La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 6 febbraio 2010

Figli

 

Fino a quando è lecito, ai genitori, interferire nelle scelte dei figli?

Lo dico perché una coppia di amici ha un figlio di 25 anni, laureando, che si è fidanzato con una ragazza che i genitori non vedono di buon occhio.

Per carità…è una bravissima ragazza, seria, lavoratrice, oltretutto davvero carina, ma ha il torto di non essere molto comunicativa e piuttosto possessiva nei confronti del ragazzo, tanto da averlo allontanato da molte delle sue amicizie, e per questo i genitori di lui premono perché lui la lasci.

A me non sembra giusto. Primo, perché come si dice, deve piacere a lui e non ai genitori (nemmeno io allora mi sarei dovuta sposare con mio marito). Poi lui con l’età che ha è in grado di decidere da solo. Ed anche se i genitori qualche volta li hanno sentiti litigare…chi non litiga, almeno i primi tempi?

Nelle faccende sentimentali dei miei figli non ho mai voluto mettere becco: ho sempre pensato che se la dovevano vedere da soli, senza ingerenze, e forse per questo con nuora e futura nuora vado così d’accordo, tanto da non essere nemmeno considerata una suocera. Ma nemmeno in altro ho interferito più di tanto, come le scelte scolastiche e lavorative. I figli vanno seguiti, instradati, ma non costretti a scelte contrastanti con la loro indole

I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
e sebbene siano con voi non vi appartengono.
Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
Poiché hanno pensieri loro propri.
Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
che voi non potete visitare neppure in sogno.
Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
come voi siete.
Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
VIVENTI FRECCE,
SONO SCOCCATI INNANZI.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
e vi tende con la sua potenza affinchè le sue frecce possano
andare veloci e lontano.
Sia gioioso il vostro tendervi nella mano dell’Arciere;
poiché se ama il dardo sfrecciante,
così ama l’arco che saldo rimane.

(Kahlil Gibran)