La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Yara

Nel nostro cuore speravamo che questa vicenda si concludesse diversamente, anche se la ragione esprimeva il contrario. Chi poteva volere la morte di una tredicenne dal viso pulito e non bistrato da simildonna, che frequentava la palestra e non le discoteche, la classica ragazzina di buona famiglia, non una “che se l’era cercata”. Se dovessero trovare i responsabili, li facciano marcire a vita in galera, senza sconti di pena, dato che purtroppo non esiste la pena capitale (e non parlatemi di associazioni tipo “Nessuno tocchi Caino)….

6 Risposte

  1. Dna Sconosciuto

    Loredana, non voglio sembrar cinico, davvero, ma è stato meglio che l’abbiano trovata, perché NESSUNO, nemmeno i genitori, pensava che Yara fosse ancora viva. Almeno così, qualche indagine potrà essere fatta ed i genitori avranno un luogo ed un corpo sul quale piangere.
    E, anche prescindendo da “Nessuno tocchi Caino”, la tua è solo una reazione del momento, lo so benissimo, come so che sei cosciente che la pena di morte è un male perché nessuno ha il diritto di macchiarsi dello stesso crimine di quel/i mostro/i. Il problema italiano è che qui manca la certezza della pena. Nessun rigurgito filo-comunista, ma qua più sei indagato e condannato, più vieni osannato e ti avvicini alla presidenza del consiglio, ed è un triste dato di fatto. Se ci fosse la certezza della pena, con le sue CONSEGUENZE, non solo diminuirebbero gli omicidi, ma anche altri crimini come quelli di violenza, di rapina e cose così. È risaputo che la pena di morte non fa diminuire i crimini più efferati: basta guardare al Giappone ed a quei Stati degli USA che ancora la comminano.

    Giancarlo

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    27 febbraio 2011 alle 14:47

    • Vero, Giancarlo…è lo sfogo istintivo sotto l’emozione del momento. Ciò non toglie che io abbia poca fiducia in questa giustizia, che premia sempre i delinquenti lasciandoli uscire prima del previsto. Tutti difendono loro, dimenticandosi delle vittime. Lo so che il carcere deve tendere alla rieducazione, ma che scontino INTERAMENTE la loro pena.

      Loredana

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      27 febbraio 2011 alle 17:00

  2. Oggi unico pensiero per molte parole, non cambieremo i fatti , ma daremo la ns solidarietà, complimenti per il blog.
    Ciao

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    27 febbraio 2011 alle 18:59

    • Grazie… in effetti non servono le parole, solo un pensiero per quella povera ragazzina…
      Un caro saluto

      Loredana

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      27 febbraio 2011 alle 19:00

  3. Questo una volta era uno “Stato di Diritto”, per tutti: ora è uno Stato che “sembra” tutelare solo i criminali, come hai giustamente fatto notare tu. Prova a reagire contro un ladro che ti si è introdotto in casa: o ti ammazza e allora ti va bene, o ti rovinano la vita per eccesso di difesa e altre amenità varie. E se ti ammazzano che succede al rapinatore: semi infermità, attenuanti, preterintenzionalità, patteggiamento… sette anni, meno indulto, buona condotta, meno sconti da ipermercato della pena, meno l’animaccia loro, più decorrenza di qualche termine ed è subito fuori, pronto per una nuova performance!
    Ha ragione chi dice che la pena di morte non risolve: è troppo poco! E qui non c’entrano niente le ideologie politiche, c’entra la coscienza di ognuno di noi. La mia di padre si ribella incondizionatamente di fronte ad un atto che definire non mi riesce. Un atto pensato a lungo, secondo me, premeditato, commesso e non andato come “Caino” (o “i caini”) si aspettava. Quindi il “poverino” (o i “poverini”) che cosa fa? Che domande! Ammazza a coltellate e abbandona un corpo di una bimba di tredici anni ad essere insultato ancora dal tempo e dalle bestie, comunque migliori di lui (o di loro). E certo che dobbiamo essere comprensivi! Tanto Yara è morta, adesso pensiamo a trovare l’assassino (o gli assassini) e cercare di recuperarlo (recuperarli), non vorremmo che ce ne mancassero. La mia non è una reazione del momento: non mi si toglie dalla testa la scena che vedo ogni volta che penso a Yara. E chi sostiene che siamo un paese civile e che i diritti umani debbano essere garantiti anche ai delinquenti, assassini, stupratori, violentatori, immagini, si metta al posto di quella bambina, guardando la violenza attraverso i suoi occhi, gli occhi di chi nel terrore di quello che stava succedendo, ha visto e sentito consumarsi sulla propria pelle, inconsapevole, tanta bestialità ed efferatezza da parte di un maiale schifoso (o di maiali schifosi).
    E immagini di essere al posto di quei genitori, se ci riesce. Io non ci sono riuscito: mi ha fatto troppo male. MA non tanto quanto ne farei con le mie mani il giorno che conoscessi l’identità di “Caino”. Scusa, Loredana, la mia rabbia, contenuta solo perché sono in casa tua! Un caro saluto! Giancarlo (Giaros).

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    1 marzo 2011 alle 09:10

  4. Non aver paura di esprimere le tue opinioni, Giancarlo, anche se sei a casa mia. E qui siamo pienamente in accordo. Questa (in)giustizia che premia sempre i malviventi con le scusanti più assurde.. dimenticandosi delle vere vittime, che non hanno più voce in capitolo. E ricordi quando l’abuso di alcool e droghe era addirittura considerata un’attenuante perché non si era in grado di intendere e volere? Assurdo… Qui davvero ci vuole la certezza della pena, la gente normale ed onesta è stanca di soprusi, molti in caso di aggressione hanno perfino paura di difendersi perché sarebbero puniti, come è già successo, per eccesso di legittima difesa…a questo siamo arrivati, purtroppo.

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    1 marzo 2011 alle 17:43

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