La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 30 dicembre 2009

Fermare il tempo….

    
 
 

Fermare il tempo, ma non nel senso di non invecchiare, ma di "cristallizzare" quell’attimo come nelle foto scattate dal personaggio interpretato da Harvey Keitel nel film Smoke. Ogni mattina, alla stessa ora e con la stessa inquadratura, Auggie, il venditore di sigari, proprietario del negozio di tabacchi all’angolo di due strade nel quartiere di Broocklyn , scattava un’istantanea. Il risultato è stato una serie di 4000 fotografie uguali, ma differenti. Lo sfondo era sempre quello, ma cambiavano le stagioni, i passanti, l’atmosfera…come se il tempo, pur trascorrendo, si fosse fermato. Un film fuori dall’ordinario, con due attori bravissimi e molto espressivi, come il summenzionato Harvey Keitel e il suo amico romanziere Paul Benjamin, interpretato da William Hurt. Una piccola chicca cinematografica, basata solo ed escusivamente sui dialoghi e non sui dannatissimi effetti speciali che oggi imperano,  che rivedo sempre con emozione. Un film sull’amicizia, ma soprattutto sul rapporto genitori-figli. William Hurt che, non potendo essere padre in quanto rimasto vedovo della moglie incinta uccisa durante una rapina, si prende cura di un ragazzo di colore che lo ha salvato dall’essere investito. Quest’ultimo, abbandonato dal padre una dozzina di anni prima, lo ritrova e riesce a ricostruire un rapporto con lui. Harvey Keitel che aiuta la sua ex a cercare di liberare dalla tossicodipendenza una ragazza che " forse" è sua figlia. Tutta una serie di rapporti e di storie che gravitano intorno a quella piccola bottega…una pellicola semplicemente imperdibile. E tutto si conclude con la storia della macchina fotografica che Auggie trova un giorno di Natale a casa di una anziana signora nera completamente cieca che aspetta la visita del nipote,  storia che egli racconta all’amico Paul Benjamin e che verrà pubblicata sul Times proprio il 25 dicembre.

 

****************************

 

La scena più emblematica

 

 

 

 

 

Auggie e Paul sono seduti. Il piano è quasi interamente occupato da grandi album di fotografie. In tutto sono quattordici, e sulla costola di ciascuno c’è l’annata, dal 1977 al 1990. L’album del 1987 è aperto sulle ginocchia di Paul. Primo piano di una pagina dell’album con sei foto in bianco e nero dello stesso posto: l’angolo fra la Terza Strada e la Settima Avenue alle otto del mattino. Nell’angolo in alto a destra di ogni foto c’è una piccola etichetta bianca con la data: 9.8.87, 10.8.87, 11.8.87, ecc. Paul volta pagina e vediamo sei foto analoghe a quelle di prima.

PAUL (Stupefatto) Sono tutte uguali.

AUGGIE (sorridendo, fiero di sé) Esatto. Piú di quattromila foto dello stesso posto: l’angolo fra la Terza Strada e la Settima Avenue alle otto in punto del mattino. Quattromila giorni uno dopo l’altro fotografati con ogni sorta di tempo. (Pausa). Ecco perché non posso mai prendermi una vacanza. Devo essere là ogni mattina. Ogni mattina nello stesso posto allo stesso momento.

PAUL (sbigottito. Gira una pagina, poi un’altra) Non ho mai visto niente del genere.

AUGGIE E’ una mia idea . Si potrebbe chiamare il lavoro di una vita.

PAUL (depone l’album e ne prende un altro, sfoglia le pagine e vede la stessa cosa. Scuote la testa sconcertato) Incredibile. (Cercando di essere cortese) Ma non sono certo d’averne colto il senso. Voglio dire, com’è che ti è venuta l’idea?

AUGGIE Non lo so, mi è semplicemente venuta.. Quello è il mio angolo, dopotutto. E una piccolissima parte del mondo, ma le cose succedono lí come dappertutto. Questa è una cronaca del mio angolino.

PAUL (sfogliando l’album e scuotendo ancora la testa) Sono senza parole.

AUGGIE (sempre sorridendo) Non capirai mai se non rallenti, mio caro.

PAUL Che vuoi dire?

AUGGIE Che vai troppo in fretta. Quasi non le guardi, le fotografie.

PAUL Ma sono tutte uguali.

AUGGIE Il posto è lo stesso, ma ogni foto è diversa dall’altra. Ci sono le mattine col sole e quelle con le nuvole, c’è la luce estiva e quella autunnale. Ci sono i giorni feriali e quelli festivi. C’è la gente con cappotto e stivali e la gente in calzoncini e maglietta. Qualche volta la gente è la stessa, qualche volta è diversa. E talvolta la gente diversa diventa la stessa mentre quella di prima scompare. La terra gira intorno al sole e ogni giorno la luce del sole colpisce la terra con un’inclinazione diversa

 

 

 

Ecco, le giornate e le cose sembrano sempre uguali, , ma sono sempre differenti: è questo che ho interpretato come la cristrallizzazione del tempo

    

 

 

 

 

frase del giorno

“Può darsi
che non siate responsabili
per la situazione
in cui vi trovate,
ma lo diventerete
se non fate nulla
per cambiarla”

Martin Luther King

 

(In Iran ci stanno provando)