Voglio ricordarla con uno dei pezzi più famosi, composto da da Giorgio Moroder, lei, regina della Disco Dance che ha entusiasmato tutto il mondo con la sua voce particolarmente adatta a questi ritmi…un’altra grande artista che se ne va.
Voglio ricordarla con uno dei pezzi più famosi, composto da da Giorgio Moroder, lei, regina della Disco Dance che ha entusiasmato tutto il mondo con la sua voce particolarmente adatta a questi ritmi…un’altra grande artista che se ne va.

È tornato il sole, ma fa molto freddo, almeno per la stagione. Oggi ci siamo recati nella parte opposta al centro, oltre il grande ponte (ponte dei Nibelunghi) che attraversa il Danubio, per nulla blu, specie dopo le piogge torrenziali di ieri.

Una zona residenziale piena di villette e giardini, davvero graziosa e tranquilla. Poi una passeggiata lungo le rive, per tornare in hotel per un po’ di riposo, prima di uscire nuovamente per la cena. Di domenica molti locali caratteristici erano comunque chiusi, e restavano aperti solo quelli etnici e italiani, ma qualcosa abbiamo comunque trovato, dopo tanti giri.
Fa rabbia dover andare all’estero per poi magari dover cenare in un locale,che ne so, cubano o thailandese o, ancor peggio, italiano. Se devo mangiarmi un piatto di spaghetti, preferisco farlo in Italia, ovvio. Già mi sono rassegnata all’espresso che fanno loro che, per quanto di buona marca, (Lavazza o Illy), è talmente lungo da sembrare una tradotta militare… Comunque qualcosa abbiamo trovato, perché tra l’altro qualche ristorante esponeva la scritta che, essendo anche la festa della mamma, sarebbe rimasto aperto.
La sera, passeggiare è davvero bello, anche se mezzi congelati dal vento. Lampioncini dalla luce fioca che illuminano i palazzi dall’aspetto massiccio, solitamente di quattro piani, ma illeggiadriti da stucchi di una delicata tinta pastello, mentre agli angoli spesso si notano piccole nicchie con statue di Santi, protette da reti contro le “incursioni” dei piccioni.
In un bar, nel pomeriggio, abbiamo seguito l’arrivo del Gran Premio…quanti austriaci tifano Ferrari, proprio non lo immaginavo: forse riconrdano ancora il periodo passato nella Rossa da Nicky Lauda. A me però premeva più sapere della “mia” Juventus, e constatare che abbiamo fatto un campionato senza perdere nessuna partita.
Ci siamo promessi di ritornare: solitamente ad un primo giro “esplorativo” segue quasi sempre un periodo più lungo per approfondire la conoscenza del luogo, perché ad esempio c’è ancora il Lentos Museum da visitare, che assomiglia ad una enorme finestra dalla quale si può ammirare il Danubio.

L’unica cosa che è stata inclemente, in questa breve gita, è stato il tempo…speriamo allora nella prossima volta.
Piove, da stamattina, com’era nelle previsioni. La temperatura estiva di ieri è calata di circa 20 gradi. Ma siamo ben attrezzati. Giacca impermeabile, ombrello, scarpe MBT (comodissime per le lunghe camminate) di Goretex, il maltempo non ci spaventa. Abbiamo camminato per la città, e resto sempre stupita di come, all’estero, non si trovino muri scarabocchiati e strade insozzate da cartacce, mozziconi e porcherie varie. Anche sui mezzi pubblici non troviamo giornali free-press abbandonati sui sedili o sui pavimenti. C’è quell’educazione civica che da noi è molto carente… Tanto per fare un esempio, ieri sull’Autobrennero, in pieno sorpasso, arriva il “solito” italiano che lampeggiava per chiedere strada (fortunatamente una razza in via di estinzione), mentre in Austria ci hanno lampeggiato per consentirci di immetterci nuovamente in autostrada visto che eravamo rimasti “intrappolati” in una colonna di camion dopo una sosta…
Anche le persone sono molto educate. Nei locali pubblici nessuno che alzi la voce, e spesso, notando che siamo italiani, si sforzano di parlare nella nostra lingua, e replicano con un sorriso se vedono che si risponde loro in tedesco.
Sarebbe stata la giornata da dedicare ad un’escursione in battello sul Danubio, ma il tempo era veramente pessimo. Così ci siamo limitati a scorrazzare per un po’ di tempo sui tram da una parte all’altra della città, fermandoci dove ci sembrava più interessante… Alla fine attraversato il grande ponte sul Danubio (Ponte dei Nibelunghi) siamo approdati al museo dell’elettronica (Ars Elettronica Center): museo molto interessante, con tanti esperimenti da eseguire unitamente a degli assistenti, solo che molte cose non riuscivamo a capirle, in quanto tanti termini erano tecnici, ed il mio tedesco non arriva a quei livelli. L’edificio è molto bello: un cubo di cristallo che alla sera cambia continuamente di colore, con lampi di luce…Ma questo purtroppo non abbiamo potuto vederlo, in quanto, all’imbrunire, eravamo già rientrati in albergo.

All’uscita poi, un piccolo giro turistico di circa mezz’ora su un trenino sinile a quello che usano i bambini, però su ruote, che ha come punto di partenza e di arrivo la Hauptplatz (piazza principale) con la grande Colonna della Trinità, un enorme monumento votivo a ringraziamento per la liberazione dalla peste in stile barocco.

E per finire la giornata, sempre imperando la pioggia, non ci è rim asto altro che passeggiare per la strada principale (la Linzer Landstrasse), ricca di centri commerciali.

Dopo esserci recati varie volte a Vienna, questa volta abbiamo deciso di dedicare un paio di giorni a Linz. Avevo già spiegato che saremmo scappati da Bolzano in concomitanza dell’adunata degli Alpini, solo per non restare intrappolati in una città blindata per tre giorni. Viaggiando per questo stato, ci si rende conto di quanto sia vera l’espressione “Austria felix”. Paesini lindi e ordinati, per lo più raccolti intorno alla parrocchiale che li sovrasta con il suo campanile appuntito. Campi verdi dove vedi contadini al lavoro, boschi che danno subito l’impressione di frescura, in lontananza montagne ancora spolverizzate di neve, mucche placide che pascolano, campi di colza di un giallo luminoso.
Arrivare all’albergo è stato facile, seguendo le indicazioni del Garmin (un plauso all’inventore del navigatore satellitare).
Pur essendo nei pressi della stazione, la zona non ha quell’aria equivoca che si respira in altre città .

Tutto è pulito ed ordinato, l’albergo è accogliente, anche se il wireless in stanza non funziona benissimo, almeno questa sera. Un primo giro per il centro, appena arrivati, con una temperatura di 32 gradi, per inquadrare bene Linz, e di primo acchito l’impressione è ottima. Nonostante l’estensione, non c’è molto traffico.

In lontananza si sente della musica… Proprio davanti al Duomo, sul sagrato, c’è un concerto rock. Su un palco 4 ragazze, 3 cantanti ed una violinista, a piedi nudi, eseguono musiche sacre arrangiate con ritmo moderno , accompagnate da chitarre, batteria e pianola elettronica, ed attorniato da altri giovani dai 13/14 anni ai 20 circa. Dai cartelli che portano, vedo che sono gruppi di ragazzi cattolici.

Il duomo è molto bello: in arenaria rosata , ormai ingrigita dal tempo, ha un campanile sorretto da contrafforti e sormontato da una guglia traforata, portoni con edicole di marmo a sesto acuto, puro stile gotico.
Per le strade molti locali caratteristici, ed in uno di questi abbiamo cenato davvero ad un prezzo molto ragionevole, considerando anche le due Hefe da mezzo litro, il dolce (naturalmente la classica Linzertorte)

e due liquori, Varadero per la precisione…
Vedere il mio capitano alzare la coppa…che emozione
Vedere il mio capitano alzare la coppa…che emozione
Vedere il mio capitano che alza la coppa…che emozione
Un giorno Monti dice che non si sente responsabile dei suicidi avvenuti per ragioni economiche in questi ultimi tempi ed incolpando i governi precedenti della voragine nei nostri conti pubblici. Il giorno dopo si corregge, scagionando Berlusconi, anzi riconoscendo che la strada che aveva intrapreso per il risanamento era quella giusta.
Sarà che ormai diffido di tutto e tutti, quindi mi viene da supporre che queste lodi, queste esternazioni da parte del Premier abbiano il solo scopo di consolidare la fiducia nel suo governo da parte del PdL.
E mi chiedo se sia davvero così indispensabile raggiungere il pareggio di bilancio in così breve tempo, a scapito della mancata crescita economica del paese. E mi chiedo anche se le cartelle esattoriali potrebbero essere più umane, concedendo maggiori rateizzazioni, senza gravarle di interessi passivi al limite dell’usura.
Riflessione finale… Monti dice che questo regime di sacrificio è l’Europa che ce lo chiede…L’Europa o la Merkel?
E se invece di far fallire la Grecia, estromettendola dall’Europa, dessimo un bel calcio nel deretano polposo alla Frau e buttassimo fuori lei e la grande Germania fuori dall’Unione?
(NB: sia ben chiaro che a me la Germania ed i tedeschi piacciono…è la Merkel che non sopporto!)

Vero… Senza A B C si sta meglio, come ho trovato scritto su una cartolina arrivata dall’estero (a proposito : grazie, Mario, ma hai tradito il Brunello ed il Chianti per il Porto?).
È che a seguire c’è tutto l’alfabeto, e bisogna cominciare a dare credito alla lettera G., specie quando parla di politica economica europea, uscita dall’area Euro, assalto ai potentati economici.
Ma le sue iniziative mi lasciano perplessa. Quella raccolta dei rifiuti porta a porta… Il divieto di vendere acqua in bottiglia sia di vetro che di plastica… Gli orti domestici e i gruppi di acquisto solidali…mi sembrano tutte proposte del cavolo. Pure il telelavoro, utopistico. Già oggi i dipendenti se la giocano allegramente su internet durante l’ufficio…figuriamoci dopo da casa!
Certo, la gente ha voglia di cambiamento, non solo di programmi, ma soprattutto di facce. Gente nuova, non compromessa. È da capire, dopo gli scandali che hanno colpito tutti, e dopo il cumulo di tasse che ci sta massacrando. Grillo è un grande affabulatore, dote che ha ereditato dalla sua esperienza teatrale e televisiva, espertissimo di internet e quanto ad essa collegato, e che ha saputo sfruttare al meglio; alcune cose che dice mi piacciono, mentre altre, come ho detto sopra, mi sembrano veramente campate in aria…Staremo a vedere. L’unico che non sembra essersi reso conto di questo è Napolitano. Per non esssersi accorto del Boom, vuol dire che gli serve un buon apparecchio acustico…
Ricordate cosa aveva detto poco tempo fa il Sarkò, ad uno che si era rifiutato di dargli la mano?
“Casse toi, pauvre con…”
(togliti di mezzo, povero c….ne)
Ora i francesi l’hanno detto a lui…
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