Il sogno è l'infinita ombra del vero (G.Pascoli)

Rai-TV

 

canone-rai-bollettino

C’era una volta la tassa di circolazione. Si pagava per quadrimestri solamente nel caso venisse utilizzata l’auto. Così, se qualcuno durante l’inverno non avesse ritenuto opportuno utilizzare il veicolo poteva esimersi dal pagare l’importo relativo a quel periodo. In seguito è diventata tassa di proprietà, ossia si viene tassati per il solo fatto di possedere un veicolo.

C’era una volta il canone, e pure questo è diventato una tassa di possesso: anche nel caso uno possieda un televisore ma non ritenga opportuno guardare i programmi forniti da mamma RAI, è tenuto comunque al pagamento della relativa tassa.

Se la RAI fosse davvero un’azienda seria dovrebbe fare come le reti private.

Vuoi vedere i miei programmi? All’atto del pagamento del canone ti invio una scheda tipo Mediaset premium, oppure ti fornisci di decoder atto a ricevere i miei programmi. Perché una persona dovrebbe essere obbligata a pagare per il solo fatto di possedere un apparecchio televisivo, se poi non intende usufruire del servizio? (Come nel mio caso). E perché tutti questi soldi? Per foraggiare personaggi alla Fazio o alla Littizzetto? Eh no, non mi sta bene…

 

 

 

CANONE_RAI

 
Però la RAI non è un’azienda seria, ma solo un “carrozzone.”, come spesso viene denominata

Dal sito stesso della RAI si evince che, essendo il servizio “pubblico”, l’Ente è tenuto a fornire informazione ed a trattare argomenti di attualità a carattere istituzionale nonché programmi di approfindimento. Il canone serve appunto a coprire le spese sostenute per tali servizi, come pure ad aggiudicarsi i diritti per la trasmissione di eventi sportivi. E qui casca l’asino. Infatti da tempo le partite di calcio del campionato italiano vengono trasmesse unicamente da canali privati; lo stesso dicasi per le gare di Formula uno. Qualche partita la si riesce a vedere se gioca la nostra nazionale oppure, come in occasione di questo Mondiale, l’Ente è riuscito ad ottenere i diritti di ALCUNE (ma non tutte) le partite… e per giunta con dei commentatori assolutamente non all’altezza.

Adesso poi è scoppiata la “grana” del canone richiesto a chi è possessore di un computer, notebook, tablet o altro mezzo idoneo a ricevere programmi televisivi se si è in possesso di una partita IVA…e qui si è raggiunta la demenzialità. Perché un artigiano, un commerciante, un libero professionista utilizza il computer per lavoro e non certo per guardarsi la televisione mentre è al lavoro. Il paradosso inoltre è quello del doppio canone richiesto a chi esercita l’attività in casa propria: un canone “normale” per il possesso dell’apparecchio televisivo casalingo (€ 113.50) ed il canone “speciale” di € 407.35 per il computer. Già anni addietro la RAI ci aveva provato, ma dopo qualche tempo era arrivato un parere opposto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Le partite IVA sono sul piede di guerra, e molti stanno valutando l’ipotesi di una class-action contro l’azienda.

Vedremo come andrà a finire.

 

 

 

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4 Risposte

  1. fufù
    …uuuhh, tema serio :roll:
    Andrà a finire che, “o così o comì ” (…vedi come hanno risolto per farci pagare i diritti SIAE anche su i cd vergini), pagheremo anche per i pc/tablet/smartphone… Vedrai Lore, che qualcosa se lo studiano bene….: è un mercato troppo ricco ( …noto che c’è sempre + gente che cammina guardando sia lo schermo che dove mette i piedi, come se avessero un ruter in mano che gli spartisce gli ordini, giorno dopo giorno….) Pessima visione, hu !!
    P.S. se poi aggiungi anche la “vasellina” del “trusting computing” del 2007 circa…… Pagheremo, pagheremo… come le TV private

    29 giugno 2014 alle 20:41

    • Belle parole…fiducia, reciprocità, ma in realtà siamo sempre controllati e non sappiamo nemmeno da chi.
      Per quel che riguarda l’estorsione su CD vergini e chiavette…beh, vedrò di farne scorta ogni volta che andremo in Austria. Saper di poter “fottere” anche se in piccola parte questo stato esoso non ha prezzo!
      Certo che c’è gente che cammina sempre con lo schermo che ormai fa parte del palmo della mano: pure io, lo ammetto, ne sono in piccola parte dipendente, ed ormai il cellulare lo uso più che altro per internet che per lo scopo per cui è nato…anzi, di telefonate ormai non ne effettuo quasi più, al massimo qualche SMS. Ma è o scotto che si paga per essere al passo con i tempi!. Però internet mi serve per accedere a più informazioni, confrontare sempre più pareri, opinioni, punti di vista…alla fine però sono sempre io che deciso (oppure no?)
      ciao Lez…buon pomeriggio :-)
      Lore

      30 giugno 2014 alle 17:01

  2. Si paga e zitti, muti, pedalare….. E se non si pagasse secondo il criterio enunciato, allora si inventeranno qualcosa per racimolare comunque quei quattrini, tanto qui basta cambiar nome alla tassa-balzello. Certo che mi fa venire l’orticaria tutte le volte che sento nominare la coppia Fazio-Littizzetto. Penso ai loro compensi stratosferici che suscitano sempre una lieve indignazione salvo poi finire a tarallucci e vino. Come dico sempre: è facile essere di sinistra quando si ha il portafoglio a destra. E questa coppia che fa proclami è il classico esempio (loro come altri …).
    Ciao Loredana … comunque vada, buona giornata :). Marilena

    30 giugno 2014 alle 10:25

    • E non dimentichiamo i compensi del beneamato benigni…grrrrrr tutti proletari, a quanto sembra :-D
      e chi paga, sono sempre gli stessi, mentre LORO ingrassano.
      Buon pomeriggio a te :-)
      Loredana

      30 giugno 2014 alle 17:03

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