La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 24 gennaio 2011

Le vite degli altri

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Gli ultimi fatti mi hanno riportato alla mente “Le vite degli altri”,un bellissimo film del 2006, che parlava di come la Stasi sottoponesse a durissima sorveglianza i cittadini della DDR usando queste registrazioni per fini personali oltreché politici.

Al di là delle personali opinioni di ciascuno su Berlusconi, trovo semplicemente aberrante che per più di un anno cittadini e cittadine qualsiasi, per il solo fatto di aver frequentato Arcore, siano stati messi sotto sorveglianza. Aberrante altresì il fatto che queste intercettazioni siano state rese pubbliche, scatenando un movimento mediatico non da poco, che ha già condannato il premier ancora prima che questi venga processato. E le intercettazioni da dove sono uscite, se non dalla Procura? Per quale motivo, dopo un anno che le registrazioni erano state acquisite, sono state rese pubbliche (la privacy dove va a finire?) solo in questo momento?

Nessuno si pone questo interrogativo?

Meditate, gente, meditate….

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Motivo per cui…

Motivo per cui non seguo più Anno Zero.

Sono agnostica, ma ho il massimo rispetto per i sacerdoti, e sono la maggior parte, che esplicano la propria missione in tante zone disagiate. La volgarità di certe vignette non merita commento.

Il quotidiano cattolico «Avvenire» ha pubblicato ieri come editoriale, in prima pagina, la testimonianza di un prete anti-camorra, don Maurizio Patriciello, uno dei protagonisti nella lotta alla criminalità organizzata citato anche da Roberto Saviano nel suo fortunato libro Gomorra. Don Maurizio, parroco di San Paolo Apostolo a Caivano, nella diocesi di Aversa, ha messo in pagina tutto il suo dolore, prima che la sua indignazione, per quanto accaduto giovedì scorso durante la puntata di «Annozero», il programma di Michele Santoro, dedicata interamente al caso Ruby. Al termine della trasmissione, Vauro ha infatti mostrato alle telecamere una vignetta raffigurante Benedetto XVI che parla di Berlusconi e dice: «Se a lui piacciono tanto le minorenni, può sempre farsi prete». Un greve riferimento agli scandali della pedofilia. Don Patriciello ha scritto: «Sono un prete, non sono un pedofilo», osservando come «per bastonare Berlusconi», si faccia «ricorso alla calunnia», mentre Santoro e tutti gli altri «ridono». «Ridono di un dramma atroce e di innocenti violentati. Ridono di me e dei miei confratelli sparsi per il mondo impegnati a portare la croce con chi da solo non ce la fa. Ridono sapendo che tanta gente davanti alla televisione in quel momento si sente offesa in ciò che ha di più caro e soffre. Soffre per il Santo Padre offeso e perché la menzogna, che non vuol morire, ancora riesce a trionfare». «Vado a letto deluso e amareggiato – scrive il sacerdote – sempre più convinto che con la calunnia e la menzogna – decrepite come la befana o come le invenzioni di qualche battutista e di qualche sussiegoso giornalista-presentatore televisivo – non si potrà mai costruire niente di nuovo e stabile». Don Patriciello spera che sempre più persone dicano che «non si può continuare a infangare impunemente quegli onesti cittadini dell’Italia e del mondo che sono i preti».


rabbia e tristezza

Accendi la televisione…

Pubblicità…

Vedi una marea di visetti paffuti, con gli occhioni sgranati, i dentini come perle. Bimbi che trotterellano e ciangottano allegramente.

Poi il telegiornale

ed arriva la solita terrificante notizia di una bambina massacrata di botte a soli 10 mesi, mentre papà, mamma e convivente di quest’ultima si palleggiano colpe e responsabilità.

Spero che la piccina se la cavi, e che non diventi un altro nome in calce alla lista, come Matilda, Gabriel, Alessandro, piccole vittime ancora in attesa di giustizia. E resto qui, a covare la mia rabbia, con il mio senso di impotenza davanti a simili, atroci episodi.

La piccola Matilda

Il piccolo Alessandro