La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 3 febbraio 2011

Mitico Corrierino

Una recente risposta di Giancarlo (Giaros), mi ha fatto ripensare al Corriere dei Piccoli, anzi il Corrierino come veniva comunemente chiamato. Ricordo la domenica mattina, quando uscivo con mio padre, mentre la mamma restava a casa per preparare il pranzo della domenica, molto più elaborato di quello dei giorni feriali. Si passava al bar dove, come aperitivo, il babbo prendeva un Cynar mentre io bevevo invece la classica aranciata San Pellegrino. Poi ci recavamo all’edicola della signora Amabile ( di nome ma non di fatto, perché era piuttosto scorbutica), per acquistare i giornali. Il quotidiano locale, la Settimana Enigmistica, un settimanale femminile per la mamma (Gioia), un periodico politico per il babbo ed infine il Corriere dei piccoli. Ho iniziato a leggere, con lui, dato che Renatino, il ragazzino che abitava sul nostro stesso pianerottolo e che mia madre sorvegliava durante il lavoro dei suoi genitori, ne aveva annate intere rilegate, annate addirittura precedenti alla mia nascita.

Sono quindi cresciuta con il signor Bonaventura, quando ancora era gratificato da un milione, e non da un miliardo, assieme al bel Cecè, il cattivi Barbariccia e Pizzirì

con il sor Pampurio,

dalla pettinatura alquanto stramba, capitan Cocoricò, la Tordella l’Ispettore e i 2 nipotini Bibì e Bibò,

Cirillino,

Arcibaldo e Petronilla,

Marmittone,

Fortunello con il suo barattolo in testa,

la Sinforosa,

e chi si ricorda di Bilbolbul

o di Scooterino, Lupetto e la nave Nina?


Pier Lambicchi e l’arcivernice?

Oltre ai quadretti di Sergio Tofano, il papà di Bonaventura, c’erano anche i bellissimi disegni di Antonio Rubino, che è ancora oggi considerato tra i migliori illustratori italiani.

Tipici del Corrierino erano le didascalie in ottonari, rime baciate o alternate. nessun  fumetto, quindi, in quanto ritenuti diseducativi…mah…. Del resto i fumetti mi erano severamente proibiti allora, tranne Topolino. Solo più tardi, di nascosto, riuscivo a leggere il Monello e l’Intrepido (che a scuola sequestravano addirittura). Ma già più grandicella, mi appassionavano le storie di Mino Milani, e quando c’erano i racconti di Tommy River.


Allora il babbo ed io facevamo a gara a rubarci il giornale….  L’eroico capitano sudista dal carattere forte ed integro, vero esempio per tutti i bambini della nostra età… poi è arrivato il tempo della Pimpa, dei Puffi, di Jacovitti, della Stefy e di Violante…ma ormai non era più il Corrierino di un tempo.