La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Povero Cristo

 

I recenti fatti avvenuti in Giappone e nell’Africa che si affaccia sul mediterraneo, nella fattispecie la “missione umanitaria” (?) in Libano, hanno fatto passare in secondo piano due sentenze che riguardano la presenza del Crocifisso nelle aule dei Tribunali e in quelle scolastiche.

La Camera dei Diritti dell’uomo di Strasburgo ha infatti stabilito che l’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche, contestata a suo tempo da una cittadina finlandese naturalizzata italiana per via del matrimonio, Soile Lautsi, non lede il principio della libertà religiosa anche se la questione dovrà nuovamente essere affrontata da un Collegio di 17 giudici che dovranno stabilite se il simbolo religioso è anche l’emblema di una cultura e di una tradizione ormai consolidata in Italia, ma anche in Europa.

A suo tempo la legislazione italiana aveva espresso il concetto che l’esposizione del Crocifisso rappresenta in modo sintetico i principi che ispirano l’ordine costituzionale e che rappresentano i fondamenti dell’ordine civile, principi che si applicano anche ai non credenti. Strasburgo, precedentemente aveva emanato una sentenza favorevole alla signora Lautsi, che è stata completamente ribaltata i questi giorni di marzo. La Corte ha infatti ritenuto che  “se è vero che il crocifisso è prima di tutto un simbolo religioso, non sussistono tuttavia nella fattispecie elementi attestanti l’eventuale influenza che l’esposizione di un simbolo di questa natura sulle mura delle aule scolastiche potrebbe avere sugli alunni”.

 

 

 

Invece per quanto concerne l’esposizione del Crocifisso nelle aule di giustizia è stata la Cassazione ad esprimersi favorevolmente, disponendo altresì la destituzione dall’incarico del giudice Crescentini che aveva chiesto la rimozione del simbolo non solo dall’aula che gli era stata messa a disposizione, ma anche da tutte le aule di Tribunale in Italia. La Corte ha infatti rimarcato che la presenza di Crocifisso non intacca l principio di laicità dello Stato, che nn viene minimamente messo in dubbio, ma anzi resta uno dei fondamenti del nostro ordinamento costituzionale.

Del resto, anche per i non credenti, la base culturale e filosofica, come espresso da Benedetto Croce nel suo saggio “Perché non possiamo non dirci cristiani”, è quella stabilita dalla dottrina cattolica e dall’osservanza dei suoi comandamenti.

http://www.sneap.altervista.org/Contributi/CULTO/B.CROCE.pdf

14 Risposte

  1. notte

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    24 marzo 2011 alle 23:19

  2. Carlo

    Su questo delicato argomento, per molti versi controverso e coinvolgente, ricordo benissimo – nel pieno di quelle discussioni – il pensiero di un padre missionario, ora vescovo in terra di missione, che ha scelto da sempre di (con)vivere coi poveri (laureato in psicologia e sociologia, scrittore, giornalista, e poteva vivere… alla grande nell’opulenza):
    “Di tutte le vostre animate discussioni, pro e contro, Quello là se la ride sotto i baffi e se ne fa anzi un gran baffo!”.
    E’ rimasta impressa quella frase, non solo a me…
    Mi piace ricordarla.

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    25 marzo 2011 alle 12:04

    • Ma io invece ritengo che se un Dio esiste, non può ridersene sotto i baffi delle nostre diatribe, in fondo c’è anche una sua responsabilità, avendoci creati, o no?
      Ma questa è solamente una mia piccola opinione, da laica quale sono…
      Un caro saluto

      Loredana

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      25 marzo 2011 alle 16:14

  3. Carlo

    Sì, è rimasta impressa anche a me e a tanti altri, quella frase dell’amico missionario.
    Piuttosto mi pare un chiarissimo commento quello scritto prima, di una sola parola.
    O no?

    Pasquale
    (dal pc del Carlo).

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    25 marzo 2011 alle 12:11

    • Quel “notte”..era solo per augurare la buona notte…niente altro 🙂
      Cosa che ho fatto pure io sul blog di Daniele.

      Loredana

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      25 marzo 2011 alle 16:15

  4. Era chiaro e prevedibile che la globalizzazione (cui sono contrario perché prematura per le nostre società chiuse e nazionaliste)avrebbe messo in discussione ogni più piccolo aspetto della nostra cultura. La circolazione e la diffusione di altre cultura, specialmente extracomunitarie, non poteva non scontrarsi con le nostre, completamente differenti sotto moltissimi punti di vista. Il crocefisso? A me non da fastidio, anche se non sono cattolico praticante. E non vedo quale fastidio possa dare. Si dice che alcuni bambini siano rimasti sconvolti da quel piccolo uomo inchiodato a una croce. Almeno quella è solo un simbolo, una rappresentazione. Che direbbero i nostri bambini se vedessero come vengono allegramente lapidate persone reali e non dilegno o di plastica? O magari impiccate? O con la testa tagliata? E proviamo a dire loro:” Guardate che quello che fate non è bellissimo, noi occidentali ci restiamo male”. Se ci va bene pigliano a sassate pure noi. Allora, lasciate stare il crocefisso dove sta, che non fa male a nessuno, anzi potrebbe ricordare che ammazzare è sbagliato!
    Ciao Carlo, ciao Pasquale.
    Un caro abbraccio Loredana.
    Giancarlo

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    25 marzo 2011 alle 13:16

    • Mi ero limitata a postare le due sentenze, Giancarlo, senza esprimere nessuna opinione. Da laica non faccio testo, però anche a me il Crocifisso (che per rispetto continuo a scrivere in maiuscolo), non dà alcun fastidio, ed è invece di conforto a tante persone credenti.
      Quello che mi infastidisce invece è l’arroganza di chi proveniente da altri paesi PRETENDE di dettare legge e prevaricare le nostre usanze. Inutile dire che se mi reco in un paese islamico devo portare il velo e non posso mettere una croce al collo… allora dove sta la reciprocità di comportamento? Si sentono forse superiori a noi?
      allora divento cattiva e dico: nessuno vi ha chiamato qui. Non vi piace? non veniteci. Punto e basta.
      Forse sono drastica, ma la penso così.

      Per il resto il tuo ragionamento non fa una piega 🙂

      Un abbraccio

      Loredana

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      25 marzo 2011 alle 16:20

  5. Carlo

    Il commento di @Giaros, profondo, oggettivo, realistico, rispecchia esattamente il parere, lo stesso sentire della stragrande maggioranza dei nostri concittadini, indipendentemente dalla loro eventuale pratica religiosa e del loro credo politico.

    E a dirlo, due fra i tanti, uno di una parte politica, uno dell’altra.

    Carlo e Pasquale.

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    25 marzo 2011 alle 14:25

    • E’ quelo che ho scritto in fondo al mio precedente commento…
      Cari saluti a te e Pasquale.

      Loredana

      "Mi piace"

      25 marzo 2011 alle 16:21

  6. Carlo

    Anni addietro, in tempi non sospetti, qualche prèside vietava al prete cattolico che si recava alla scuola per la rituale, tradizionale benedizione natalizia, di entrare nell’istituto perchè c’era qualche allievo (uno, due, o tre… non di più) che non era cattolico.
    “Per rispetto della minoranza”, sosteneva.
    Chissà perchè, ci chiededamo, chi non ama le feste religiose è il primo a volerne usufruire e a festeggiare e a pretendere il giusto riconoscimento in busta paga.
    Ma forse è un altro discorso.

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    25 marzo 2011 alle 18:21

    • Hai pienamente ragione…davanti ai soldi ed al tempo libero nessuno si tira indietro 🙂

      Loredana

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      25 marzo 2011 alle 18:46

  7. Cara Loredana sono più che d’accordo con Te.
    A chi non sta bene il ” Nostro Vivere”.
    restasse a casa propria.
    Il vero problema è lo stato Italiano che
    lascia a chiunque ( sopratutto a quelli che
    vengono da altri Paesi) fare i propri comodi.
    Arrivano, fanno, disfanno non rispettano
    le nostre leggi, con il bene placido dello Stato.

    Ps
    Sono razzista contro l’arroganza,
    il malcostume, il non rispetto, abusi e sorprusi e …
    Un Abbraccio
    Gina

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    26 marzo 2011 alle 08:12

    • Questo Governo, tramite il ministro Maroni, era riuscito a regolamentare le entrate grazie ad un accordo con Gheddafi. Adesso che lo combatte, gli sbarchi sono ripresi, ed alla grande. Guarda caso, non ci sono libici, rimasti a combattere per l’una o l’altra fazione, ma la maggior parte sono tunisini ed in parte marocchini. arrivano in massa tanto da superare di gran lunga la capacità di accoglienza della piccola isola di Lampedusa e subito PRETENDONO di essere alloggiati e nutriti adeguatamente. Non sono poi così messi male se possono permettersi di pagare €4000 a persona per la traversata; non ci sono donne e bambini da poter giustificare l’esodo per motivi umanitari; e se la maggior parte di loro parla francese, perché vengono qui? D’accordo che Lampedusa è più vicina, ma qui ci stanno considerando la pattumiera d’Europa, e questo mi fa incavolare assai.

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      26 marzo 2011 alle 16:05

  8. Carlo

    @sonoqui

    “Essere contro l’arroganza, il malcostume, il non rispetto, abusi e soprusi” è parte integrante dell’ autentica coscienza civica.
    Siamo con te e, come noi, la totalità delle persone oneste, moralmente ed intellettualmente.

    Carlo
    (e il Pasquale che legge e si dice d’accordo).

    "Mi piace"

    26 marzo 2011 alle 10:05

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