La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per marzo, 2011

Europa ed immigrati

Certo è che il comportamento di Sarkozy è semplicemente scandaloso.

Prima tira il sasso, attaccando per primo la Libia , poi ritira la mano, respingendo alla frontiera di Ventimiglia gli immigrati. Vabbè che la maggior parte sono tunisini, di libici che fuggono dalla guerra non ce n’è nemmeno l’ombra, adesso arrivano anche somali ed eritrei… Non mi vengano a dire che l’attacco della Francia a Gheddafi è stato per aiutare la popolazione…perché ci sono altri paesi che stanno come e peggio della Libia, quali Costa d’Avorio, Niger, Sudan, per ultima la Siria di Assad… di mezzo c’è sempre il dannatissimo petrolio, perché l’ENI aveva appena ottenuto delle concessioni a scapito della francese Total.

Inoltre ci si mette pure la Malmstrom, imponendoci di non effettuare i respingimenti dei clandestini, e di utilizzare, per l’accoglienza, i fondi europei… (vedremo quanti ne accoglierà la sua Svezia).

Certo, magari i soldi ce li daranno loro, ma il disagio lo abbiamo noi. Ed una volta finiti i fondi? Chi trova loro un lavoro, in questo periodo di crisi? Chi li mantiene? Non voglio nemmeno pensare alla criminalità che ne deriverà, quando questi disperati dovranno forzatamente ricorrere a mezzi illegali per il loro sostentamento.

 


oggi…

… Sarebbe il tuo compleanno… Ma sono otto anni che non ci sei più. Un fiore ed un bacio, ovunque tu sia.
Mi manchi, mamma.


Benzina

Come se non bastassero gli aumenti del carburante per svariati motivi, quali conflitti nei paesi petroliferi, contingentamenti della produzione voluti dall’OPEC, fluttuazioni del cambio del dollaro – e poi, cessate le cause raramente si verifica una diminuzione e, qualora avvenga, sarebbe sempre inferiore all’aumento effettuato – per finanziare il cinema adesso la benzina aumenterà di un “modestissimo” importo (ma di quanto?). Fosse per me triplicherei il prezzo dei biglietti dei film di bassa e mediocre qualità per finanziare il cinema d’autore che diventa sempre più raro…

Nel frattempo, sempre tramite le accise, continuiamo a finanziare la guerra , ma non la “missione umanitaria” di adesso, bensì quella Eritrea del 1935!!!

 


Figura…istituzionale

 

Ricordo quando durante la campagna elettorale in Lazio per l’elezione del nuovo governatore, Fini non intervenì accampando la scusa di essere una figura istituzionale e quindi super partes. Fu quindi lo stesso Berlusconi a scendere in campo per sostenere Renata Polverini (tra l’altro “creatura” di Fini, provenendo dalla CISNAL e dall’UGL) consentendole di vincere le elezioni ancora al primo turno contro Emma Bonino.

Ma allora che ci faceva sabato a Milano il nostro caro presidente della Camera, unitamente a Casini e Rutelli? Sosteneva il candidato sindaco della città, Manfredi Palmeri… Pur di avere visibilità, Fini ha accantonato la “figura istituzionale”, e fa solo una FIGURACCIA.


Italiani….

 

 

Come premessa, a scanso di equivoci, dico subito che sono italiana e contenta di esserlo.

Fiera un poco meno, per varie ragioni, almeno di questi tempi.

Non c’è dubbio che noi italiani abbiamo grandi doti: inventiva, senso artistico, pure in campo letterario e musicale ci siamo distinti, abbiamo capacità riconosciuteci universalmente.

Però..già, c’è un però.

Per mio conto viviamo un po’ troppo sugli allori passati. Ci crogioliamo nel ricordo di un trascorso storico che è stato grande fino alla caduta dell’impero romano, con le conquiste di Giulio Cesare, Augusto ed a seguire… ci ricordiamo degli scrittori, degli scultori degli architetti e dei pittori che hanno contribuito a costituire il nostro patrimonio artistico, rammentiamo le innumerevoli invenzioni di Leonardo, Meucci, Marconi e tanti altri…e poi?

Ci riteniamo uniti, però siamo il paese non delle Regioni, ma dei cento comuni, ognuno con una propria individualità, il proprio dialetto…guai a confondere l’uno con l’altro. Siamo il paese dei mille conflitti: guelfi e ghibellini una volta, fascisti e comunisti anni fa, berlusconiani ed antiberlusconiani adesso.

Il nostro patrimonio artistico è spesso negletto. Se confronto i nostri musei, ricchissimi di opere, ma a volte esposte in modo raffazzonato, con i musei esteri, dove le opere sono esposte con razionalità…mi viene una rabbia da non dire. Se vedo certi palazzi rinascimentali o barocchi, scrostati e cadenti o, ancora peggio, imbrattati da disegni e scritte spray, mi viene un’immensa tristezza….. E quello che mi indigna ancora di più è quando vedo che ad essere imbrattate sono le sedi universitarie….Non so adesso, ma anni fa i portici che portavano all’Università di Bologna facevano letteralmente schifo da tanto erano deturpati da graffiti e scritte oscene. C’è poca educazione nel nostro paese, c’è poco rispetto per quello che i nostri antenati hanno costruito, non lo sappiamo conservare al meglio, e tutto si sta lentamente distruggendo. La scuola non insegna più queste cose, le famiglie nemmeno, ed i ragazzi crescono con il mito dei bulli e dei più furbi, che riescono sempre a cavarsela.

Abbiamo dei panorami stupendi, e per anni li abbiamo rovinati con casermoni di cemento, per abbattere i quali debbono passare decenni, tra cause e controcause.

Lo stesso dicasi dei nostri cervelloni… Per farsi valere, al giorno d’oggi devono andare all’estero, dove vengono riconosciute le loro qualità, perché qui in Italia pochissimi trovano sbocchi lavorativi consoni alla loro preparazione. Formiamo i cervelli, che poi vanno all’estero a portare la conoscenza acquisita qui da noi.

Siamo gente refrattaria alle regole, anche perché ce ne impongono troppe, ma forse ce le impongono perché sperano che di cento, almeno una ventina vengano rispettate…

Abbiamo un’amministrazione obsoleta, farraginosa, a volte soggetta a corruzione , molto differente da quella anglosassone, molto più agile.

Siamo stati la culla del diritto, ma il diritto romano è stato acquisito dai paesi anglosassoni, mentre noi abbiamo ereditato il diritto bizantino…il che è tutto dire!

Insomma, sarebbe ora che ci dessimo una scossa, per modernizzarci, per entrare davvero nel novero delle nazioni più evolute, perché nonostante tutte le nostre arie di superiorità, non vogliamo renderci conto che in Europa siamo tra gli ultimi, o forse lo sappiamo però ci riteniamo comunque superiori, con molta presunzione. Invece sarebbe ora di mostrare un poco più di umiltà, riconoscendo le nostre manchevolezze, pur non dimenticando le nostre origini.


Due ragazzi.

 

 

Due ragazzi, pressocché coetanei, appena ventenne uno e ventitreenne l’altro, ma ai lati contrapposti della barricata.

Un sentore di morte… Uccidere o essere ucciso, ed allora uno di loro spara, intenzionalmente o no, proiettile diretto o deviato, non ha importanza. La minaccia è reale perché l’altro, viso coperto, ha in mano un estintore che può fracassargli la faccia, mentre un suo sodale sta per sfondare il finestrino del Defender con una trave. L’istinto di sopravvivenza ha il sopravvento…Pietà per il morto, ma ancora di più per chi ha sparato, e per questo gesto ha avuto la vita rovinata.

Si ricercano le responsabilità, dicendo che in quel dannato giorno, in piazza Alimonda dovevano essere prese eccezionali misure di sicurezza… Ma quelle c’erano, un sacco di blindati di Carabinieri e Polizia in tenuta da guerriglia. Nessuno va a fondo del problema, che la responsabilità principale va addebitata a chi scatena la violenza, non a chi cerca, con ogni mezzo, di contenerla. Ed è indubbio che Carlo Giuliani, viso coperto come si addice a chi non vuole essere riconosciuto perché consapevole di commettere dei reati, non aveva buone intenzioni…

Già nel 2003 il GIP di Genova archiviò l’accusa di “omicidio”, constatando che fu un chiaro “caso di legittima difesa, in presenza di una causa che esclude la punibilità”.

Adesso la Corte dei diritti umani di Strasburgo, cui si era rivolta la famiglia Giuliani, confidando nella difesa dell’avvocato Giuliano Pisapia, ha dato per la seconda volta (la prima fu nel 2009) ragione a Mario Placanica, il carabiniere che si è trovato in questa situazione, sentenziando che nessun “uso violento della forza” aveva causato la morte di Giuliani. Ero rimasta esterrefatta quando il precedente Governo aveva intitolato a Giuliani l’aula della Camera, quasi fosse un eroe… Un eroe agisce per il bene della popolazione, si sacrifica volontariamente per essa, agisce a viso aperto…Giuliani no, era un violento, magari anche solo temporaneamente, trascinato dall’evolversi della situazione, ma sapeva di agire contro la legalità. Quindi, pur deplorando la sua fine data la sua giovane età, è andato incontro al suo destino. Spero che i genitori si rendano conto di questo, ma loro continueranno a difendere questo figlio che in famiglia ha assorbito i primi semi dell’odio, un odio maturato in certi ambienti d’estrema sinistra, dove militano persone come Francesco Caruso, Luca Casarini e Vittorio Agnoletto (quest’ultimo con una fuorviante faccia da prete che contrasta con i suoi enunciati). Una giustizia che non deve essere a loro favorevole, come sembrano pretendere, ma equa, una giustizia che deve valutare non solo come si siano svolti gli avvenimenti, ma anche le cause e le reazioni concatenate ad esse. Ma questo, certi ambienti, non vogliono accettarlo…

 

 


Povero Cristo

 

I recenti fatti avvenuti in Giappone e nell’Africa che si affaccia sul mediterraneo, nella fattispecie la “missione umanitaria” (?) in Libano, hanno fatto passare in secondo piano due sentenze che riguardano la presenza del Crocifisso nelle aule dei Tribunali e in quelle scolastiche.

La Camera dei Diritti dell’uomo di Strasburgo ha infatti stabilito che l’esposizione del Crocifisso nelle aule scolastiche, contestata a suo tempo da una cittadina finlandese naturalizzata italiana per via del matrimonio, Soile Lautsi, non lede il principio della libertà religiosa anche se la questione dovrà nuovamente essere affrontata da un Collegio di 17 giudici che dovranno stabilite se il simbolo religioso è anche l’emblema di una cultura e di una tradizione ormai consolidata in Italia, ma anche in Europa.

A suo tempo la legislazione italiana aveva espresso il concetto che l’esposizione del Crocifisso rappresenta in modo sintetico i principi che ispirano l’ordine costituzionale e che rappresentano i fondamenti dell’ordine civile, principi che si applicano anche ai non credenti. Strasburgo, precedentemente aveva emanato una sentenza favorevole alla signora Lautsi, che è stata completamente ribaltata i questi giorni di marzo. La Corte ha infatti ritenuto che  “se è vero che il crocifisso è prima di tutto un simbolo religioso, non sussistono tuttavia nella fattispecie elementi attestanti l’eventuale influenza che l’esposizione di un simbolo di questa natura sulle mura delle aule scolastiche potrebbe avere sugli alunni”.

 

 

 

Invece per quanto concerne l’esposizione del Crocifisso nelle aule di giustizia è stata la Cassazione ad esprimersi favorevolmente, disponendo altresì la destituzione dall’incarico del giudice Crescentini che aveva chiesto la rimozione del simbolo non solo dall’aula che gli era stata messa a disposizione, ma anche da tutte le aule di Tribunale in Italia. La Corte ha infatti rimarcato che la presenza di Crocifisso non intacca l principio di laicità dello Stato, che nn viene minimamente messo in dubbio, ma anzi resta uno dei fondamenti del nostro ordinamento costituzionale.

Del resto, anche per i non credenti, la base culturale e filosofica, come espresso da Benedetto Croce nel suo saggio “Perché non possiamo non dirci cristiani”, è quella stabilita dalla dottrina cattolica e dall’osservanza dei suoi comandamenti.

http://www.sneap.altervista.org/Contributi/CULTO/B.CROCE.pdf


haiku della primavera

Ad occhi chiusi

mi abbevero di sole.

E’ primavera.

(loredana, 22 marzo 2011)



Tripoli bel suol d’amore….

Sempre un anniversario è, ma del centenario quello che ricorrera’ tra qualche mese dalla guerra di Libia.

Sarà un caso, ma ci ritroviamo a combattere contro il medesimo “nemico” di allora? Lo chiamo nemico, ma a fatica. Allora fu Giolitti a voler invadere quel territorio, in parte per il prestigio internazionale, in parte per impadronirsi delle risorse agricole e minerarie di quel territorio, anche se non si conosceva ancora l’esistenza degli immensi giacimenti petroliferi, e spinto anche dalle mire espansionistiche e colonialistiche dell’epoca, che portarono gran parte delle nazioni europee a costituire delle colonie in Africa.

Il Regno d’Italia era nato solo da 50 anni, e già nell’ottobre 1911 si partì per la conquista del territorio, allora sotto la sovranità ottomana (per quello si parla anche di guerra italo-turca). La guerra fu dichiarata senza l’approvazione del Parlamento, con la scusante di violenze perpetrate dai libici ai danni di cittadini italiani. Anche se formalmente la pace fu siglata l’anno seguente, ci furono guerriglie sanguinose che si protrassero per anni, 15 nella Tripolitania e ben 20 nella Cirenaica. Per domare le rivolte purtroppo gli Italiani si resero responsabili di atrocità anche nei confronti delle popolazioni civili, tra le quali anche l’uso di gas, sebbene l’uso dello stesso fosse stato espressamente proibito nel 1925. Solo nel 1931 si giunse alla pacificazione.

Per saperne di più

http://www.storiain.net/arret/num153/artic3.asp

Oggi siamo di nuovo alle prese con un conflitto. Dpbbiamo avere il coraggio di chiamarlo GUERRA, e non azione concordata con l’ONU per riportare la pace o altri giri di parole. Se si concedono basi militari, se si approntano aerei da combattimento e navi da guerra, se si concedono basi logistiche agli alleati…è guerra e non può essere chiamata in nessun altro modo.


La pioggerellina di marzo

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Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?

Passata è l’uggiosa invernata,
passata, passata!
Di fuor dalla nuvola nera,
di fuor dalla nuvola bigia
che in cielo si pigia,
domani uscira’ Primavera
guernita di gemme e di gale,
di lucido sole,
di fresche viole,
di primule rosse, di battiti d’ale,
di nidi,
di gridi,
di rondini ed anche
di stelle di mandorlo, bianche…

Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?

Ciò canta, ciò dice:
e il cuor che l’ascolta è felice.
Che dice la pioggerellina
di marzo, che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi

dell’orto.

Angiolo Silvio Novaro




Ci risiamo….

Ancora problemi con quel dannatissimo Vista…meno male che c’è sempre il vecchio scassone che non mi tradisce…Sarà anche un vecchio pc di 5 anni, ma almeno non mi tradisce mai….


19 marzo


Da bambina per varie ragioni aspettavo con ansia il 19 di marzo. Prima perché essendo san Giuseppe era festa quindi le scuole rimanevano chiuse, e questo andava bene anche ad una “quasi” secchiona come me. Poi c’era sempre qualche Giuseppe con il quale festeggiare l’onomastico. Ma la ragione principale era che, dopo la pausa invernale, riaprivano finalmente le gelaterie. In quegli anni c’erano ben pochi gusti: vaniglia, cioccolato, fragola e limone (con i relativi nocciolini)… Qualcuno si arrischiava con la nocciola, ma erano pochi.

Noi bambini, agghindati a festa (si usava ancora in quegli anni, almeno da noi in provincia), andavamo all’assalto cn le monetine strette nella mano e le immancabili raccomandazioni delle mamme : “Cerca di non sporcarti”.

Oggi le gelaterie hanno in tutto il corso dell’anno (per fortuna, dico io) un assortimento semplicemente mostruoso. Si resta là, perplessi, passando in rassegna almeno una trentina di gusti, valutando anche gli abbinamenti, mentre il banconiere aspetta, impaziente, con la paletta in mano che ciascuno faccia la sua scelta.

Il mio pensiero però ritorna al carrettino montato sul triciclo, con gli alti coperchi metallici messi a protezione delle vaschette che custodivano le fredde delizie,  il contenitore dei coni e la vaschettina delle palettine di legno mentre al grido “Gelatiiiiiiiiiiiiii” i bambini accorrevano a frotte….



Ma che figuraccia….

Ci riempiono di retorica sulla ricorrenza del 17 marzo, poi non sanno un emerito cavolo su quello che viene festeggiato. Cose che anche u8no scolaretto di quarta elementare conosce…

V E R G O G N A T E V I


Pensieri….

Sarà un intervento un po’ sconclusionato, generato dalle riflessioni indotte da due recenti post, uno di Giancarlo (Dna) sull’amore di Dio, l’altro di Nazzareno sul senso della vita. Tutto un turbinio di pensieri che girano vorticosamente nella mente. Pur battezzata e cresimata, non sono religiosa, però mi interrogo spesso su tanti misteri. La creazione ad esempio. La Bibbia ce la racconta in maniera (credo) metaforica. Ogni giorno rappresenta un’era… forse. Le teorie dell’evoluzionismo e così pure della fisica hanno chiarito molti interrogativi. Però mi domando sempre…big bang e quant’altro…il primo nucleo, che a detta degli scienziati, ha dato origine a tutto, espandendosi…da dove cavolo viene fuori? E l’interrogativo resta irrisolto.

Poi Dio… Ho una coppia di amici fervidi cattolici, una delle mie migliori amiche è ebrea, frequentiamo due fratelli islamici. Tutti concordi nel dire che Dio è buono. A me basterebbe che fosse GIUSTO. Quando leggo di crimini efferati, di madri e padri che sopprimono, spesso bestialmente, i propri figli, ne dubito. Mi si obietterà che il Signore ci vuole mettere alla prova, ma perfino Dio, all’ultimo momento, fermò la mano di Abramo…

Altra obiezione sarebbe quella che siamo dotati di libero arbitrio, quindi liberi di compiere o meno il male. Certo, è valido per i colpevoli, ma le vittime hanno scelto loro di finire in questo modo? Ed i miracoli? Con quale criterio vengono “sorteggiati” quelli che debbono beneficiarne? Perché, magari, viene guarito un vecchio peccatore, mentre un bambino innocente dovrà portare i segni dell’infermità per tutta la sua vita o per quel che gli rimane di essa? E’ un atteggiamento GIUSTO questo? E quando leggo di bimbi Rom bruciati nelle loro baracche… Sono loro che devono scontare, in una sorta di contrappasso, i delitti perpetrati dagli adulti? Ognuno di noi, quotidianamente, commette le proprie ingiustizie, piccole o grandi che siano, i propri peccati, ma credo che ciascuno debba rispondere solamente alla propria coscienza: è questo il nostro Dio, che abbiamo dentro di noi, che ci indica cosa sia bene e cosa no.

Mah… Sono queste le riflessioni che, poco a poco, mi hanno allontanato dalla Fede. Ho il massimo rispetto per chi crede, a volte anche un po’ di invidia perché grazie ad essa queste persone sopportano prove che io non riesco a superare, hanno fiducia in un mondo ultraterreno che io non so nemmeno immaginare, ma proprio non riesco a farmi una ragione di tutto ciò…


color di rosa

Mi diranno che vado controcorrente, ma io sono contraria alle quote rosa, in ogni campo. E poi mi sapete spiegare da dov’è uscita la percentuale del 30%? Se proprio ci deve essere un’uguaglianza, che sia fifty-fifty, altrimenti, come nel mondo islamico, la donna ha meno valenza dell’uomo, addirittura meno della metà. E bisognerebbe stabilire inoltre altre quote…tante per i biondi e tante per i mori, per chi ha occhi azzurri e per chi li ha neri, per chi è cattolico e per chi professa altre religioni, per chi è alto e per chi è basso e così via. Si verrebbero a creare tanti piccoli ghetti.

Sono del parere che le donne, se vogliono affermarsi, possono farlo benissimo da sole. Il fatto è appunto: lo VOGLIONO?

Noi donne solitamente siamo meno ambiziose, più legate ai valori familiari, meno competitive perfino, ma per scelta. Se però una vuole emergere, ce la fa. Il problema invece è un altro. Mettere in condizioni di competere chi veramente vuole affermarsi nel mondo del lavoro, dotando le famiglie di servizi, come asili nido e scuole dell’infanzia (possibilmente aziendali), scuole dell’obbligo a tempo pieno, orari flessibili, permessi retribuiti e no per seguire non solo i figli ma anche i parenti anziani, le cui cure di solito ricadono solamente sul genere femminile.

Una volta si poteva contare sull’assistenza da parte dei nonni, ora, alzatasi sia l’età pensionabile che quella in cui si decide di metter su famiglia e di avere dei figli, neppure su quell’aiuto.

Date dei servizi efficienti ed allora vedrete che le donne che davvero vogliono “farcela” non avranno bisogno di quote rosa…


Sorrisi e no

Dovessero chiedermi perché Berlusconi non mi piace molto, risponderei che non ho molta fiducia o simpatia per chi sorride sempre e comunque, con una dentatura a 360 gradi.

Di contro, però, c’è una sinistra a dir poco “luttuosa”, basta guardare l’aria lugubre di Fassino,

quella acida di Franceschini,

l’arroganza di D’Alema con la sua aria di sufficienza verso gli altri comuni mortali,

l’aria perennemente inca…volata di Bersani

o quella professorale della Finocchiaro,

la sguaiatezza astiosa di Di Pietro.

L’unica che a volte sorride, ma forse in preda a qualche estasi mistica, è la Rosetta Bindi,

che spesso lo fa a sproposito. Dimenticavo, sorrideva pure Prodi,

che non ne aveva nessunissima ragione, essendo stato trombato per ben due volte, e che De Benedetti vorrebbe far trombare per la terza volta… Tutti rappresentanti di una sinistra (?) elitaria, salottiera, solo chiacchiere e niente proposte concrete, lontanissima dai problemi della gente (vedi le critiche mosse al premier sulla scuola pubblica, quando tutti o quasi tutti i figli e nipoti di questi politici frequentano istituti privati), nessuno che si rechi più nelle fabbriche (per carità….gli operai…) che diventano sempre più, almeno al nord, roccaforti leghiste. Quei pochi che ancora frequentano il mondo del lavoro sono ancorati a schemi stalinisti, non più reali, un mondo in cui le fabbriche non sono più quelle anticamere dell’inferno come anni fa, ma luoghi dove bisogna “rendere” per emergere in questa economia globalizzata, pena la sparizione dai mercati e la perdita di innumerevoli posti di lavoro.

 


Meridionali e terroni

E’ un post lasciato a lungo a covare in deposito tra le bozze. Non mi decidevo mai a pubblicarlo, timorosa di offendere la suscettibilità di qualcuno. Ma alcuni post di blogs che seguo, in aggiunta ad alcuni commenti mi hanno fatto finalmente decidere.

Non ho mai nascosto di essere per metà meridionale, quella metà che probabilmente mi dà fantasia e passione in tutto ciò che faccio, contrapponendosi alla razionalità dell’altra mia metà. Meridionale…non terrona.


Ci sono i meridionali e ci sono i “terroni”, la distinzione è d’obbligo.

Meridionale

è chi si accorge che qualcosa nella sua terra non va, vorrebbe anche cambiare (senza gattopardismi… Ossia cambiare tutto perché nulla cambi), ma è ostacolato da un ancestrale immobilismo; è chi ha avuto il coraggio di lasciare, anche se a malincuore, la sua terra per cercare altrove lavoro e, pur ricordandola con nostalgia, è comunque grato a chi gli ha offerto nuove opportunità; è chi non addossa tutte le colpe del malessere del sud al nord “bieco e razzista”, ma cerca di capire cosa non funziona in questo paese. E’ chi ha ancora più coraggio, restando nel suo paese e dandosi da fare perché le cose piano piano migliorino, restituendo dignità ad un territorio semplicemente meraviglioso.

Terrone

invece è chi si crogiola nell’assistenzialismo, contentandosi di campare, senza cercare di progredire; chi cerca di “fregare” il prossimo, vuoi con i rimborsi delle assicurazioni con incidenti fasulli, o con false pensioni di invalidità o gli altri mille espedienti che nascono da una immaginazione che potrebbe essere indirizzata verso altre attività più lecite. E non parlo solo di chi si “arrangia” in quanto senza lavoro o prospettive: parlo anche di molti professionisti, quali medici, avvocati, farmacisti che inscenano truffe fantasiose per lucrare sui rimborsi ed altre provvidenze statali, oppure di quegli impiegati pubblici pagati per lavorare e che di certo non si sprecano per farlo. L’ultimo caso alla ribalta della cronaca è quello di una madre che ha raccolto fondi, tramite partite di calcio e serate di beneficienza, per curare la figlioletta che scoppiava di salute.

Complice anche un certo tipo di cinema, che ha proposto l’immagine di certi personaggi del sud, simpatici per carità, ma anche cialtroni, l’idea del meridionale che si “arrangia” è dilagata, fino ad assumere dimensioni extra-territoriali, quasi che con una risata si potesse cancellare tutto, senza però considerare il pessimo esempio che proponeano, in nquanto il colpevole” mai veniva punito, anzi spesso passava per l’eroe di turno.

Certo, casi simili esistono anche quassù, ma, come dico sempre, è questione di proporzioni: per un caso al Nord, quanti ce ne sono al Sud? Io sono figlia di un meridionale che, rimasto orfano a poco più di 16 anni, ha dovuto sobbarcarsi il peso di una madre casalinga, di una sorella minore e di una casa ancora da pagare, abbandonando gli studi e iniziando a lavorare. Terrone è chi, molti anni dopo, approfittando di una serie di coincidenze, di salute e di ingenuità, si è approfittato di mia zia, una povera donna anziana facendosi intestare, senza alcun merito e con false promesse di assistenza, i pochi beni dei quali era in possesso. Mio padre lo ricordo, oltre che con affetto, anche con orgoglio, perché non si è mai piegato a facili compromessi ed ha sempre agito con onestà e rettitudine. Ecco, vorrei che il Sud fosse popolato tutto da meridionali come lui.

 


Ultimo giorno a Milano

Ci mancava l’ultima avventura… Siamo rimasti bloccati in ascensore, uno di quei cubicoli piccoli tutti di metallo, dove non c’è nemmeno lo spazio per muoversi. L’unico nostro pensiero era la piccola, ma le abbiamo fatto credere che fosse una specie di gioco a nascondino. Fortunatamente nessuno soffre di claustrofobia, e tutto si è risolto in una mezz’oretta.
Domani purtroppo si ritorna…


Il mito della caverna

Ma, come racconta invece Platone, lo schiavo ritornò nella caverna per avvisare quanta bellezza esistesse al di fuori di essa. I compagni però non gli credettero ed accecati dal furore lo uccisero.

E’ vero, la scelta è nostra, ma a volte molto difficile.


secondo giorno a Milano

Eseguite alcune incombenze per espletare le quali siamo venuti appositamente a Milano, oggi altro giro per la città. Solo che alla fine noi quattro adulti eravamo stravolti, mentre la piccola era fresca come una rosa… Ma ai bambini le batterie non si esauriscono mai?…


Viva la siesta

La siesta pomeridiana fa bene al cuore

Tre quarti d’ora di siesta al giorno fanno bene al cuore aiutando a tenere bassa la pressione sanguigna.

Lo hanno scoperto i ricercatori dell’Allegheny College in Pennsylvania con uno studio pubblicato dal Journal of Behavioural Medicine. I ricercatori hanno diviso 85 studenti in buona salute in due gruppi, ad uno dei quali era consentita una siesta pomeridiana fino a un’ora, mentre l’altro non dormiva al pomeriggio.

Dopo il pisolino agli studenti di entrambi i gruppi è stato chiesto di effettuare un test mentale che aumenta la pressione sanguigna: l’aumento è risultato minore negli elementi che avevano dormito.

I nostri risultati suggeriscono che il pisolino pomeridianopuò dare benefici accelerando il recupero cardiovascolare dopo una situazione di stress – scrivono gli autori – saranno necessarie ulteriori ricerche per capire il meccanismo di questo fenomeno, ma comunque quella di dormire al pomeriggio sembra essere una pratica protettiva soprattutto per gli individui con rischio cardiaco o con una cattivaqualità del sonno


primo giorno a Milano

E rieccomi ancora qui. C’è anche la nipotina, che ha fatto tutto il viaggio con il suo costumino da farfalla. Qui a Milano c’è caldo, sembra primavera inoltrata. Dopo pranzo siamo passati dal parco Sempione, dove c’erano le giostre ed altre attrazioni. Non è più tempo di cavalli e “calci in culo”, quei seggiolini volanti che ora sembrano antidiluviani. Ora ci sono cose strane che dondolano e roteano contemporaneamente ad altezze stratosferiche e danno il voltastomaco solo a guardarle…figuriamoci a salirci sopra! Ma sia al parco che ai giardini ho visto ben poche mascherine… Un po’ di movimento in via Dante e piazza Duomo, ma sinceramente credevo che il Carnevale si sentisse di più, probabilmente qui lo festeggeranno maggiormente sabato prossimo, col Carnevale Ambrosiano.


Valigetta pronta

Qualche giorno a Milano (non le solite 2 o 3 settimane), giusto per fare un po’ di pieno di smog


Una Rosa appassita


Fa perfino pena Rosa Russo Iervolino, che si affida ad un cavillo per tenersi stretta la poltroncina di sindaco per qualche tempo ancora. L’inerzia con la quale ha governato (?) Napoli dovrebbe cessare a maggio, dal lontano 2001, succedendo a O’Re, Antonio Bassolino, dieci lunghi anni durante i quali la città è stata più volte sull’orlo del collasso. Le emergenze rifiuti (emergenze croniche…), la bocciatura dell’America Cup, un’alluvione… Lei che faceva? Mica si rimboccava le maniche, ma pregava san Gennaro perché la tirasse fuori dai guai o lo incolpava di non fare il suo dovere verso la città. A dire il vero, dopo la prima emergenza rifiuti ringraziò Berlusconi per aver risolto la questione, (cosa che non aveva fatto il suo “amico” Prodi che si era limitato ad inviarle una trentina di forestali), per poi sottoscrivere la petizione del PD contro il premier. Quando si dice la coerenza!

Nella sua giunta si sono avute 12 sostituzioni, la sua impopolarità ha raggiunto il culmine

La decenza vorrebbe che si dimettesse, ma lei, capatosta, tiene duro, nonostante i 31 membri di giunta che hanno firmato una mozione di sfiducia…. Napoli, tieni duro. Poco più di due mesi e Rosetta finalmente se ne va, sperando però che il sostituto faccia finalmente qualcosa e non si aspetti pure lui l’aiuto del santo Patrono!