La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

Archivio per 12 dicembre 2009

ottimismo e pessimismo

Non sono di quelle che credono agli oroscopi, tutt’altro. A detta di tutti, come scorpione,
 

dovrei essere seriosa e pessimista, completamente diversa quindi dal mio carattere. Però mi domando: quando per dimostrare l’ottimismo od il pessimismo tirano in ballo il bicchiere mezzo pieno (ottimista) o mezzo vuoto (pessimista),

mi chiedo se non bisogna considerare anche quello che è racchiuso nel recipiente suddetto, quindi se nel bicchiere è contenuto un buon vino mi sta bene quanto sopra…ma se invece c’è magari dell’olio di ricino, come la mettiamo?
 

 


il rito del caffè

Ogni mattina…eccola…la sveglia, irritante come al solito. Poi la doccia e, finalmente, il caffè.

A Milano, nel bar sotto casa, il barista indossava una t-shirt con la scritta
Nero come la notte
dolce come l’amore
caldo come l’inferno
forte come il peccato.
 
So che in parte sono parole dette,  mi sembra, da Michail Bakunin.
Ecco come dev’essere il caffè, solo che io lo bevo amaro, assolutamente senza zucchero (la dolcezza sta tutta nell’amore allora). Ma prima la tazza dev’essere riscaldata, altrimenti la bevanda, già abbastanza ristretta, si raffredda subito.
Solo che in questo periodo prenatalizio, come da usanza tramandatami da mio padre ed ancora prima dalla nonna, ci aggiungo l’anice. Non la sambuca, dolciastra, ma proprio  l’anice, aromatico e secco, che diffonde un profumo ottimo per tutta la casa. Anni fa, ed ancora adesso a Milano, il caffè lo preparavo con la classica Moka Bialetti (si può dire o è pubblicità?). Da anni però utilizzo la macchina per caffè espresso e devo dire che è davvero ottimo, considerato poi che nei bar di Bolzano generalmente si beve una brodaglia infame. Altra cosa invece a Milano.
Allora il caffè con l’anice, con un aroma che risveglia perfino i defunti, aggiunge un tocco natalizio alla sveglia mattutina, già brutta di per sé e predispone a trascorrere bene la giornata. E mentre si beve il caffè. accendo il cellulare per vedere le ANSA e leggere magari anche il blog di qualche amico o qualche messaggio in off-line. Naturalmente al primo caffè ne seguiranno altri: almeno una per la pausa a metà mattina, se non due addirittura, un altro naturalmente dopo il pranzo (anche se veloce), uno a metà pomeriggio ed infine  dopo la cena. A volte perfino un altro se andiamo da amici o ne riceviamo noi in casa, poco prima di dormire: forse sono troppi? E che importa… è buono, non ho problemi di pressione (anzi è piuttosto bassa) e, caso fortunato, nonostante lo beva anche poco prima di andare a nanna, dormo tranquillamente…