Il sogno è l'infinita ombra del vero (G.Pascoli)

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Economia

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Premesso che l’attacco degli scioperanti da parte della polizia è stata una grandissima porcata (e mi piacerebbe sapere cosa davvero pensava Alfano che in assoluto, a mio parere, è il peggior ministro dell’Interno di questi ultimi decenni) perché era palese la disperazione di tante persone il cui posto di lavoro è a fortissimo rischio, mi domando per quale motivo i lavoratori siano andati a protestare davanti all’ambasciata tedesca.

Certo, la Thyssen Krupp è germanica, ma il governo tedesco non può certamente entrare nel merito delle decisioni dell’azienda (nella fattispecie ad effettuare determinate scelte economiche, quali i licenziamenti) che deve poter scegliere in piena autonomia.

Un’azienda, quando non sia un “carrozzone statale”, è privata, ed il suo scopo principale è quello di generare profitto: profitto che oltre a rimpinguare le tasche ed i conti dei proprietari, come da sempre denunciano i sindacati ed i sindacalisti, viene anche reinvestito, contribuendo a creare altri posti di lavoro. Quindi l’interesse dell’azienda è ANCHE quello del lavoratore.

Ma per ottenere profitto deve pure trovare terreno fertile, ossia un substrato che le consenta di continuare la propria attività in maniera ottimale: tassazione equa, leggi del lavoro chiare, infrastrutture decenti, burocrazia ridotta al minimo: tutte cose che in Italia non esistono più. Si cerca di rimediare mediante incentivi fiscali (ben poca cosa) per le assunzioni, ma questo provoca solo sbilanciamenti, anche perché gli incentivi sarebbero destinati solo ai grandi complessi, tralasciando quelle piccole-medie imprese che, da sempre, sono l’ossatura portante della nostra economia.

Meglio sarebbe abolirli totalmente abbassando drasticamente la pressione fiscale arrivata a livelli insostenibili per rendere nuovamente appetibili gli investimenti in Italia e lasciando ai singoli la libertà di investire come e dove vogliono.

Ma da quell’orecchio, il governo non ci sente… ed è sotto le finestre di palazzo Chigi che i dimostranti dovevano manifestare.

Dopo la nebbia

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Dopo tanta

nebbia

a una

a una

si svelano

le stelle.

Respiro

il fresco

che mi lascia

il colore

del cielo

(Giuseppe Ungaretti)

 

 

 

Parliamo di soldi

Similitudini
Orbene, parliamo in termini calcistici…
Thohir, per l’Inter, ha scucito la grana, tanta grana, quindi avrà ben diritto di giudicare come vengono spesi i suoi soldi.
Anche noi italiani abbiamo scucito un sacco di grana, però non ci è dato sapere che fine abbiano fatto i nostri euro.

Renzi
“Gli italiani hanno i soldi, solo che non li vogliono spendere. “
Certo, esimio cervellone, e lo sai perché?
Innanzitutto l’italiano è da sempre portato al risparmio. Poi sai quando li spende?
In periodo di inflazione, quando capisce che una cosa che oggi costa 100, domani costerà 110 e tra una settimana magari 200. Allora si libera del contante preferendo possedere beni tangibili.
Oggi invece non li spende e li accantona per poter pagare le tasse con le quali lo stai dissanguando.

Riposa in pace

Dignità

È morta per dignità.

Le sarebbe bastato negare il tentativo di stupro per aver salva la vita, grazie al perdono che, solo in quel caso, le avrebbe concesso la famiglia dell’ucciso.

E poi?

Il carcere?

Le frustate?

Cos’altro?

La “vita” nelle prigioni iraniane non è certo tenera con i reclusi, figuriamoci poi se donne. Avrebbe allora dovuto subire lo stupro per poi essere “solo” lapidata per aver avuto rapporti sessuali al di fuori del matrimonio come prescrive la sharia? Allora penso solo ad una vendetta: quella di una moglie “quasi” tradita nei confronti di una rivale giovane e bella ed a quella di un figlio (non so che età abbia) che si appresta a diventare come suo padre, arrogante, prevaricatore, irrispettoso.

 

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Silenzio.

Ho aspettato un giorno, un po’ per “metabolizzare” l’evento, un po’ per leggere le reazioni e le dichiarazioni dei politici nostrani all’impiccagione di Reyhaneh Jabbari.
Silenzio.
Silenzio assoluto.
Tutti presi dallo sciopero, Camusso inclusa (ricordati che sei donna!) o dal congresso alla Leopolda per ascoltare il descamisado che punta a due mandati di governo.
Chissà cosa penserà Grillo, mi sono chiesta, lui che ha una moglie iraniana che vive all’occidentale, e che allo chador preferisce bikini mozzafiato.
Grillo, il cui suocero gli aveva spiegato che la propaganda occidentale mostra un’immagine falsata dell’Iran, dove la donna è tenuta in alta considerazione. ..
Si vede!


Inviato dal Veloce promemoria

Ottobre

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O silenzioso mite mattino d’ottobre,

le foglie son mature per cadere;

il vento di domani, se avrà forza,

le spazzerà via tutte.

Chiamano i corvi sopra la foresta;

domani forse a stormi se ne andranno.

O silenzioso mite mattino d’ottobre;

lento comincia le ore di questa giornata.

Fa’ che il giorno ci sembri meno breve.

Non ci dispiace se tu dolcemente ci illudi,

illudici nel modo che tu sai.

Stacca una foglia allo spuntar dell’alba,

a mezzogiorno stacca un’altra foglia;

una dai nostri alberi, ed un’altra

molto lontano.

Trattieni il sole con nebbie gentili;

incanta la campagna d’ametista.

Ma piano, piano!

Per amore dell’uva, se non altro,

i cui pampini bruciano nel gelo,

i cui grappoli andrebbero distrutti

per amore dell’uva lungo il muro.

(Robert Frost)

 

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Reyhaneh

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Oggi noi donne siamo tutte un po’ Reyhaneh Jabbari, la ragazza ventiseienne iraniana impiccata stanotte per aver ucciso il suo stupratore,un alto funzionario dei servizi segreti che aveva approfittato della sua posizione per tentare la violenza. L’esecutore materiale è stato un parente dell’ucciso che ha tolto lo sgabello da sotto i piedi di Reyhaneh.

E siamo un po’ tutte anche le altre donne iraniane che non hanno la forza e nemmeno la possibilità di sottrarsi al destino che attende le donne in quel paese, condannate al carcere o a varie decine di frustate per aver criticato il regime, aver tenuto un blog, aver collaborato con la BBC (strettamente proibita in quel paese) o semplicemente per aver postato un video dove ballavano al ritmo di Happy o aver tentato di vedere una partita di volley.

Le femministe, le pacifiste, quelle del “Se non ora quando”, quelle che sventolano bandiere arcobaleno…dove sono?

E la presidenta che, bardata col velo, è andata recentemente in moschea dicendo che l’Islam è una religione di pace e che là si sente sicura, che fa? Tace?

Ballata d’autunno

Piove, là dietro la finestra
piove, piove
sopra quel tetto rosso e spaccato
sopra quel fieno tagliato
sopra quei campi piove.
Si gonfia di grigio il cielo
e il suolo è già grondante di foglie
si è profumato d’autunno.
Il tempo che si addormenta
mi sembra
un bimbo in braccio al vento
come in un canto d’autunno.
Una ballata d’autunno
un canto triste di malinconia
vien dietro al giorno che va via,
una ballata in autunno
pregata a voce spenta
soffiata come un lamento
che canta il vento.

Piove, là dietro la finestra
piove, piove
sopra quel tetto rosso e spaccato
sopra quel fieno tagliato
sopra quei campi piove.
Io ti racconterei
che sta bruciandosi l’ultimo legno al fuoco e poi
che la mia povertà
è anche di un sorriso ché sono sola ormai
ma io da sola son finita
e ti racconterei
che i giovani son giovani perché non sanno mai
che no, non è la vita
la bella cosa che, che loro gira in mente
io questo lo so.
Magari si potesse del domani e del passato
dire quello che ho sognato.
Ma il tempo passa
e ti canta, pian piano
con voce sempre più stanca
una ballata d’autunno.
Piove, là dietro la finestra
piove, piove
sopra quel tetto rosso e spaccato
sopra quel fieno tagliato
sopra quei campi piove.

Veder cadere le foglie

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Veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali

Soprattutto se sono ippocastani

soprattutto se passano dei bimbi

soprattutto se il cielo è sereno

soprattutto se ho avuto, quel giorno,

una buona notizia

soprattutto se il cuore, quel giorno,

non mi fa male

soprattutto se credo, quel giorno,

che quella che amo mi ami

soprattutto se quel giorno

mi sento d’accordo

con gli uomini e con me stesso.

Veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali

dei viali d’ippocastani.

 

(Nazim Hikmet)

 

 

Autunno

 

Due giorni fa vestivo camicette leggere dalle maniche corte (quelle che quest’estate ho potuto indossare poche volte)…

Poi il temporale dell’altra notte, con fortissime raffiche di vento, e questa mattina il Macaion ed altre montagne erano spruzzate di neve.

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Ed in casa si è acceso automaticamente il riscaldamento.

Tempo pazzo!

Le cosa belle dell’autunno?

Poter camminare sulle foglie cadute dagli alberi, che scricchiolano sotto le scarpe – sembra di ritornare un po’ bambini -,

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andare per funghi nel bosco (ho riempito il surgelatore di funghi crudi e cotti, di tutti i tipi, porcini, finferli, finferle, portentosi, chioodini, mazze di tamburo senza contare quelli che ho fatto seccare),

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il profumo del mosto, preparare lo strudel con le mele nuove regalatemi dal nostro amico che possiede un maso.

Fare lo strudel è un’arte.

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Chi lo fa con la pasta frolla (brrrr), chi con la pasta sfoglia ( già più accettabile).

Ma la sfoglia dello strudel è tutt’altra cosa. I tedeschi, grandi romanticoni, dicono che deve essere tirata così sottile da poterci leggere una lettera d’amore posta sotto di essa (ed una cartella delle tasse?). Quindi solo acqua, farina ed olio, sia d’oliva che di gomito, per tirarla sottilissima con il matterello… niente altro.

L’unica variazione che mi concedo, rispetto alla ricetta classica, è quella di cospargere la sfoglia leggermente imburrata non solo con il pan grattato – necessario per assorbire l’eventuale liquido delle mele – ma anche con qualche amaretto finemente sbriciolato. Trovo che il gusto leghi molto bene. E poi la sfoglia bisogna avvolgerla più volte, non limitarsi a fare un tubo come fanno in certe pasticcerie.

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Poi le castagne… Ieri sera praticamente abbiamo cenato con le caldarroste (solo il profumo metteva appetito) e mosto. Ci ho impiegato anni per convincere mio marito a cenare, solo qualche volta, in questo modo. I primi tempi brontolava, ma adesso accetta di buon grado, aiutandomi a tagliare la buccia dei marroni e sorvegliando la padella bucherellata dove stanno cuocendo. Niente carbonella, le preparo sulla fiamma del gas, ma sono ugualmente buone. 

Infine, i “Kastanienherz”,ossia i cuori di castagna, tipici della zona tirolese.

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All’inizio avevo dei rimorsi a prepararli perché, come vegana, la panna non si potrebbe usare. Ma poi ho imparato a preparare la panna vegetale con il latte di soia, fino a che non l’ho già trovata bell’e pronta al supermercato biologico dove mi rifornisco…

Autunno…non finire, rimani, pieno di colori e di prelibatezze….

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