La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Razzismo, xenofobia, intolleranza

 

C’è molta confusione tra questi tre termini, che vengono a volte usati indistintamente e quindi impropriamente.

Razzismo è l’atteggiamento di chi si ritiene SUPERIORE a qualcun altro in virtù di una specifica differenza biologica o meno. L’esempio più semplice è quello del bianco che si ritiene superiore all’uomo di colore, oppure quello classico dei “WASP”, bianchi anglosassoni e protestanti nei confronti di chi è cattolico o ebreo, nero o giallo. Ma anche chi si ritiene migliore per altre ragioni. L’uomo nei confronti della donna, specie nei paesi meno sviluppati, l’istruito nei confronti dell’ignorante, il sano verso l’handicappato,l’eterosessuale nei confronti dell’omosessuale  o anche verso chi professa differenti idee politiche… Insomma ogni presunta superiorità rispetto a qualsiasi essere del genere umano.

Xenofobo è invece chi ha paura da chi è diverso da noi, perché lo “straniero” ha usanze, culture o modi di vivere diversi dai nostri, perché si ha paura che possa in qualche modo sconvolgere un modo di vita consolidato, minando la sicurezza del nostro lavoro e delle nostre tradizioni, assorbendole o addirittura cancellandole, ed in parte è una paura condivisibile e comprensibile.

Molto spesso però si tratta di semplice intolleranza, e di questo, credo, siamo tutti capaci. Ci danno fastidio, ad esempio, certe manifestazioni estreme promosse dai circoli gay, ci danno fastidio certi atteggiamenti arroganti di altre etnie che arrivano qui e subito pretendono quanto ci siamo guadagnati con anni di lavoro nostro e dei nostri avi. Vedo ad esempio in questi giorni questi presunti “PROFUGHI”” che sbraitano gridando “libertà” e rifiutando il cibo che forniamo loro perché non conforme alle loro abitudini.

Mi chiedo allora…gridate “libertà”? restavate nei vostri paesi a combattere per essa… non vi va cosa vi diamo per rifocillarvi? Ma cosa pretendete?

Siamo disponibili ad aiutarvi, ma anche da parte vostra ci vuole rispetto ed educazione, e tanti di voi non ne hanno minimamente. Nessuno vi ha chiamato qui, ma una volta che ci siete, abbiate almeno la decenza di capire che non possiamo attrezzarci in pochi giorni per accogliere una così gran massa di gente….

5 Risposte

  1. pierre

    In effetti stanno arrivando in troppi ed è difficilissimo sistemarli tutti. speriamo che l’europa si azccorga per davvero che è un problema non solo italiano ma anche degli altri stati membri.
    ciao piscinina.
    Pierpaolo

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    3 aprile 2011 alle 18:50

  2. Carlo

    I commenti che sento in giro da parte della gente di casa nostra sembrano chiari e in caso di una eventuale elezione politica molti voterebbero per un ben determinato partito politico.
    Non voglio indicare quale, … per non fargli pubblicità.

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    3 aprile 2011 alle 19:40

  3. Vedi Pierre, quando vedo che quelli non ospitati nelle tendopoli ma in una struttuta parrocchiale hanno dato fuoco ai materassi, divelto i sanitari e spaccato vetri con i quali ferirsi “per protesta”…che dovrei pensare? Dire…ma bravo, hai fatto bene?

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    4 aprile 2011 alle 07:18

  4. Intolleranza che finisce col diventare razzismo. Oriana Fallaci, che mi piace ma di cui spesso non ho condiviso gli estremismi, riteneva che una certa “differenza” culturale, dovuta all’etnia ci fosse. Chiaro in che senso no? E la differenza culturale è la prima cosa che appare chiara. A parte ogni considerazione razziale, per cui il tunisino è uguale all’albanese o al polacco, i popoli che hanno subito per lunghi periodi un governo totalitarista, conoscono solo la violenza per comunicare. Anche parlare prelude alla violenza. E il parlare violento diventa pretesa, arroganza, diritto. Nel loro paese sarebbero stati subito repressi, ma noi siamo civili, democratici e culturalmente evoluti, per cui ci lasciamo pisciare in testa, scambiando la tolleranza con la debolezza. L’incapacità a gestire una situazione che è emergenza da mesi ma che si è aspettato che si verificasse concretamente per farsi prendere dal panico, la mancanza di autorevolezza per cui nemmeno il governo provvisorio tunisino ci considera, anche se, secondo me, gioca al rialzo con l’Italia, visto quello che è riuscito a scucirci Gheddafi, la poca familiarità con la politica che è evidente nella nostra classe politica, hanno fatto sì che un esodo insostenibile dilagasse nel nostro Paese. Invasione? Colonizzazione? Inutile dire… io non sono razzista… sono poveri cristi… vogliono solo lavoro e una casa… e noi che siamo stronzi?
    Quelli che muoiono di fame da noi non se li fila nessuno. E’ normale, dobbiamo fare sacrifici, dobbiamo tirare la cinghia… diteci solo in testa a chi e noi lo facciamo. Quelli che soffrono la fame veramente, e ne conosco, non bruciano roulotte, non spaccano niente, non sbraitano… credono nello Stato, nel Governo, nella Politica e hanno fiducia che qualcuno farà qualcosa per loro. Forse seppellirli gratis, dopo averli cremati.
    Sono schifato.
    Ma se il sistema giusto per ottenere è quello di fare casino, allora perché non lo facciamo. Volete saperlo? Perché a noi ci menano. A loro gli consentono di tornare in patria con mille euro, poi di ritornare poi di ripartire con mille euro, poi di ritornare, poi di ripartire con mille euro… Scusa… ma sta cosa mi fa un po’ incazzare!

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    4 aprile 2011 alle 15:47

    • Mah, le differenze cosiddette “etniche”, specie se si tratta di paesi di religione islamica, ci sono senza dubbio, vedi solo la condizione femminile. Che poi la religione influenzi tutta la loro cultura con il loro volerci considerare infedeli, quindi inferiori, è sempre un dato di fatto. Le prepotenze che si permettono di commettere qui da noi, nei loro paesi non sono certamente tollerate. Siamo appunto noi gli idioti che glie lo permettiamo, ma se solo le forze dell’ordine provano ad usare le maniere un po’ più forti, chi ferma più le proteste dei cosiddetti “buonisti”?

      Le parole preludono alla violenza? Certamente…basti vedere le prediche di certi imam o sedicenti tali che “galvanizzano” le masse, incitandole a sollevarsi. Ed è di queste persone, di questi estremisti che ho paura, perché sono permeati di odio verso gli occidentali e di fanatismo religioso. Mi chiedo dove questi presunti “morti di fame” reperiscano i soldi necessari per il viaggio, dai 2 ai 3mila euro… sono una cifra per noi, per loro sono addirittura un capitale…eppure tutti loro trovano una simile cifra.

      Quando sento qualcuno dire “bisogna accoglierli tutti”, mi dico: in nome di cosa?
      Ma come…fino all’altro giorno mi dicevate che siamo un paese sull’orlo del collasso, che le famiglie non arrivano alla terza settimana del mese, ed ora dite che bisogna accogliere ‘sti disgraziati perché siamo un paese ricco? Decidetevi: o l’una o l’altra cosa….

      Ad alcune “buone persone” di mia conoscenza faccio sempre l’esempio della famiglia…se una famiglia di 4 persone accoglie un estraneo, un piatto di pasta in più si trova sempre, ma se diventano 2 o più ospiti, si sta male tutti..
      Se poi io ospite entro in una famiglia dove è usanza,ad esempio, mettere le pattine, mi adeguo e lo faccio. Ma conformarsi alle nostre regole, alle nostre abitudini non è nel carattere di queste persone, mentre lo è pretendere che siamo noi a doverci adattare alle loro consuetudini.

      Dici bene quando affermi che scambiamo la debolezza con la tolleranza, che ci riteniamo troppo civili per fare “casino” e ribellarci. In parte i lampedusani l’hanno fatto, ma erano veramente allo stremo, con la popolazione più che raddoppiata e l’isola ridotta ad un immondezzaio. Ma non è vero che quelli che muoiono di fame non se li fila nessuno. Sono i prediletti di un sacco di associazioni umanitarie che, suppongo, abbiano il loro bel tornaconto nell’assisterli….
      L’incazzatura, Giancarlo, è comune a tanti….
      Un caro saluto 🙂
      Loredana

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      4 aprile 2011 alle 18:39

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