La vita è sogno, soltanto sogno, il sogno di un sogno (Edgar Allan Poe)

12 e 13 novembre

Ieri non avevo molta voglia di scrivere sul blog. Ero ancora frastornata dalla mattinata trascorsa, dedicata interamente all’esumazione, mentre per la cremazione dovremo aspettare la comunicazione dell’ufficio cimiteriale. Oggi invece abbiamo potuto dedicarci ad attività più leggere, ma già solo passeggiare per Milano è un diversivo interessante. Alla Feltrinelli poi ho trovato un libro che cercavo da un paio di anni, "La poesia ininterrotta", di Paul Eluard, libro difficile, ma molto interessante. L’unico libro che non riesco a trovare è quello che a suo tempo mi aveva consigliato Roby (Unica), "L’ombra" di Cody McFadyen… e dire che ho i due volumi seguenti, ma aspetto a leggerli in attesa di trovare il primo (anche se, a dire il vero, non so se siano parte di un ciclo come la trilogia del millennio). Siamo tornati alla trattoria "la Madonnina", in via Gentilini, altro localino che ci pace molto: tipica trattoria con le tovaglie quadrettate, ma soprattutto ottima cucina milanese. Peccato che oggi non avessero preparato l’ossbuss cont el risott, come sperava mio marito, ma quello probabilmente andremo a mangiarlo al Matarel, dalla mitica signora Elide, una istituzione ormai. Probabilmente il soggiorno a Milano dovrà per forza prolungarsi di almeno una settimana, dato che non sappiamo ancora lo svolgimento dei fatti, quindi una visitina ai vari ristorantini che conosciamo sarà quasi d’obbligo…
Abbiamo fatto una rimpatriata verso la via Mac Mahon, dove abitavano i suoceri, ed al ritorno, a piedi come al solito, siamo passati per la via Bramante e dintorni, ormai ridotta ad una piccola Chinatown: scomparse tutte le vecchie botteghe artigiane, sostituite da negozi allingrosso di vestiti confezionati dai cinesi. E a proposito di "scomparse": già lo scorso anno aveva chiuso lo storico bar Cavour, al gestore del quale era stato richiesto un affitto semplicemente osceno. Adesso scomparirà anche la storica coltelleria di Corso B.Aires, Davide Collini, in quanto lo stabile è stato acquistato da una multinazionale che chissà come lo trasformerà. A nulla è servita la raccolta di firme che era stata fatta. Davanti al denaro non c’è forza che tenga…Peccato che così scompaiano tutte le vecchie botteghe storiche. Un poco alla volta la vecchia Milano scompare…

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