La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per gennaio, 2011

Ancora sui monumenti

Quando mancasse il consenso, c’è la forza”…lo disse a suo tempo Mussolini, adesso però sembra che sia diventato il motto dei suoi più accaniti oppositori, ossia gli intransigenti politici altoatesini, decisi a fare tutto da soli con o senza il consenso della parte di popolazione italiana che disapprova il provvedimento relativo ai monumenti. Ho già scritto quello che vogliono fare ad alcuni monumenti, nonostante il dissenso di una certa parte della popolazione di lingua tedesca e (udite udite) anche dei politici di Rifondazione comunista e dei Verdi. Sono tutti d’accordo nel dotare questi monumenti di targhe esplicative del periodo storico in cui futono eretti, in varie lingue, italiano e tedesco ovviamente, ma anche ladino, inglese e francese, in poche parole un vero “tomo” di marmo. Però loro, gli intransigenti, dicono di no, vanno non dico distrutti, ma snaturati, togliendo loro tutto quello che ricorda l’epoca del ventennio. Nel frattempo i lavori di restauro dell’arco della Vittoria sono stati sospesi, come temevo. Vedremo cosa succederà al famigerato bassorilievo raffigurante il duce a cavallo. Io avrei proposto di lasciarlo, magari sostituendo al viso di Mussolini la facciona sorridente del nostro Obmann, Herr Luis Durnwaldner, che ha più o meno la stessa fisionomia…ironia della sorte! Lo spostamento del bassorilievo in “idonea sede museale” si tradurrà praticamente in un abbandono totale come è accaduto alle aquile del Ponte Druso. Se poi penso al bellissimo cinema-teatro Corso, son una scalinata fantastica e l’atrio adronato da una statua, i palchi e la platea con un’acustica perfetta, mi viene lo sconforto. Lo stessi dicasi del Cinema Druso, che faceva parte di un grande complesso comprendente anche lo stadio ed il Lido, abbattuto per fare posto ad un palazzone tutto di vetro che sarà anche bello, ma stona completamente con gli edifici adiacenti.


Lady of Shalott ed il web

La leggenda di Lady of Shalott ha origini medioevali, essendo menzionata già nel ciclo dei racconti di re Artù, ma fu poi ripreso da Tennyson che ne propose ben due versioni.

La signora di Shalott, a causa di un malvagio sortilegio, era costretta a guardare il mondo esterno solo attraverso uno specchio, pena la morte se solo avesse rivolto lo sguardo verso Camelot, dove a volte si recava sir Lancelot, del quale la dama si era perdutamente innamorata, e trascorreva le sue giornate raffigurando ciò che scorgeva del mondo esterno ricamandolo sulla sua tela. Ma il giorno in cui ella intese la voce del cavaliere che intonava una canzone, non seppe resistere e si affacciò al verone per guardare l’amato. Poi, sentendo la morte che si avvicinava, salì su una barca, lasciandosi trasportare dalla corrente fino alla residenza di Camelot, dove Lancelot, pur non conoscendola, si intenerì alla sua vista.

Mi sembra ci sia una certa corrispondenza tra la leggenda su riportata e la vita odierna, in quanto guardare il mondo da dietro il video di un PC è come essere la Signora di Shalott, che lo osservava esclusivamente attraverso lo specchio. Un mondo che, pur esistendo, è irreale, deformato dalla nostra fantasia, plasmato dai nostri desideri e quindi destinato ad infrangersi al primo urto. L’illusione vissuta dalla dama è simile a quella che a volte si crea immaginando situazioni e persone diversamente da quelle che sono in realtà, vissute e viste solo attraverso la deformazione della visione che ci rimanda internet, senza dubbio una miniera di informazioni, ma anche fonte di

abbagli, mistificazioni, manipolazioni…. Basti pensare a quante persone si fanno abbindolare da falsi profili di facebook o altri social network,



per divertirsi un po’




senza parole…

vignetta da “il Giornale” di oggi

vignetta di Kransic

 


Iconoclasti

In Alto Adige esistono alcuni punti di contrasto tra i due principali gruppi etnici, l’italiano ed il tedesco. Tralascio i ladini, solo per una questione numerica, perché in realtà li considero i più importanti, essendo i veri eredi dei Romani che a suo tempo giunsero in queste terre.

Uno di questi fattori di contrapposizione è il monumento alla Vittoria, fortemente voluto da Mussolini, che riporta sul frontone una frase ritenuta offensiva dal sudtirolesi : ” Hic patriae fines siste signa, hinc ceteros excoluimus lingua, legibus, artibus”, ossia “Qui sono i confini della Patria, poni le insegne, da qui educammo gli altri con la lingua, le leggi, le arti”. Sotto l’arco sono ospitati i busti di Cesare Battisti, Damiano Chiesa e Fabio Filzi. Il monumento e le erme sono stati oggetto più volte di attentati e vandalismi, tanto da dover recingere l’arco con una cancellata.

Lasciato parecchi anni in stato di abbandono, per evitarne il totale degrado, si sta provvedendo solo ultimamente a restaurarlo, ma probabilmente, grazie a quanto esporrò qui di seguito, il restauro sarà abbandonato.


A Brunico c’è il monumento all’Alpino: dapprima a figura intera, pur esso oggetto di attentati, è stato mutilato fino a ridurlo ad un busto senza braccia.



Infine c’è il bassorilievo sul frontone dei palazzi finanziari, che fronteggiano il Tribunale, tra le cui figure campeggia, a cavallo, Mussolini.


Il caro ministro Bondi, pur di assicurarsi l’astensione di ben 2 deputati della SVP, ASTENSIONE PER ALTRO NON NECESSARIA, ha pensato bene di barattare la permanenza sulla propria sedia con concessioni al partito di identità tedesco relativamente ai monumenti in oggetto. Ora, ben lungi da me l’essere fascista, mi chiedo: quanti anni sono passati dalla “Grande guerra”? Si parla infatti del primo conflitto mondiale, i monumenti fanno ormai parte della storia, che non può essere cancellata. Che male può fare un bassorilievo, che oltretutto ben pochi notano? Che male fa un monumento all’Alpino (considerando inoltre che molti ragazzi sudtirolesi di lingua tedesca hanno prestato servizio militare in questo corpo glorioso)? Che male fanno 3 busti marmorei ed una scritta in latino?

Allora si distruggano tutte le statue in giro per l’Italia e nel mondo, perché ciascuno di noi avrebbe ragione di detestare un qualsiasi personaggio del passato.

Ah.. A suo tempo a Bolzano c’era un bellissimo ponte (ponte Druso) tutto in granito rosa, adornato con 4 gigantesche aquile poggiate su fasci littori, e da 4 bracieri sorretti da elmetti. Una sera, durante una delle tante sedute del consiglio Comunale, quasi con un colpo di mano, fu deciso, con la scusante dell’allargamento del ponte, lo smantellamento dei manufatti. Sparite non solo aquile e bracieri ma pure i parapetti, sostituiti da anonime ringhiere di ferro. Anni ed anni dopo si decise di abbellire un poco quello squallore ripristinando i parapetti non più in granito bensì in una anonima graniglia liscia chiara, che crea un orrendo contrasto cromatico con le arcate originarie, ed installando, al posto delle aquile e dei bracieri, delle fioriere oblunghe, tristissime da vedersi.



Certi politici locali, ancora pieni di acredine dopo quasi un secolo, si comportano alla maniera dei talebani che distrussero le millenarie statue di Buddha, mentre il nostro ministro forse non si è reso conto di cosa ha combinato pur di pararsi il…pardon, di conservarsi la poltroncina.


La farfalla

La farfalla


L´ultima, proprio l´ultima,
di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una roccia bianca
– così gialla, così gialla! –
l´ultima,
volava in alto leggera
aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Tra qualche giorno
sarà la mia settima settimana
di ghetto…
Ma qui non ho visto nessuna farfalla.
Quella dell´altra volta fu l´ultima:
le farfalle non vivono nel ghetto.


Pavel Friedmann, da Vedem, 4.6.1942


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Mario Scaccia

Un ricordo di Mario Scaccia, grandissimo interprete teatrale, che ci ha lasciato all’età di 91 anni.

 


Numeri, cifre e mr. B.

Risposta ad Alybio…

Nel mio post “le vite degli altri” mi riferivo alle intercettazioni delle/degli ospiti… Questo è inquietante, tanto più che sono persone che dovrebbero essere ascoltate quali testimoni, e che attualmente vengono sbattute su tutti i giornali. Se putacaso tu od io avessimo conosciuto una di queste persone, saremmo state intercettate pure noi, in nome di cosa poi? Pensa poi allo spreco di denaro pubblico. 52,5 milioni di euro solo per le intercettazioni del caso Ruby…130.000 persone spiate!!! Confronta i dati con quelli della procura di Palermo che in un uguale periodo per il medesimo servizio ha speso solo mezzo milione di euro in più, e parliamo di fatti di mafia, non certo di faccende di letto. Qualche giorno fa ho scritto che Berlusconi non mi è simpatico, ed è ancora oggi vero,(ma se lo confronto con Prodi, non so a chi darei la palma!), però analizzo: in 17 anni a suo carico oltre 100 inchieste, nessuna delle quali legata all’attività di Governo, 28 processi, conclusisi con 10 assoluzioni, 13 archiviazioni e 5 ancora in corso. Oltre 2500 udienze, con l’impegno di oltre 1000 magistrati ed un costo di oltre 300 milioni di euro, manco fosse un Reina o un Provenzano. Dati ricavati in gran parte proprio dal sito del Ministero di Grazia e Giustizia.

Già la prima teste (la Macrì), sbandierata dal solito Santoro, si è screditata da sola. Il caso “papi”, come quello D’Addario ed ancora, anni fa, il caso Ariosto si sono smontati da soli, poi, cosa incredibile, e qui forse qualche maschietto mi darà una mano, qualcuno/a ha detto che al premier venivano portate le ragazze (chi dice 5, chi dice 6), una ogni mezz’ora per avere un rapporto sessuale, manco fosse Superman! Espongo infine una mia considerazione personale. Un “certo” tipo di donne, per intenderci quelle che stanno sedute sulla propria “fortuna”, al ricco e potente di turno, non necessariamente mr.B. quindi, la darebbe gratis (capisci bene cosa intendo), ma solo per ottenere favori tipo un contratto televisivo, cinematografico od altro..

Poi ciascuno è libero di pensarla come crede.


Le vite degli altri

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Gli ultimi fatti mi hanno riportato alla mente “Le vite degli altri”,un bellissimo film del 2006, che parlava di come la Stasi sottoponesse a durissima sorveglianza i cittadini della DDR usando queste registrazioni per fini personali oltreché politici.

Al di là delle personali opinioni di ciascuno su Berlusconi, trovo semplicemente aberrante che per più di un anno cittadini e cittadine qualsiasi, per il solo fatto di aver frequentato Arcore, siano stati messi sotto sorveglianza. Aberrante altresì il fatto che queste intercettazioni siano state rese pubbliche, scatenando un movimento mediatico non da poco, che ha già condannato il premier ancora prima che questi venga processato. E le intercettazioni da dove sono uscite, se non dalla Procura? Per quale motivo, dopo un anno che le registrazioni erano state acquisite, sono state rese pubbliche (la privacy dove va a finire?) solo in questo momento?

Nessuno si pone questo interrogativo?

Meditate, gente, meditate….

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Motivo per cui…

Motivo per cui non seguo più Anno Zero.

Sono agnostica, ma ho il massimo rispetto per i sacerdoti, e sono la maggior parte, che esplicano la propria missione in tante zone disagiate. La volgarità di certe vignette non merita commento.

Il quotidiano cattolico «Avvenire» ha pubblicato ieri come editoriale, in prima pagina, la testimonianza di un prete anti-camorra, don Maurizio Patriciello, uno dei protagonisti nella lotta alla criminalità organizzata citato anche da Roberto Saviano nel suo fortunato libro Gomorra. Don Maurizio, parroco di San Paolo Apostolo a Caivano, nella diocesi di Aversa, ha messo in pagina tutto il suo dolore, prima che la sua indignazione, per quanto accaduto giovedì scorso durante la puntata di «Annozero», il programma di Michele Santoro, dedicata interamente al caso Ruby. Al termine della trasmissione, Vauro ha infatti mostrato alle telecamere una vignetta raffigurante Benedetto XVI che parla di Berlusconi e dice: «Se a lui piacciono tanto le minorenni, può sempre farsi prete». Un greve riferimento agli scandali della pedofilia. Don Patriciello ha scritto: «Sono un prete, non sono un pedofilo», osservando come «per bastonare Berlusconi», si faccia «ricorso alla calunnia», mentre Santoro e tutti gli altri «ridono». «Ridono di un dramma atroce e di innocenti violentati. Ridono di me e dei miei confratelli sparsi per il mondo impegnati a portare la croce con chi da solo non ce la fa. Ridono sapendo che tanta gente davanti alla televisione in quel momento si sente offesa in ciò che ha di più caro e soffre. Soffre per il Santo Padre offeso e perché la menzogna, che non vuol morire, ancora riesce a trionfare». «Vado a letto deluso e amareggiato – scrive il sacerdote – sempre più convinto che con la calunnia e la menzogna – decrepite come la befana o come le invenzioni di qualche battutista e di qualche sussiegoso giornalista-presentatore televisivo – non si potrà mai costruire niente di nuovo e stabile». Don Patriciello spera che sempre più persone dicano che «non si può continuare a infangare impunemente quegli onesti cittadini dell’Italia e del mondo che sono i preti».


rabbia e tristezza

Accendi la televisione…

Pubblicità…

Vedi una marea di visetti paffuti, con gli occhioni sgranati, i dentini come perle. Bimbi che trotterellano e ciangottano allegramente.

Poi il telegiornale

ed arriva la solita terrificante notizia di una bambina massacrata di botte a soli 10 mesi, mentre papà, mamma e convivente di quest’ultima si palleggiano colpe e responsabilità.

Spero che la piccina se la cavi, e che non diventi un altro nome in calce alla lista, come Matilda, Gabriel, Alessandro, piccole vittime ancora in attesa di giustizia. E resto qui, a covare la mia rabbia, con il mio senso di impotenza davanti a simili, atroci episodi.

La piccola Matilda

Il piccolo Alessandro


Prova d’italiano

Da qualche giorno sono iniziate le prove di conoscenza della lingua italiana da parte degli immigrati. Non so come vengano svolti, mi sembra che si tratti di una prova di comprensione, di un test per coniugare esattamente dei verbi ed infine di un dettato per verificare se le parole vengano scritte correttamente. Mi sono ricordata allora che tempo addietro l’Avvocatura dello Stato aveva denunciato i vari strafalcioni commessi dagli esaminandi, tutti laureati quindi, errori grossolani come “CORREZZIONE”, “HABBIAMO” “LEGGITTIMO” e “PATE’ D’ANIMO”…

Forse sarebbe il caso di sottoporre ai test certi nostri cervelloni, magari iniziando da certi insegnanti.



Educazione

Un recentissimo post di Giancarlo che, partendo dalla monnezza, si poneva il problema dell’educazione civica, mi ha riportato alla mente due episodi.

Il primo: Copenhagen, autunno 1994.

Visitavamo Rosennborg, con i nostri 2 figli, ragazzini allora, e c’erano con noi anche delle scolaresche danesi, alcune di bambini davvero piccoli. Premetto che in Danimarca viene dato loro molto spazio, tantoché per poter vedere meglio la corona reale, esposta al centro di una stanza in una teca di vetro, era stata allestita una scaletta per i più piccini.

Tra i tanti tesori esposti c’erano anche cristalli e porcellane, senza alcuna protezione. Gli insegnanti spiegavano ed i bimbi, composti ed in silenzio, guardavano senza toccare nulla, limitandosi ad indicare qualcosa se volevano ottenere delle spiegazioni. Finita la visita, nel cortile del castello, si sono messi a giocare come tutti i bimbi del mondo, ed hanno consumato la merendina. E tutti, ma proprio tutti, sono andati a gettare le carte e gli avanzi nei cestini appositi. Parlo di bambini di 5 o 6 anni… Questa è educazione.

Secondo episodio:

Alpenzoo di Innsbruck, forse tre anni fa, dove abbiamo portato la nipotina. Gabbie di uccelli con cartelli che riportavano istruzioni in varie lingue, tra le quali naturalmente l’italiano, che invitavano a non disturbare i volatili, essendo il periodo della cova. Scolaresca romana in gita, sguaiata e maleducata, con quattro insegnanti che si facevano gli affaracci loro mentre i ragazzi battevano sui vetri delle voliere costringendo i custodi ad intervenire… Identico comportamento presso la vasca dei castori, dove i più “intraprendenti”, nonostante il divieto, immergevano le mani o, peggio, tiravano pigne.


Nonostante fossero stati redarguiti, pur cessando le molestie agli animali, hanno continuato a ridacchiare e a fare chiasso… Io,essendo italiana come loro, mi sarei sprofondata…


cellulari

Santoro divulga il numero di cellulare di Berlusconi durante il suo programma… E “Libero” fa altrettanto col cellulare di Santoro.
Chi la fa, l’aspetti…


Le solite scriteriate…


Dopo le due ragazzine di Vercelli fuggite poco prima di Natale e poi ritornate a casa, ora è stato il turno di due sedicenni di Correggio che, allontanatesi dal loro paese, si sono fatte ritrovare a Roma, inscenando perfino una presunta violenza, con viso ed indumenti imbrattati di sangue. A sedici anni, pur essendo ancora minorenni, non si è del tutto sprovvedute: ci si rende conto che la scomparsa, in previsione del peggio, mette in movimento una macchina complessa, con spiegamento di forze dell’ordine non indifferente che potrebbero essere impiegate in altro modo per faccende più serie. Le due stronzette (non mi riesce di chiamarle in un altro modo), erano probabilmente in cerca di notorietà, con tanto di fotografie su giornali e televisioni, per avere un quarto d’ora di gloria. Se i media non enfatizzassero tanto certi episodi, probabilmente tante ragazze si comporterebbero diversamente.



Alzheimer

Mattinata triste.

Una scappata a trovare una vecchissima zia, in una casa di riposo in Trentino, da tempo ormai ricoverata là.

Uno stanzone squallido, una sedia a rotelle ai braccioli della quale era attanagliata, quasi ad aggrapparsi ad un’esistenza che ormai non le appartiene più, con le mani secche, tremolanti, ma dalla presa ancora vigorosa. Lo sguardo sperduto, che trapassava tutto, non solo i vetri davanti ai quali stazionava, ma anche noi, venuti a trovarla. Un sorriso smarrito, la mente persa chissà dietro a quali pensieri, visto che ormai per lei il tempo non ha alcun significato..oggi…ieri…domani.

Mia cugina la accudisce, quasi i ruoli tra madre e figlia si fossero invertiti. Una tristezza…. e dato che anche un’altra sorella di mia madre era stata colpita dalla stessa malattia, ringrazio il cielo che sia rimasta immune da quel morbo che ti toglie ogni capacità intellettiva, riducendoti a vegetare.


Libri

Tutto nasce dal fatto che questa notte ho dormito male… Mio marito dice che è per colpa della luna piena (io non ci credo, ma ho notato che, effettivamente, le crisi del sonno sono in concomitanza del plenilunio)’ e così, rigirandomi più volte nel letto, ho fatto cadere la pila di libri che stazionava sul comodino in precario equilibrio, sperando di non aver svegliato mezzo condominio. Ho guardato allora i libri cascati per terra… Libri “poveri”, edizioni economiche ereditate dai miei, acquistate da ragazza, a prezzo di varie rinunce, con la piccola paghetta settimanale, o, in età più matura girando per bancarelle e “seconda mano”. Già, perché i best sellers di oggi non mi attirano più di tanto. Biografie delle quali non interessa nessuno, saggistica che pretende di “educare” il tuo pensiero, manuali di cucina, giardinaggio, cucito ed arti varie e inoltre gialli, tanti gialli (questi, in effetti, li compero pure io…). I grandi romanzi…spariti. La poesia contemporanea, con l’eccezione di Alda Merini, pure. Non resta che rispolverare i vecchi capolavori o rivolgersi al mercato dell’usato. A Milano, benedetto sia il Libraccio… Nelle mie trasferte, io frequento quello di via Vittorio Veneto, presso i bastioni di porta Venezia, e là ho trovato tantissimi titoli che nessuno ristampa più, come ad esempio il “Canto generale” di Neruda, che ho comprato per poco, davvero poco. Inoltre è vicino alla Bancarella del sig.Tagliaferri, dove ho scovato tanti piccoli tesori.

Mi sono messa allora a riordinare la pila composta da vari titoli, differentissimi gli unoi dagli altri, anche se molti testi sono di poesia:

– Canti orfici, di Dino Campana;

– Scritti corsari, di Pierpaolo Pasolini;

– Canto generale, di Pablo Neruda ,2 volumi, in cui è narrata l’epopea dell’America Andina;

– Mala storie, di Pietro Colaprico, raccolta di articoli su fatti di cronaca nera avvenuti a Milano negli ultimi anni;

– Non esiste saggezza, di Gianrico Carofiglio;

– Poesie d’amore e della memoria, di Kostandinos Kafafis,

– La sorellina, di Raymond Chandler;

– A rischio, di Patricia Cornwell;

– Addio mia amata, sempre di Raymond Chandler;

– Giallo a tempo di swing, di Cornell Woolrich;

– Ritratti di artista di Susan Vreeland;

– Gitanjali e il Giardiniere, di Tagore;

– Quelli che Milano, di Ascari e Guarnaccia

oltre ad un paio di gialli Mondadori e a qualche rivista di sudoku….



Perdono

Qualche giorno fa, ennesimo investimento, con un ferito grave (il padre, che rischia la paralisi permanente) e 3 morti, la mamma ed i due figli, per colpa di un 21enne ubriaco che sfrecciava in centro città a 120 kmh per far “divertire” la ragazzina che gli sedeva al fianco. Adesso il giovane, cui era già stata ritirata la patente per un analogo incidente, ma solo con feriti, si dice pentito di quanto commesso e chiede perdono, e grazie a non so chi o grazie a non so cosa, è già agli arresti domiciliari.

A rimestare nella melassa del buonismo ci si mette pure il solito cronista pirla che domanda al padre se il paese potrà mai perdonare il giovane idiota.

Perdono? Ma cosa è? Una gomma che cancella tutti gli errori/orrori? Non fa ritornare in vita le vittime o risanare gli infortunati. Posso capire una tragedia causata dalla fatalità, ma chi provoca per spavalderia e dabbenaggine una simile disgrazia, non merita perdono, ma merita una punizione severa, molto severa.


Magistratura

Boss mafiosi scarcerati perché i magistrati hanno depositato la sentenza, invece che nei prescritti 90 giorni, ben oltre 1600 giorni dopo. Adesso, al di là delle varie simpatie politiche e delle idee che tanti si sono fatti sulla magistratura a proposito del caso Berlusconi, sono certa che una profonda riforma sia davvero necessaria e che in casi come questi i responsabili paghino per la loro incuria o per le manchevolezze dimostrate, come si è verificato anche nella concessione dei domiciliari ai ragazzi rom assassini di cui è stata data notizia qualche giorno fa, o a quelli che hanno ammazzato le mogli o le conviventi, dopo che erano già stati condannati per le aggressioni alle stesse.

E dire che una volta la magistratura era una delle istituzioni in cui riporre maggior fiducia, ma adesso le cose sono molto cambiate….

Anche il caso Berlusconi , anzi “i” casi Berlusconi ormai mi sanno davvero di persecuzione politica… Stanno facendomi diventare berlusconiana, a me che non era mai stato particolarmente simpatico… Se davvero è una manovra politica, beh, otterranno esattamente il contrario.


Catene di S.Antonio

 

 

Uno degli ultimi SMS ricevuti…

Questo mese di gennaio è molto speciale. Ci sono 5 lunedì, 5 sabati e 5 domeniche in un solo mese. Questo accade solo ogni 823 anni. Vengono chiamati i sacchi di denaro. Manda questo sms a 8 buoni amici e i soldi appariranno secondo il Fengshui cinese. Quelli che lo fermano non avranno nulla.

Ma c’è ancora gente che crede a queste corbellerie?



Per divertirsi un po’

Beh…ci sono cantanti peggiori di lui… e senza dubbio meno carini


Idee chiare

L’INTERVISTA a ” la Repubblica” di ieri, 12 gennaio 2011

Fini: “Paese fermo e governo paralizzato
serve patto di salvezza nazionale”

Fini: “Mi appello a maggioranza e opposizione. Non mi dimetto. Se la maggioranza riterrà di non poter governare si assumerà la responsabilità delle elezioni. Io e Casini staremmo insieme”. Il federalismo: “Decreto importante ma il fisco municipale non è il cuore del problema”di CLAUDIO TITO

Fini: "Paese fermo e governo paralizzato serve patto di salvezza nazionale"

Gianfranco Fini

UN PATTO di salvezza nazionale. Per tirare fuori dalle secche un Paese “fermo e sfiduciato”. Gianfranco Fini esce dal silenzio in cui si era trincerato dopo la “sconfitta” del 14 dicembre. È appena tornato dalle vacanze nei mari delle Laccadive. Abbronzato, seduto nel suo studio a Montecitorio descrive le incapacità di Silvio Berlusconi nell’affrontare le emergenze: un governo “paralizzato”. Ma il presidente della Camera vuole superare lo scontro dei mesi scorsi. “Per il bene dell’Italia”, dice. E rivolge la sua proposta a tutti: “maggioranza e opposizione”. Al centro del suo ufficio c’è la foto di Napolitano, quella del Papa e le immagini delle tre figlie. Sulla scrivania un posacenere. E un pacchetto di sigarette. Segno che gli scossoni politici hanno forse fatto naufragare il tentativo di smettere di fumare. L’Italia è sul punto dell'”asfissia” e ha bisogno di “convergenze tra maggioranza e opposizione”. Una proposta da sottoporre a “tutti, non solo al governo”: al Pdl, alla lega e al Pd. Le elezioni ora sarebbero “una prospettiva rischiosissima”. “Perché la situazione, rispetto al 14 dicembre, non è tanto cambiata”.

Quella giornata è ancora una ferita aperta per lei?
“Ho preso atto di una sconfitta politica”.

Anche di alcuni tradimenti?
“Il tradimento è una categoria che non dovrebbe appartenere alla politica. Comunque alcuni hanno fattodelle scelte che vanno rispettate anche se non ne colgo le ragioni politiche”. (senti chi parla…)

Ora, però, sembra essere tornati al punto di partenza.
“Nel voto del 14 c’è sicuramente la conferma che Berlusconi gode della maggioranza al Senato e alla Camera. Ciò che oggi si può fare seriamente è avanzare proposte per il prossimo futuro. Io vorrei iniziare l’anno con un auspicio: spero che nei prossimi mesi si compia un salto di qualità complessivo nel dibattito e nell’azione politica. E questo deve riguardare le forze della maggioranza e quelle dell’opposizione”.

In che senso?
“Ci si può dividere nel dire che gli ultimi sei mesi del 2010 non hanno rappresentato un successo per nessuno? Non credo. Sarebbe invece molto pericoloso continuare a pensare che i prossimi sei mesi saranno come i precedenti. Il rischio è che si ampli la frattura con l’opinione pubblica. Si percepisce il senso di repulsione nei confronti della politica. Questo accade perché il Paese è fermo e sfiduciato. C’è l’incubo dell’abisso”.

Pensa a una sorta di patto di salvezza nazionale?
“faccio notare che la ripresa economica è lontana. La metafora di Tremonti è stata felice: un videogame in cui se uccidi il mostro, ne compare subito un altro. Noi non riusciamo a innestare la marcia. E questo determina una sfiducia complessiva, non solo nel governo. Molti degli interventi del capo dello Stato – che io condivido e con il quale c’è sempre stata sintonia – hanno sottolineato proprio questo aspetto”.

Le proteste dei giovani contro la riforma Gelmini ne erano un’espressione?
“Certo. Ma la sfiducia nel domani va al di là della riforma. Nell’insicurezza scattano i meccanismi di autodifesa individuale. Ad aggravare la situazione ci sono alcune conflittualità storicamente irrisolte: quella tra nord e sud, tra le parite iva e i lavoratori dipendenti, tra precari e garantiti, tra giovani e anziani. O la politica, complessivamente, comprende che stiamo affrontando un tornante difficilissimo oppure i fossati si acuiranno”.

Ma lei e Fli siete usciti dal governo per questo. Ora cosa pensate di fare?
“Se si condivide questo approccio di sano realismo, allora ci possono essere convergenze per le forze di maggioranza e opposizione. Le opposizioni non si possono riparare dietro la logica del tanto peggio, tanto meglio. Sarebbe una logica sfascista. Così come per la maggioranza la logica dell'”andiamo avanti, non c’è alternativa””.

Ma lei pensa davvero che Berlusconi lo possa accettare? O pensa ad un altro governo?
“Questo non mi compete, lo decide il premier. La mia riflessione è rivolta a tutti e non solo al governo. Vivacchiare è negativo per tutti. Fermo restando i ruoli, della maggioranza e dell’opposizione, è un dovere proporre soluzioni per evitare l’asfissia”.

Ha pensato di dire queste cose direttamente al presidente del consiglio?
“Io faccio un’intervista a un importante giornale per parlare con tutti. (tutti? Mah…) Voglio uscire da quello che proprio Berlusconi chiama il teatrino della politica. E non userò nei confronti del premier una sola espressione polemica”.

I giornali del Cavaliere, però, non sono stati teneri. Le hanno attribuito anche una relazione con una escort.
“È solo fango. Non so da chi diffuso. Non ho mai conosciuto quella signora e chiunque affermi il contrario ne risponderà in tribunale”.

Le hanno chiesto anche le dimissioni.
“Mai prese in considerazione. Mi si possono contestare posizioni politiche ma non l’incapacità di rappresentare la Camera e
l’imparziale gestione dei lavori d’Aula”. (imparziale?)

L’asse con Casini è saldo?
“Certo. L’ho visto anche stamattina”.

Lei si rivolge anche al Pd?
“Io parlo a chi è in Parlamento. Opposizione e governo”.

Bersani e D’Alema, però, le hanno chiesto qualcosa di più. Immaginano un cartello per sconfiggere Berlusconi.
“Le alleanze non si fanno in ragione delle sommatorie di sigle. Ma sulla condivisione di alcuni progetti. E comunque le elezioni non sono vicine”.

Se non ci fosse la consapevolezza generale di cui parla, l’alternativa sarebbero le elezioni anticipate?
“Una prospettiva rischiosissima per l’Italia. In campagna elettorale non si fanno le riforme. Se poi la maggioranza riterrà di non poter governare, spiegherà il perché agli italiani e se ne assumerà la responsabilità. Ma sia chiaro che Futuro e libertà e il Polo della nazione non temono le urne”.

Più che il voto a Palazzo Chigi stanno cercando di strappare qualche deputato per andare avanti e qualcuno chiede ai centristi di “entrare” in squadra.
“È tempo sprecato. Certo, c’è il tentativo di guadagnare dei singoli, ma non ci riusciranno. E se poi lo scarto anziché di tre parlamentari diventasse di cinque, cosa cambierebbe? Continuerebbero a vivacchiare. Ma in questa situazione non si può vivacchiare e l’opposizione non si può limitare a dire valuteremo di volta in volta. Sarebbe un gioco di rimessa, e invece bisognerebbe disegnare un impianto di regole condivise”.

Regole condivise in due anni di legislatura?
“Siamo entrati nel 2011, il 150. mo anno dell’Unità d’Italia. Si può fare una riflessione su cosa significa essere italiani? Sui vizi del nostro sistema bipolare – di cui resto un convinto sostenitore e su questo Casini sarà d’accordo – che ha reso possibile l’alternanza ma non ha innovato sul piano della cultura politica?”.

Ma l’emergenza sembra soprattutto economica in questa fase.
“E infatti ridurre le spese e tenere sotto controllo i conti pubblici è necessario ma non sufficiente”.

Un limite di Tremonti?
“Di tutto il governo. Sarebbe ingeneroso dire che è colpa di Tremonti o pensare che si diverte a tenere sotto schiaffo i ministri. È il deficit di dibattito interno al Pdl che ho denunciato un anno fa. Anche l’Ue ha chiesto politiche riformatrici, che rilancino l’economia. Siamo in ritardo”.

Il ministro dell’Economia la accuserà di essere uno spendaccione.
“Non ci si può dividere tra chi vuole la spesa facile e i rigoristi. Sarebbe più lungimirante individuare progetti strategici. Cito sempre la Germania, non per la Grosse Koalition ma per la cultura politica condivisa che indica gli investimenti nella ricerca e nella tecnologica come strategici”.

Quindi i tagli lineari sono stati un errore?
“Sono l’esatto opposto. Sarebbe più utile una “Grande Assise” dell’economia e del lavoro con 100 teste pensanti in grado di trovare soluzioni. Nel nostro Paese c’è una miscela esplosiva: la giusta flessibilità nel mercato del lavoro si unisce però a un tasso di precarietà altissimo e a un livello retributivo tra i più bassi d’Europa. L’Italia è impoverita. Il ceto medio sta scomparendo. Il 45% della ricchezza delle famiglie è in mano al 10% degli italiani”.

Tutto questo con il governo in carica?
“Noi cerchiamo di farlo. Avanziamo soluzioni, proposte. Il mio auspicio è che non sia solo un’iniziativa di parte. Poi, certo, non si risolve tutto dalla sera alla mattina”.

Intanto vi aspettano delle scelte da cui dipende la sopravvivenza dell’esecutivo. Come il voto sul federalismo.
“Quel decreto è importante, ma il prossimo – quello sulle Regioni – è la vera sostanza. Il fisco municipale non è il cuore del problema. Le scelte sulle regioni saranno determinanti. Non dobbiamo perdere il complesso dei problemi”.

Ma voi cosa farete?
“Vedremo. In quel testo ci sono degli aspetti non so se voluti. I comuni, ad esempio, avranno meno entrate. L’Ici si paga solo nei luoghi dove non si risiede. Verificheremo alla fine se Calderoli troverà un’intesa con Tremonti sui saldi”.

E la mozione di sfiducia a Bondi?
“Non è una questione cruciale, ma deciderà il coordinamento del Polo della Nazione”.

L’alleanza con Casini è strategica?
“Se si votasse, staremmo insieme. Ci sarebbe una competizione con tre soggetti e non con due. Fli comunque farà un congresso a febbraio. Abbiamo un’idea del centrodestra diversa da Berlusconi e Bossi. Senso delle Istituzioni, dello Stato, dell’etica pubblica, della legalità. Fli si muoverà con la sua identità insieme all’Udc, all’Api, all’Mpa e ai Liberaldemocratici. E anche nel Pdl tanti condividono questi ragionamenti”.

Molti dicono che il leader di questo schieramento è Casini e non lei.
“Mi fanno ridere. Qualcuno – soprattutto nel Pdl – ha una scarsa considerazione di me e di Casini. Pensano di farci litigare”. (
i numeri dicono il contrario…)

Sui temi etici una qualche differenza, però, c’è.
“Quando si presenterà il problema, lo risolveremo con un solo principio: la libertà di coscienza.
Questa è la regola nei partiti democratici. Questa è una vera concezione liberale che altri ignorano”.

Lei si sente un uomo di destra o di centro?
“I valori restano quelli di destra. Servirebbe però un libro per spiegare cosa si intende nel 2011 per destra, centro o sinistra. Sono categorie del secolo scorso. Se poi per destra si intendesse il prevalere della finanza sull’economia reale, allora non sarei di destra… altri ci si riconoscerebbero più facilmente”.

C’è chi usa il caso Fiat come bussola.
“Marchionne è il segno di quanto l’Italia è in ritardo. Ho tirato un sospiro di sollievo quando ho sentito il segretario della Cisl Bonanni dire che senza le fabbriche non ci sono nemmeno i diritti dei lavoratori”.

Se fosse un operaio di Mirafiori lo voterebbe l’accordo?
“Senza dubbio. Il problema è che la politica è assente. ha delegato tutto alle parti sociali anche sulla rappresentanza. Bersani ha fatto bene a dire che si discute e poi l’esito del referendum si rispetta. Nessun paese occidentale si trova in questa condizione”.

Non ho commenti da fare all’intervista di Fini….

Dimissioni? E perché mai? Lui si ritiene al di sopra delle parti, quando è evidentissimo che ormai il suo ruolo, a capo di un nuovo partito, è essenzialmente politico.

Federalismo? Vedremo…(?)..

La sfiducia a Bondi? Non è cruciale…(ma a suo tempo l’avete sostenuta).

Il leader è Casini? Ma che dite mai (ma Casini ha un numero maggiore di parlamentari….).

I temi etici (Eutanasia in primis)?  La libertà di coscienza (il che sarebbe un’ottima cosa, se uno non si professasse di destra..mah).

Nel frattempo ci ritroviamo con un partito in parlamento che NESSUNO ha votato. Prima delle elezioni è regola raccogliere un certo numero di firme per presentare la lista, affinché questa possa partecipare alla consultazione elettorale. Per Futuro e Libertà questo non è successo, e non credo proprio che si possa ritenere regolare un simile comportamento…



Metà gennaio

 

E timido in giardino,

incurante del gelo,

fiorito è il calicanto…

 

(Loredana 13.01.2011)


FIAT

Fabbrica Internazionale Automobili Toronto

Questo è quello che si prospetta in caso di vittoria della FIOM al referendum che si terrà tra un paio di giorni. Anche gli idioti che scribacchiano a caratteri cubitali sui muri che non dobbiamo diventare come i cinesi, non si rendono conto che la produzione non verrebbe spostata nei paesi emergenti, dove le norme di sicurezza e i diritti dei lavoratori vengono spesso disattesi, ma nel civilissimo Canada, dove evidentemente gli operai danno la precedenza al mantenimento del posto di lavoro? (ma gli idioti lo sanno benissimo, solo rimestano nel malumore…). E’ il colmo che una sigla sindacale, per pure motivazioni POLITICHE, privi dell’occupazione 5.500 lavoratori con relative famiglie, “consigliando” loro di votare NO, quasi in fabbrica li debbano obbligare a lavorare a suon di frustate, con orari impossibili e sottopagati!



Dormi, piccolo David…

 

 

Sei nella terra fredda,

Sei nella terra negra;

Né il sol piú ti rallegra,

Né ti risveglia amor.

 

 

 

Dormi, piccolo David…

Riposa serenamente adesso, dopo che la follia degli uomini ti ha sbattuto in mezzo ad una strada a morire di fame e freddo a soli 20 giorni, in Piazza Maggiore a Bologna, ancora addobbata con le luminarie natalizie. Quasi un piccolo Gesù bambino… Ma non c’erano pastori a portarti i loro doni, ma solo l’indifferenza degli uomini.

Dicono che i genitori, clochard ed incoscienti, abbiano rifiutato l’accoglienza presso le apposite strutture. Gli assistenti sociali nulla hanno fatto per convincerli, levando loro dalle mani anche in maniera coatta, il piccolo, il suo gemellino e la sorellina di un anno e mezzo. Lo hanno fatto adesso, ma ora il piccolo David non c’è più… E dire che l’assistenza sociale era a conoscenza dell’esistenza balorda condotta dalla madre, che in 10 anni ha partorito 5 figli con 3 uomini diversi, ed i 2 più grandi erano già stati dati in affido…