La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

destra-sinistra

Lo confesso, una volta votavo a sinistra. Poi, quando si verificano i “tradimenti”, le prese in giro, anche i grandi amori finiscono e, come quando si smette di fumare,ti dà fastidio perfino la vicinanza di chi fuma.

Votavo a sinistra per liberarmi dall’ingombrante presenza della balena bianca che fagocitava di tutto (per poi suddividersi in correnti e sottocorrenti), o in contrapposizione al rampantismo craxiano che cancellava quell’Italia laboriosa che nell’armadio conservava un solo vestito buono.

Ho votato a sinistra sull’onda emozionale della morte di Enrico Berlinguer, ma, con l’avanzare dell’età, è un errore che non commetterei più. Mi sono ricreduta quando ho visto che tanti, come si dice comunemente, hanno il cuore a sinistra ma il portafoglio a destra. I Marzotto, ad esempio, ma non mi risulta che nelle loro fabbriche si stesse gran che meglio che altrove, a differenza di quelle di Adriano Olivetti, che gestiva le sue con un illuminismo “paternalistico”. Poi… a rivinare l’Olivetti arrivò De Benedetti, con i suoi intrallazzi politici, col suo cuore a sinistra ed il portafoglio talmente a destra da farlo diventare perfino cittadino svizzero. Già, gli svizzeri xenofobi, che se lavori una vita per loro alla fine ti danno sì un’ottima pensione, ma poi “foeura di ball… Torna a cà tua…” Ma se sei pieno di soldi, la cittadinanza te la porgono su un piatto d’argento.

Ritornando al discorso, ero una di quelle che, ancora studentessa, leggeva “Repubblica”, molto agile nel formato e nell’informazione, con un indirizzo “lib-lab” che faceva tanto chic, così differente dall’informazione ingessata del “Corriere”, che pure contava le migliori firme. Ora, degli anni, di “Repubblica” se permettete il gioco di parole, ne ho D’Avanzo…

Ho votato a sinistra fino a che mi sono accorta che “loro” non erano per nulla migliori degli “altri”, anzi, sotto sotto erano pure peggio. Quel proteggere i “compagni che sbagliano” fu la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E l’abitudine non l’hanno persa. Ci sono certi ideologi che mi fanno paura. Per evitargli la galera, i radicali candidarono Toni Negri nelle loro file, per potergli consentire di rientrare in Italia dalla Francia dove se ne stava ben protetto (e non c’era ancora madame Carlà)… Ma nessuno propose la candidatura al povero Bepin Segato, dei “Serenissimi”, che per molto meno del Negri si sobbarcò tre anni e sette mesi di galera, fino a morirne, (morte naturale’ dicono le fonti ufficiali, come per Enzo Tortora), condotto dalla galera all’ospedale ammanettato alla lettiga, manco fosse un efferato assassino. Adesso c’è lo storico ed ideologo Asor Rosa che auspica addirittura un golpe, utilizzando perfino Carabinieri e Polizia di Stato… A quando l’esercito con i carri armati in puro stile soviet?

Tutti questi personaggi che sputano livore per le sconfitte elettorali, dicendo che chi non li ha votati non capisce nulla (proprio perché vi ho capito che non vi voto più…felice di essere cretina, allora), quelle aggressioni in piazza, come quelle dei viola e dell’IDV alla Santanchè l’altro giorno, perfino le frasi, una settimana fa, del solito don Giorgio de Capitani (sul quale avevo già scritto un post a suo tempo), che si augura che a Berlusconi venga un ictus che lo faccia secco. Ottimo esempio di carità cristiana! Oppure quelli che ricominciano a gambizzare chi non la pensa come loro, come, a Roma, Antonini di Casa Pound: iniziarono così pure le Brigate Rosse, poi si sa come finì… O le esternazioni della Rosetta Bindi che ha diretto con manifesta parzialità i lavori della Camera (al posto di Fini), tanto da imbarazzare la sua stessa corrente politica, Veltroni in primis. Ma sono avversari questi? O sono NEMICI di una guerra sotterranea? Quell’arroganza tipica di certi personaggi come D’Alema che non sopporto più, ritenendosi quasi un inviato dal cielo mandato a convincerci della bontà delle sue idee senza tollerare alcuna contraddizione.

Sognavo una sinistra liberale, capace di fare un buon governo o una buona opposizione, e mi ritrovo una massa schizofrenica e rancorosa ma soprattutto incapace di proposte concrete, che raduna dei piazzaioli capaci solo di urlare slogan, una coalizione di gente tenuta assieme solo dall’antiberlusconismo e null’altro e non si rende conto che più lo attaccano più lo rendono forte.

Ed allora da tempo, molto tempo, sono passata sull’altra sponda, senza nemmeno turarmi troppo il naso come indicava il compianto Montanelli…

12 Risposte

  1. Carlo

    Da ogni tua riflessione in questo campo, sempre intelligente, chiara, e assai interessante, scaturisce “inesorabile”, cioè scontato, il solito commento, o meglio dire, lamento: Loredana, cercasi ovunque onestà intellettuale, disperatamente!
    Mi riconosco poi nel tuo stesso percorso, che anch’io ho fatto, con gli stessi ideali, poi naufragati nell’opportunismo sfacciato di tanti compagni di viaggio!
    Una strada che accomuna tanti, tantissimi innamorati di cose giuste, di ideali appunto che poi son restati solo chimere… e a me il sapore amaro di sentirmi un eterno idealista, incompreso, forse deriso quasi o come fossi un boccalone. Soprattutto perchè, dicono, gli anni e l’esperienza dovrebbero averti insegnato qualcosa.
    Onestà intellettuale, saltami addosso!
    Un caro saluto.

    Carlo.

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    15 aprile 2011 alle 18:52

    • Già,Carlo, ed è triste constatare la perdita di tante illusioni…
      Buona serata, con un sorriso di speranza 🙂

      Loredana

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      15 aprile 2011 alle 18:59

  2. Carlo

    Perchè insisto su questa benedetta onestà intellettuale, Loredana? Ho visto troppa gente diventare scodinzolante (opportunismo, interesse, convenienza, tornaconto…) alla faccia degli ideali e convinzioni, e vantarsi dicendo che loro sì, sono rimasti fedeli ad un’idea, che non cambiano mai, loro! Mentre tu, che hai il coraggio e appunto quell’onestà di voler ammettere che hai sbagliato, che allora non è come prima, come pensavo e come ero convinto, ebbene tu, ti accusano, sei una banderuola!
    Onestà intellettuale, coerenza, cercasi, sempre, comunque, ovunque!
    Un caro saluto.

    carlo
    (è l’idea anche di Pasquale che molti anni fa, per primo, me ne parlava e che, pagando di persona, cercava di mettere sempre in pratica…).

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    16 aprile 2011 alle 07:45

    • Non sempre restare della medesima idea è simbolo di coerenza… ma solo indice di immobilismo. Molti si fossilizzano si un’idea, anzi un’ideologia e le restano fedeli sino alla fine. Per loro andrà anche bene…io preferisco cambiare 🙂
      Un caro saluto a te e Pasquale

      Loredana

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      16 aprile 2011 alle 15:42

  3. mario

    ciao lore considerazioni senza dubbio apprezzabili, ti chiedo pero’ se nel passare dall’altra “parte”oltre a non turarti il naso ti sei tappata le orecchie e hai messo gli occhiali di piombo oltre che rinunciare allo gnegnero .come sai sono agnostico , anche politicamente direi , ma non e’ di me che intendo scrivere , ho sempre letto piacevolmente le cose che posti hai una intellighenzia viva il che mi pone degli interrogativi . vabbe’ non a tutto c’e’ una risposta . spero vorrai perdonarmi se dissento . ti auguro tanti bei giorni a venire

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    16 aprile 2011 alle 11:49

    • Caro Mario, tutto mi aspettavo, meno che di trovare un tuo commento sul blog, anzi nemmeno sospettavo che tu ne fossi a conoscenza ,anche se forse te ne avevo accennato. Piacevolissima sorpresa, del resto. Beh, orecchie ed occhi, nonostante l’età sembrano ancora abbastanza a posto. Per lo gnegnero (come tu “tos_hanamente” dici), non lo so, ma dissentire è lecito, se fatto in modo civile, ed il tuo intervento oltre che essere educato denota pure lo spirito che ti ha sempre contraddistinto. 🙂
      Nella mia cerchia di amicizie (reali, non di chat), annovero persone di ogni colore, dal nero più nero al rosso più rosso, passando per il bianco, l’azzurro ed il verde (il viola ancora mi manca), e passiamo serate intere a confrontarci, magari anche calorosamente, ma sempre restando nei limiti dell’educazione. Del resto si dissente anche nel campo dello sport nazionale, il calcio, ed io purtroppo ho un figlio degenere che tifa Inter, ma non tutte le ciambelle riescono col buco! 🙂
      Preferisco comunque un civile dissenso ad un asservimento pecoreccio, come poco prima di te scriveva Carlo.
      Ovvio che la mia delusione per una certa sinistra sia tanta: in essa non vedo idee, programmi, proposte, solo bile. Non è questo il modo di fare politica, almeno come la intendo io. Tempo fa scrissi che mi piaceva Renzi, giovane e concreto, che, guarda caso, viene avversato dai suoi stessi compagni di partito. Tu sai già come la penso politicamente, anche se in campo locale ho avuto grosse delusioni, tanto da spingermi a NON  votare per il partito che seguo in quanto le persone scelte non offrivano garanzie, ed i fatti hanno dato ragione a me ed altri che militavano assieme a me. Spero che le cose migliorino, ma il clima di astio che si è creato non promette nulla di buono.
      Un altro amico che segue il blog – Mich, che saluto qui- mi ha scritto per mail che sto facendo il “difensore d’ufficio di Berlusconi”. Ho sempre detto che il Cavaliere non è la mia massima aspirazione (ed il libro che tempo addietro mi hai cortesemente spedito me lo conferma), però senza gridare al complotto, vedo che un certo accanimento ci sia comunque.
      Non voglio convincere nessuno delle mie idee, altrimenti mi metterei sullo stesso piano degli “altri”: sto solo esprimendo il mio disagio per una situazione che degenera sempre più, e cerco di usare lo gnegnero al meglio, perché non tutto il bene sta da una parte e non tutto il male dall’altra… Certo è che barcamenarsi non è facile!
      Comunque, ti ringrazio per l’attenzione, e ti ricordo sempre anche se ci si vede poco. Anzi, spero davvero di rivederti al più presto:-)
      Ricambio l’augurio.
      Lore

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      16 aprile 2011 alle 15:33

  4. Carlo

    Chi non è con me è contro di me, dicono tutti.
    Se critichi a sinistra, dicono che sei di destra; se critichi a destra, dicono che sei di sinistra; se critichi al centro dicono che non sei oggettivo; se zittisci, sei qualunquista…
    Se ti esprimi a favore di certa chiesa, sei un bigotto; se la critichi, sei un mangiapreti…

    “Se sei bello ti tirano le pietre;
    se sei brutto, ti tirano le pietre.
    Qualunque cosa fai,
    dovunque te ne vai,
    pietre in faccia
    sempre prenderai…”.

    Onestà intellettuale cercasi? “Ma mi faccia il piacere! Se ne vata, se ne vata!”.

    I due del caffè pomeridiano, in un sabato d’aprile!
    Alla salute di voi tutti, destra, sinistra, centro, o qualsiasi altro: purchè, quel caffè, con un abbondante cucchiaino di onestà intellettuale, o anche due.

    Ciao, bella gente!

    Carlo e Pasquale.

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    16 aprile 2011 alle 15:49

  5. pierre

    quante volte ne abbiamo discusso? su fronti opposti anche se non totalmente, ma abbiamo sempre trovato un punto di convergenza che dobbiamo forse al buon senso.
    Ciao piscinina. Buona serata Pierpaolo

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    19 aprile 2011 alle 17:21

    • si, Pierre…ed avere due diverse visioni delle cose a volte aiuta ad inquadrare meglio i problemi.
      Ancora un abbraccio

      Lory

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      20 aprile 2011 alle 16:03

  6. io invece mi tappo il naso e voto a sinistra.anche essendo quasi totalmente d’ accordo su quello che hai scriitto ma … cè sempre un ma……se parliamo di questa accozzaglia governativa che io non definisco né di centro destra né tantomeno di destra e parliamo delle loromalefatte e mi fermo qui ci vorrebbe un blog lungo una vita. cmq per denigrare la sinistra cè da scrivere ancora molto. Il punto è che questi politici tutti tranne qualche rara eccezione mi fanno rimpiangere i vecchi. compreso Almirante.con il solito affetto ti saluto e tò stasera ti mando anche un bacio. pulito senza bunga bunga .ah ah ah son proprio un catto comunista del menga è .ciao buonanotte

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    19 aprile 2011 alle 20:10

    • Sai perché rimpiangiamo i grandi vecchi della politica? Perché avevano a cuore il futuro dell’Italia, un’Italia che usciva malconcia da una disgraziatissima guerra. Adesso invece fanno i politici a vita pur di lavorare poco e riempirsi tanto le tasche.
      Ricambio il bacio, Nazzareno, con l’augurio di tanto buone cose.
      Loredana

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      20 aprile 2011 alle 16:05

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