La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Educazione

Un recentissimo post di Giancarlo che, partendo dalla monnezza, si poneva il problema dell’educazione civica, mi ha riportato alla mente due episodi.

Il primo: Copenhagen, autunno 1994.

Visitavamo Rosennborg, con i nostri 2 figli, ragazzini allora, e c’erano con noi anche delle scolaresche danesi, alcune di bambini davvero piccoli. Premetto che in Danimarca viene dato loro molto spazio, tantoché per poter vedere meglio la corona reale, esposta al centro di una stanza in una teca di vetro, era stata allestita una scaletta per i più piccini.

Tra i tanti tesori esposti c’erano anche cristalli e porcellane, senza alcuna protezione. Gli insegnanti spiegavano ed i bimbi, composti ed in silenzio, guardavano senza toccare nulla, limitandosi ad indicare qualcosa se volevano ottenere delle spiegazioni. Finita la visita, nel cortile del castello, si sono messi a giocare come tutti i bimbi del mondo, ed hanno consumato la merendina. E tutti, ma proprio tutti, sono andati a gettare le carte e gli avanzi nei cestini appositi. Parlo di bambini di 5 o 6 anni… Questa è educazione.

Secondo episodio:

Alpenzoo di Innsbruck, forse tre anni fa, dove abbiamo portato la nipotina. Gabbie di uccelli con cartelli che riportavano istruzioni in varie lingue, tra le quali naturalmente l’italiano, che invitavano a non disturbare i volatili, essendo il periodo della cova. Scolaresca romana in gita, sguaiata e maleducata, con quattro insegnanti che si facevano gli affaracci loro mentre i ragazzi battevano sui vetri delle voliere costringendo i custodi ad intervenire… Identico comportamento presso la vasca dei castori, dove i più “intraprendenti”, nonostante il divieto, immergevano le mani o, peggio, tiravano pigne.


Nonostante fossero stati redarguiti, pur cessando le molestie agli animali, hanno continuato a ridacchiare e a fare chiasso… Io,essendo italiana come loro, mi sarei sprofondata…

4 Risposte

  1. Dna Sconosciuto

    Eppoi, ci si meraviglia quando si sente di persone che si vergognano di essere italiani… cose dell’altro mondo.

    Giancarlo

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    23 gennaio 2011 alle 16:54

    • Non me ne vergogno, Giancarlo, ma è che all’estero fanno di tutta l’erba un fascio. La prima volta che sono entrata in Ungheria, alla frontiera (c’era ancora l’obbligo di passaporto), la prima cosa che ci hanno detto, sogghignando, è stata “mafia”…e non puoi nemmeno ribattere….

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      23 gennaio 2011 alle 17:00

  2. Carlo

    In certe nazioni la vendita di quotidiani avviene a cielo aperto, senza “custodi” o guardiani: prendi i tuoi giornali e paghi mettendo i soldi in una apposita urna aperta, dalla quale puoi prendere, se dovuto, l’eventuale resto del costo.
    Quanti piccoli, grandi esempi di autentico e naturale senso civico! C’è da sperare che frequentando ambienti e paesi dalla tradizione culturale di concreto senso civico la gente possa affinarsi e, in questo caso sì, omologarsi, ai primi della classe!
    Tempo al tempo o è pura illusione?

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    23 gennaio 2011 alle 16:55

    • Anche qui da noi, in Alto Adige, Carlo, ma chissà perché lo fanno solo con i quotidiani tedeschi :-)….
      Io comunque ho fiducia nelle nuove generazioni

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      23 gennaio 2011 alle 17:02

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