica pubblicazione scientifica basata su tecniche abbastanza imprecise. Nel frattempo, naturalmente, se per prudenza volete astenervi dall’usare deodoranti e antitraspiranti, fate pure, ma attenzione ai danni collaterali che potreste causare se non vi tenete sottovento.

Altre inesattezze dell’appello


L’American Cancer Society demolisce anche altri aspetti dell’appello.

  • Il messaggio afferma che “Il corpo umano ha solamente qualche zona soggetta a eliminare le tossine: dietro i ginocchi, dietro le orecchie, tra le pieghe delle gambe e le ascelle. Le tossine sono eliminate sotto forma di traspirazione. Gli antitraspiranti impediscono questa traspirazione, quindi la funzione corporea di eliminazione delle tossine attraverso le ascelle. Queste tossine non spariscono. Sono immagazzinate nei cellule linfatiche che si trovano sotto alle braccia”. In realtà è vero che i linfonodi rimuovono alcune tossine dall’organismo, ma non le rilasciano tramite la sudorazione.
  • Il messaggio afferma che “La maggior parte dei tumori al seno hanno origine da questa regione superiore del seno”. Secondo l’ACS, è vero che circa la metà – non la maggior parte – dei tumori al seno si localizza nel quadrante superiore esterno, ma non perché lì si trovano i linfonodi: semplicemente perché è la zona in cui si trova la maggior parte del tessuto del seno. I quadranti in cui i medici suddividono il seno non sono uguali fra loro come quantità di tessuto.
  • Il messaggio afferma che “Gli uomini sono meno soggetti a sviluppare questo tipo di malattia Perchè se utilizzano gli antitraspiranti questi restano sui peli delle ascelle, e Non si applicano direttamente sulla pelle”. In realtà, gli uomini sono circa 100 volte meno soggetti al tumore al seno, rispetto alle donne, per la semplice ragione che hanno circa 100 volte meno tessuto mammellare.

Il “chloridrato di alluminio”


La sostanza chiamata erroneamente “chloridrato di alluminio” nell’appello è in realtà l’alluminio cloridrato. La storpiatura è dovuta probabilmente alla scarsa competenza linguistica e chimica di chi ha tradotto in italiano l’appello. La versione italiana infatti non è l’unica: ce ne sono in moltissime lingue, compreso l’inglese, lingua in cui la sostanza è chiamata “aluminum chlorohydrate” (nella preponderante grafia statunitense; in quella inglese britannica è “aluminium chlorohydrate”).

La versione inglese di quest’appello è disponibile presso Snopes.com: quella francese è presso Hoaxbuster.com. Un campione della variante spagnola è qui.

L’alluminio cloridrato è una sostanza chimica che ha proprietà antitraspiranti ed è effettivamente presente in molti prodotti per l’igiene personale.

Sotto forma di farmaco di libera vendita, la FDA (Food and Drug Administration), ente statunitense che si occupa di verificare la sicurezza di ogni sostanza, la classifica come sicura per l’uso normale. Questo non significa che è assolutamente innocua (non esistono sostanze assolutamente innocue, come ben sa chi prova a ingerire un etto di peperoncino): significa soltanto che alle dosi in cui è presente nei prodotti in commercio, e applicato sulla pelle, non produce danni rilevabili (e quindi non induce il cancro). Se uno se la spara in bocca o ci fa un bel pediluvio, ovviamente, potrebbe esserci qualche danno, ma queste sciagurate ipotesi non sono coperte dai test per ovvia carenza di volontari. I test condotti dall’FDA sono documentati per esempio qui.

Sull’alluminio cloridrato girano storie di tutti i tipi: c’è chi lo accusa di provocare il cancro al seno, come in quest’appello, e chi dice che produce la perdita di memoria o il morbo di Alzheimer. Nessuna di queste affermazioni ha basi scientifiche, ed è importante notare che chi le fa è spesso promotore di prodotti “ecologici” alternativi che guarda caso si vantano di non contenere alluminio cloridrato, per cui non è necessariamente disinteressato.

Va detto che l’alluminio cloridrato contiene (è abbastanza ovvio) alluminio, e ci sono indicazioni scientifiche secondo le quali l’alluminio, come molti altri elementi, è neurotossico se assimilato in grandi quantità. Tuttavia l’esposizione all’alluminio presente naturalmente nei cibi e nell’acqua potabile è di gran lunga superiore a quella che si potrebbe avere dall’uso normale di antitraspiranti, per cui il rischio è proporzionalmente più basso.

In altre parole, se avete paura di prendere il cancro da un antitraspirante, dovreste anche aver paura di avvolgere i cibi nella stagnola (che nonostante il nome è fatta di alluminio).

L’appello sembra suggerire che il pericolo sia costituito dall’alluminio cloridrato, ma in realtà ne “spiega” l’azione in modo contraddittorio. Dice che gli antitraspiranti, impedendo la traspirazione, trattengono le tossine nell’organismo, e queste tossine inducono il cancro. Ma se è vero questo meccanismo, allora qualsiasi prodotto che blocca la traspirazione dovrebbe essere pericoloso, anche se non contiene alluminio cloridrato.

Giusto per scrupolo, ricordo che fra “deodorante” e “antitraspirante” c’è una differenza notevole: l’antitraspirante blocca la sudorazione, il deodorante no.

Come capita spesso negli appelli-bufala, il messaggio è semplificato e in bianco e nero: dice che “i deodoranti sono inoffensivi”, ma non tiene conto del fatto che molte persone sono allergiche ad un particolare tipo di sostanza presente in molti antitraspiranti e deodoranti: il profumo. Applicare un prodotto contenente profumo, specialmente sulla pelle già irritata da una depilazione, può causare reazioni cutanee tutt’altro che trascurabili. Non si può quindi essere faciloni e categorici e affermare che i deodoranti sono inoffensivi.

Ma chi è Gabriela Casanova Larrosa?


Che dire del presunto “garante” di questo messaggio, “Gabriela Casanova Larrosa, Prof. Assistent du Departement de Biologie Cellulaire de la Faculte de Sciences de la Republique Orientale d’Uruguay”?

Effettivamente esiste una persona con questo nome nell’elenco dei docenti della facoltà di scienze di Montevideo. I suoi dati ufficiali sono questi: “Casanova Larrosa, Gabriela: Lic CBiol (FHC UR 1985) y Técn Anatomía Patológica (FMed UR 1986) y Ms CBiol Neurociencias (PEDECIBA-FC UR 1998). Ayudante (1985-91) y Asistente (1991-) de Biología Celular. casanova@fcien.edu.uy”.

Le ho scritto il 30/4/2004, chiedendo chiarimenti e ho ricevuto una sua risposta il 5/5/2004, in cui smentisce di essere mittente o garante dell’appello:

Dear Paolo: I´m not the source of the mail concerning breast cancer and anti-perspirants. It is a falsehood. The scientific arguements are very doubtfull and the e-mail not contain any scientifc evidence. I dont know if you understand spanish. I´m sending to you the denial. Thank you very much for your time. Kind regards

Gaby

[TRADUZIONE

Caro Paolo, non sono io la fonte del messaggio riguardante il tumore al seno e gli antitraspiranti. È una menzogna. Le argomentazioni scientifiche sono molto incerte e l’e-mail non contiene prove scientifiche. Non so se capisci lo spagnolo. Ti mando la smentita. Grazie per il tempo che mi hai dedicato. Cordiali saluti, Gaby.]

Desmentido:

Estimada gente: El mail de los antitranspirantes no lo escribí ni lo respaldo.

Simplemente estoy siendo víctima de un “Spam” o algo así. Eso me explicó la gente que trabaja en informática de la Facultad de Ciencias: alguien toma tu autofirma (sin tu permiso) y la agrega al pié del rumor que quiere difundir para hacerlo mas “creíble”. Luego se divierten observando con que rapidez se difunde.

Como el tema además es muy delicado y la mayoría de la gente me ha escrito y llamado preocupada, me contacté con las personas que sé que trabajan en el tema y que participaron del último congreso internacional de mama. Ellos me informaron que ese tema no había sido tratado en ninguno de los simposios de los que participaron.

Por eso les pido que por favor no lo vayan a difundir y menos con mi nombre al pié. No solo mi reputación está en juego sino también la de la institución para la cual trabajo. De ser posible les pediría además que envíen este desmentido a quien les hizo llegar el mensaje.

Por último les ruego lo lean con atención, verán que fué escrito por un hombre y está firmado por una mujer (sin autorización de la misma): “…A los hombres parece ocurrirles en menor proporción, pero no estamos exentos de desarrollar cáncer de mama por causa de los antitranspirantes. …”

Ha sido un gusto comunicarme con Uds. y desde ya quedo a las órdenes para lo que pueda servir.

Gaby.

MSc. Gabriela Casanova Larrosa

Asistente Secc. Biología Celular

[TRADUZIONE

Smentita: Egregi signori, la mail degli antitraspiranti non l’ho scritta io e non la confermo. Sono semplicemente vittima di un episodio di “spamming” o qualcosa di simile. Me l’ha spiegato la gente della facoltà di scienze che lavora in informatica: qualcuno prende la tua “autofirma” (senza il tuo permesso) e la aggiunge in fondo alla diceria che vuole diffondere per renderla più “credibile”. Poi si diverte a vedere con che velocità si diffonde.

Dato che l’argomento è per di più molto delicato e la maggioranza della gente mi ha scritto e chiamato preoccupata, ho contattato le persone che so che lavorano nel campo e che hanno partecipato al più recente congresso internazionale dedicato al seno. Essi mi hanno confermato che questo argomento non è stato trattato in nessuno dei convegni a cui hanno partecipato. Per questa ragione vi prego di non diffondere la mail, soprattutto quella recante il mio nome.

Non è soltanto la mia reputazione ad essere a repentaglio, ma anche quella dell’organizzazione per la quale lavoro. Se vi è possibile vi chiederei anche di inviare questa smentita a chi vi ha fatto pervenire il messaggio. Infine vi prego di leggerlo con attenzione, noterete che è stato scritto da un uomo ma è firmato da una donna (senza l’autorizzazione di quest’ultima): “…Sembra che accada meno frequentemente agli uomini, ma non siamo esclusi dallo sviluppare un cancro alla mammella per colpa degli antitraspiranti. …”

È stato un piacere comunicare con Voi e fin da subito mi rendo disponibile per qualsiasi cosa possa essere utile.]


Le parole della Casanova Larrosa indicano che l’appello ha subito alcune mutazioni, come capita spesso, e che in origine conteneva un riferimento a un autore maschile (“noterete che è stato scritto da un uomo ma è firmato da una donna”).

8 Risposte

  1. Buongiorno cara Amica, la tua
    riflessione la faccio mia.
    Visto che ci sono i mezzi per accertarsi
    se o non, usiamoli, almeno per avere la soddisfazione di mandarli col pensiero
    a quel paese.

    Buona giornata con :):)
    Gina

    "Mi piace"

    27 aprile 2011 alle 08:03

    • Vero Gina…basta tanto poco, a mezzo internet, per accertarsi se la cosa sia vera o meno…
      Un sorriso anche a te e buon pomeriggio

      Loredana 🙂

      "Mi piace"

      27 aprile 2011 alle 15:05

  2. ho sempre odiato le catene, anche quelle non relative a bufale ma a preghiere, poesie, “se non farai questo entro tre giorni…”,tutto—-

    quando mi trovo in idirizzo insieme ad altre 50 persone non leggo neppure di che si tratta—
    come tutti gli strumenti dipende dall’uso che ne facciamo—

    io le persone che inoltrano senza neppure leggere non le capisco proprio—

    ciao,
    S

    pr

    "Mi piace"

    27 aprile 2011 alle 12:23

    • Sono arrivata al puto di cestinarle direttamente 🙂
      Inoltra la presente a tot persone…se lo fai avrai felicità, altrimenti anni ed anni di guai… per mail o per sms…
      ma siamo nel 2000!!!!!!
      Un caro saluto

      Loredana

      "Mi piace"

      27 aprile 2011 alle 15:07

  3. Carlo

    Incredibile come qualcuno possa facilmente inventare qualcosa, per i più svariati motivi e finalità, e tirarlo come un sasso in piccionaia… “e vedere di nascosto l’effetto che fa!”.
    Sta a ciascuno di noi difendersi, tutelarsi e fare in modo di venir tutelato e difeso.
    E agli inviti delle sirene, ammiccanti e suadenti, al nostro istinto di concedersi e pagare (“vengo anch’io!”), risponda, se possibile, la nostra intelligenza e buon senso (“no, tu no!”)…
    “Vengo anch’io, no tu no!
    Vengo anch’io, no tu no!
    Ma perchè? PERCHE NO!”.

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    27 aprile 2011 alle 13:01

    • E come in uno stagno, il cerchio si allarga sempre più… mah…come dicevo prima. sono arrivata al punto di cestinare questi messaggi…
      non se ne può più!

      Un caro saluto 🙂

      Loredana

      "Mi piace"

      27 aprile 2011 alle 15:08

  4. Innanzi tutto complimenti per il post… impegnativo anzi che no! Ma molto interessante e sempre attuale, quando si parla di quanto siamo fessi e boccaloni.
    Una volta c’era la catena di Sant’Antonio, che se la potevano permettere tutti, mentre per maghi e guaritori servivano soldi. Oggi, grazie alla rete e alla globalizzazione selvaggia, non ci facciamo mancare niente. Di “monnezza” se ne trova tanta in internet, talmente tanta e talmente ben contraffatta che sembra roba di qualità. E noi, i presunti fessi, facciamo fatica a distinguere, anche perché verificare le notizie non sempre è agevole, a volte è più facile crederci. Ed ecco che le “bufale” diventano “diversa informazione” che a forza di essere ripetute si trasformano in realtà. E quello che mi chiedo è: “Ma in fondo in fondo… ci interessa poi tanto conoscere la verità sulle cose? E se sì, come si fa a conoscerla?”
    Ecco… forse l’atteggiamento giusto è sempre più la cautela e una sana diffidenza, perché di “Guru” tarocchi siamo stracolmi! Un abbraccio. Giancarlo

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    29 aprile 2011 alle 08:20

    • Grazie Giancarlo, ma i complimenti dovrebbero andare a chi mi ha inoltrato e email 🙂
      Ci sono tantissimi boccaloni che ancora oggi, nonostante le inchieste televisive e giornalistiche, malgrado le condanne inflitte a gente del tipo di Vanna Marchi, ancora adesso si rivolgono a maghi e fattucchiere. Le catene di sant’Antonio almeno intasano solo le caselle, e non puoi nemmeno catalogarle come spam, pervenendo da amici ed ex colleghi 🙂

      Un caro saluto

      Loredana

      "Mi piace"

      29 aprile 2011 alle 15:33

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