La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Meridionali e terroni

E’ un post lasciato a lungo a covare in deposito tra le bozze. Non mi decidevo mai a pubblicarlo, timorosa di offendere la suscettibilità di qualcuno. Ma alcuni post di blogs che seguo, in aggiunta ad alcuni commenti mi hanno fatto finalmente decidere.

Non ho mai nascosto di essere per metà meridionale, quella metà che probabilmente mi dà fantasia e passione in tutto ciò che faccio, contrapponendosi alla razionalità dell’altra mia metà. Meridionale…non terrona.


Ci sono i meridionali e ci sono i “terroni”, la distinzione è d’obbligo.

Meridionale

è chi si accorge che qualcosa nella sua terra non va, vorrebbe anche cambiare (senza gattopardismi… Ossia cambiare tutto perché nulla cambi), ma è ostacolato da un ancestrale immobilismo; è chi ha avuto il coraggio di lasciare, anche se a malincuore, la sua terra per cercare altrove lavoro e, pur ricordandola con nostalgia, è comunque grato a chi gli ha offerto nuove opportunità; è chi non addossa tutte le colpe del malessere del sud al nord “bieco e razzista”, ma cerca di capire cosa non funziona in questo paese. E’ chi ha ancora più coraggio, restando nel suo paese e dandosi da fare perché le cose piano piano migliorino, restituendo dignità ad un territorio semplicemente meraviglioso.

Terrone

invece è chi si crogiola nell’assistenzialismo, contentandosi di campare, senza cercare di progredire; chi cerca di “fregare” il prossimo, vuoi con i rimborsi delle assicurazioni con incidenti fasulli, o con false pensioni di invalidità o gli altri mille espedienti che nascono da una immaginazione che potrebbe essere indirizzata verso altre attività più lecite. E non parlo solo di chi si “arrangia” in quanto senza lavoro o prospettive: parlo anche di molti professionisti, quali medici, avvocati, farmacisti che inscenano truffe fantasiose per lucrare sui rimborsi ed altre provvidenze statali, oppure di quegli impiegati pubblici pagati per lavorare e che di certo non si sprecano per farlo. L’ultimo caso alla ribalta della cronaca è quello di una madre che ha raccolto fondi, tramite partite di calcio e serate di beneficienza, per curare la figlioletta che scoppiava di salute.

Complice anche un certo tipo di cinema, che ha proposto l’immagine di certi personaggi del sud, simpatici per carità, ma anche cialtroni, l’idea del meridionale che si “arrangia” è dilagata, fino ad assumere dimensioni extra-territoriali, quasi che con una risata si potesse cancellare tutto, senza però considerare il pessimo esempio che proponeano, in nquanto il colpevole” mai veniva punito, anzi spesso passava per l’eroe di turno.

Certo, casi simili esistono anche quassù, ma, come dico sempre, è questione di proporzioni: per un caso al Nord, quanti ce ne sono al Sud? Io sono figlia di un meridionale che, rimasto orfano a poco più di 16 anni, ha dovuto sobbarcarsi il peso di una madre casalinga, di una sorella minore e di una casa ancora da pagare, abbandonando gli studi e iniziando a lavorare. Terrone è chi, molti anni dopo, approfittando di una serie di coincidenze, di salute e di ingenuità, si è approfittato di mia zia, una povera donna anziana facendosi intestare, senza alcun merito e con false promesse di assistenza, i pochi beni dei quali era in possesso. Mio padre lo ricordo, oltre che con affetto, anche con orgoglio, perché non si è mai piegato a facili compromessi ed ha sempre agito con onestà e rettitudine. Ecco, vorrei che il Sud fosse popolato tutto da meridionali come lui.

 

7 Risposte

  1. Cara Loredana , davvero un bel post e mi
    ritrovo in quasi tutto ciò che hai descritto.
    Purtroppo la “sindrome” del terrone si sta sviluppando e ampliando anche al nord.
    Basta guardarsi in giro un attimo per accorgerci che la cialtroneria al nord non è
    più un caso isolato, ma molto di più.
    La differenza per me è nel senso
    civico che al sud manca, salvo in qualche caso.
    Nord e Sud ormai stanno quasi sullo stesso
    livello.

    Ti lascio una buona serata
    Con Amicizia
    Gina

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    9 marzo 2011 alle 19:29

  2. Carlo

    Un post molto interessante e che va in profondità. Credo che l’Italia, ormai da molti decenni, si sia “mescolata”, Sud con il Nord, il Centro, le Isole (e viceversa) e questo ha dato modo di creare una certa identità nazionale. Al punto che le antiche origini geografiche sfumano nelle valutazioni, oggi più di ieri, domani più di oggi.
    Spero di sentire il parere dell’amico Pasquale, calabrese, da una vita in Lombardia.

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    9 marzo 2011 alle 19:39

  3. Carlo

    Scrive orgogliosa Loredana: “… mio padre… non si è mai piegato a facili compromessi ed ha sempre agito con onestà e rettitudine. Ecco, vorrei che il Sud fosse popolato tutto da meridionali come lui”.
    E’ il commento di Pasquale che vorrebbe dire molte cose… ma “sarebbe un libro”.

    Io vorrei solo aggiungere: “Ecco, vorrei che tutta l’Italia fosse popolata da gente come lui”.
    E la (stra)grande maggioranza lo è.

    Carlo.

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    10 marzo 2011 alle 12:41

  4. Sono frutto di due diverse culture e mi riconosco in entrambe, ma vedo comunque pregi e difetti di ognuna delle due.

    Ha ragione Pasquale, ci sarebbe un libro da scrivere sul Sud…io ho bellissimi ricordi delle estati trascorse da nonna e zia, degli amichetti ed amichette che avevo laggiù da bambina, a ripensarci mi commuovo ancora…
    ma ci sono state anche esperienze spiacevoli, non dico che sarebbero capitate anche quassù, però sono molto più rare.

    Qui da noi invece c’è una ritrosia (a volte scambiata per freddezza), che giù invece manca, solo apparente, perché come Carlo ha ricordato tempo addietro, Milan..cont el coeur in man….

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    10 marzo 2011 alle 17:17

  5. Carlo

    Cara Loredana, esprimere sentimenti di umanità, condivisione, compartecipazione, calore umano, cordialità sincera… fino a rasentare autentica fraternità è la caratteristica tipica ed esclusiva dell’essere umano.
    Io ho vissuto questa esperienza, forse unica ed irripetibile, durante il servizio militare; ero uno dei pochissimi “polentoni” in mezzo ad una compagnìa in stragrande maggioranza di commilitoni meridionali (siciliani, campani, calabresi…). Ho pianto quando ci siamo congedati…
    Per dire che se si riesce ad andare oltre, a scalfire la superficie dell’apparenza, dei luoghi comuni, dei preconcetti, si (ri)trova l’amico sincero, fraterno. Ovunque: a Milano come a Napoli, Palermo… in Italia come all’estero.
    Sta poi alla nostra coerenza individuale di poter dimostrare coi fatti di essere reciprocamente credibili e continuare a stimarsi e a rispettarsi: ma questo sicuramente è un altro discorso.

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    10 marzo 2011 alle 18:28

  6. Cara loredana,
    bellissimo articolo ma credo che ormai il motto gattopardiano si possa estendere a tutta l’italia e non solo a noi siciliani. Un grande abbraccio lore!!

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    11 marzo 2011 alle 19:29

    • Non mi riferivo alla sola Sicilia Ignazio, ma a un certo Sud, ma non solo…e appunto come dici tu, a tutta l’Italia.
      Un caro abbraccio e buona serata

      Loredana

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      11 marzo 2011 alle 19:40

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