La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Offese

 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Voce dal sen fuggita

poi richiamar non vale;

non si trattien lo strale

quando dall’arco uscì.

 

(Pietro Metastasio)

Come avevo già scritto in un commento pregresso, l’educazione difetta nei nostri politici, vedi la Bindi contro la Concia, Formigoni contro Vendola, Di Pietro contro Berlusconi e Frattini, La Russa contro Fini. Ma la peggiore offesa è stata quella nei confronti della disabile Ileana Argentin, apostrofata come handicappata da parte di Polledri. Quest’ultimo poi si è scusato, ma intanto l’epiteto era stato pronunciato. Fuori dalla sede parlamentare poi Grillo batte tutti, avendo promosso perfino un Vaff..day.

Ce ne sarebbero altre, ma al momento non mi vengono in mente.

Sui giornali e nei blog poi le espressioni si sprecano, e quelle che più mi fanno pena sono quelle che prendono in giro le minorazioni fisiche degli avversari, quali il nano Brunetta, il gobbo Andreotti, il mortadella Prodi o il nano malefico Berlusconi. Mi fanno soprattutto pena perché chi usa simili espressioni non solo pecca di maleducazione, ma anche di poca originalità e di poco spirito, ripetendo pappagallescamente slogan ed epiteti inventati da guitti televisivi a qualsiasi fazione politica appartengano. Adesso il Presidente Napolitano ha bacchettato tutti, invitando i parlamentari ad una maggiore correttezza quasi fosse un maestro che rampogna degli scolaretti…

Se dobbiamo arrivare a questi livelli…siamo messi davvero bene!

 

 

 

11 Risposte

  1. Carlo

    Sottoscrivo, condivido, approvo ed apprezzo in pieno questo tuo bellisimo, intelligentissimo post, parola per parola.
    Offendere una persona perchè ha un difetto fisico è la più grande malignità e cattiveria, un’ autentica forma di bieco e cinico razzismo.

    Carlo.

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    4 aprile 2011 alle 17:04

  2. Carlo

    Sottoscrivo, condivido, approvo, apprezzo anch’io.
    Nella lingua italiana, e probabilmente in tutte le altre lingue, c’è un’espressione che io ritengo infelicissima e che ho sempre sinceramente odiato e combattuto: dire “sentirsi (un pò) handiccapato”.
    Non è più che sufficiente e chiaro dire: “sentirsi (un pò) in difficoltà”?

    Pasquale
    (dal pc del Carlo).

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    4 aprile 2011 alle 17:35

    • Io semplicemente non rimarcherei queste differenze…Ma questo non vuol dire che tra le persone “in difficoltà” non ce ne siano alcune un po’ st…e , che approfittano di questa loro situazione.
      Una buona serata a te e Carlo 🙂
      Loredana

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      4 aprile 2011 alle 18:49

  3. la politica è una interpretazione a volte strana, io mi domando sempre .. ma chi ci governa lo sa!!
    ciao daniele

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    4 aprile 2011 alle 18:44

    • lo sanno…lo sanno…
      ma un po’ di educazione noin guasta mai 🙂

      Buona serata 🙂

      Loredana

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      4 aprile 2011 alle 18:54

  4. Io onestamente non li chiamerei nemmeno difetti. Una bassa statura, una certa “stazza” o cose così non vedo perché devono essere considerati difetti. Io soffrivo molto quando venivo (e vengo tuttora) preso in giro per le mie ridicole fattezze, ma d’altro canto mi rendo anche conto che forse è meglio così: se si attaccano al mio aspetto fisico, forse è perché non hanno di meglio su cui attaccarmi e se lo fanno su una cosa così ridicola come l’estetica, può forse voler dire che per altro valgo molto di più, il che mi gratifica non poco 🙂

    Giancarlo

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    5 aprile 2011 alle 14:38

    • C’è chi ci soffre di queste osservazioni, che vengono appunto fatte da chi non ha altri argomenti per attaccare l’avversario. Lepersone vanno appunto valutate per quello che sono e non per come appaiono, ma certi ignorantoni non vogliono capirlo..
      Fai bene ad ignorare le osservazioni maligne…sii superiore a queste cose e soprattutto a queste persone 🙂

      loredana

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      5 aprile 2011 alle 15:21

  5. Arroganza, presunzione, disprezzo. Quando il comportamento corretto e rispettoso (leggi buona educazione) viene meno, credo sia perché è inquinato da queste tre bestie. Non è un problema politico, è un problema sociale. Non c’è rispetto per sé stessi e non c’è rispetto per gli altri. Quando ci si vende al miglior offerente, stravolgendo le indicazioni, peraltro affatto ascoltate, dell’elettore; quando se fosse successo quello che è successo alla camera, in un aula scolastica, sarebbero fioccate le sospensioni; quando se qualcuno ti calpesta un piede gli devi chiedere scusa per averlo messo sotto il suo; quando se fai notare a chi ti è passato avanti che è il tuo turno, rischi di prenderti come minimo un invito ad un viaggetto erotico (vaff…); quando se vedi calpestati i tuoi diritti e te ne lamenti, poi ti accorgi che non hai diritto di dire che hai diritti; quando ha sempre ragione chi strilla di più; quando ammazzi tua moglie e ne metti in rete il cadavere per vendetta; quando stupri, sevizi, derubi, imbrogli, circuisci… … … è un problema sociale. E’ un problema di tutti. E’ responsabilità di tutti. Anche mia quando mi incazzo sul post del razzismo. E’ una strada in discesa, e più guardo e meno riesco a vederne la fine. Spero solo di aver bisogno di un buon oculista! 🙂
    Grazie Loredana, un abbraccio!

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    6 aprile 2011 alle 08:11

    • Troppo permissivismo, Giancarlo…
      Lo stiamo scontando tutti i giorni, nelle grandi e nelle piccole cose. Con la “rivoluzione” del 1968 siamo passati in poco tempo da un’educazione troppo rigida e formale ad una estrema libertà, della quale non abbiamo saputo approfittare bene, scambiando per libertà la licenza di poter fare di tutto e di più, senza curarci di chi ci è accanto e che ha i nostri medesimi diritti. Il disinteresse di molti genitori (vedi i recenti casi di etilismo tra i giovanissimi) che demandano l’educazione alla scuola, gli educatori scolastici che non sono capaci di tali compiti o, se ne sono in grado, hanno le mani legate… i casi di bullismo…ce ne sono a bizzeffe di tali esempi. E noi ci si incazza sui blog…almeno questo permettetecelo!!!!
      Un caro abbraccio anche a te, e cerchiamo di essere fiduciosi 🙂

      Loredana

      "Mi piace"

      6 aprile 2011 alle 15:32

  6. Carlo

    “Cerchiamo di essere fiduciosi”, scrivi a Giaros. nonostante tutto. E’ un bel programma, Loredana!
    Noi siamo una generazione tra l’incudine e il martello: dai genitori severi le abbiamo prese e messe via, come era normale a quei tempi che così dovesse essere per l’assoluto autoritarismo. Venne la contestazione e la… liberazione da quell’autoritarismo: e ora i nostri figli le suonano a noi, genitori senza autoritarismo nè autrevolezza, e noi ancora una volta le dobbiamo mettere in cascina!
    Chissà perchè, e parlo oviamente per me, io mi vedo ben rappresentato da quella vecchia moneta metallica da 50 lire dove era raffigurato un fabbro nudo che col martello batteva su un’incudine, ma a tutti dava l’impressione che con quel martello si batteva su quell’incudine le proprie parti più delicate!
    Che sia questa la “nostra” vita?
    Ovvio, è un discorso in generale…

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    7 aprile 2011 alle 07:42

    • Sindrome del Tafazzi, Carlo? 🙂
      Ma io voglio essere comunque fiduciosa. Se abbandoniamo anche le speranze per u n futuro migliore, non ci resta che il sicidio di massa come i lemming… e non vorrei proprio che questo accadesse. Si parla in generale, come tu dici, per fortuna. Di ragazzi per bene ce ne sono ancora, anche se bulli e maleducati sono aumentati in maniera esponenziale. Ma cerchiamo comunque di far sentire la nostra voce, di esprimere il nostro dissenso…seminiamo qualche cosa…e forse qualche piccolo seme germoglierà 🙂

      Una buoa giornata

      Loredana

      "Mi piace"

      8 aprile 2011 alle 15:23

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