Il sogno è l'infinita ombra del vero (G.Pascoli)

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Amy Winehouse – I love you more

 

Nel terzo anniversario della morte di questa artista dalla voce incredibile

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Quando…

 

Quando provochi l’assassinio di tre adolescenti innocenti;

Quando attacchi uno stato e sai che militarmente non sei in grado di batterlo;

Quando ti propongono una tregua e la rifiuti;

Quando le madri inneggiano ai figli martiri, incitandoli a farsi uccidere;

Quando obblighi la tua gente a restare nelle case, sapendo che queste saranno bombardate e utilizzi i civili come scudo;

Quando sai che certamente in questo conflitto avrai dei morti;

Allora sei responsabile di queste vittime anche se materialmente le ha uccise il tuo nemico.

 

Nel cerchio di un pensiero – Alda Merini

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Nel cerchio di un pensiero
a volte mi riposo sognando
e lí sta il tuo peccato
perché mi entri nel corpo
e il corpo si appassiona
gridando di un’estasi che non è sua
altri giovani amanti diciamo
che sono presenti
nei tuoi baci nelle mie disattenzioni
infatti su di me hanno camminato
le ombre dei morti
di coloro che sono inceneriti
in un letto
e non hanno mai avuto niente.

Alda Merini

 

 

Parere sempre più personale.

Se, come molti pensano, Berlusconi è stato assolto per salvaguardare i patti del Nazzareno, allora è anche vero che la magistratura non è imparziale e giudica solo in modo politico.
E questo è molto più pericoloso.


Inviato dal Veloce promemoria

Giustizia è fatta?

 

 

 

 

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Per aver sostenuto che la precedente condanna di Berlusconi era una porcata, in quanto non c’erano prove e sia l’imputato che la “vittima” negavano di aver avuto rapporti intimi, mi sono sentita dire che ero berlusconiana.

Ora sono diventati berlusconiani pure i giudici che oggi lo hanno assolto?

Intanto, proporrei una bella class-action di tutti i contribuenti per far pagare tutte le spese per i processi e per le intercettazioni, perché non è giusto che queste ricadano sulla gente comune, però purtroppo la responsabilità civile dei giudici non esiste ancora, perché è un attentato al loro portafoglio…ops..alla loro indipendenza.

Resta comunque il fatto che,senza cambiare nulla nel castello della difesa, prima i giudici condannano e poi assolvono…e questo è molto preoccupante.

 

http://ombradiunsorriso.wordpress.com/2012/07/05/lamica/

 

Vallanzasca

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Bene, è un criminale, un efferato assassino,condannato a ben quattro ergastoli ed altri 295 anni di reclusione per sette omicidi e vari sequestri di persona, ha scontato 40 anni di prigione di cui 11 in isolamento.

Assassino sì, stupido di certo no.

Quindi sono quasi sicura che quello che asserisce (essere stato incastrato per furto di concime, di una cesoia e di mutande in un supermercato Esselunga a Milano) sia vero, tanto più che le registrazioni delle telecamere di sorveglianza che potrebbero confermare la sua versione dei fatti sono sparite.

Sembrerebbe invece quasi una ritorsione per le rapine effettuate a suo tempo, sempre all’Esselunga di Milano, da Vallanzasca e la sua banda negli anni ’70.

 

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Non è possibile che uno già in regime di semilibertà ed alla soglia della libertà condizionale sia così stupido da farsi incastrare per un furto da 70 euro. Il personaggio è scomodo, strafottente, (“non sono mica un detenuto da quattro soldi”), irritante perfino. E non è neppure più il bel René cui un certo pubblico femminile perdonava tante cose in virtù di quei begli occhi e di quell’aria “vissuta”. L’unica cosa che “apprezzo” in lui è l’essersi sempre assunto le sue responsabilità, a volte addossandosi anche le colpe di altri malavitosi, e di non aver mai considerato la società responsabile di quello che era diventato (“Non diciamo cazzate”) oltre all’aver detto ai ragazzi di non ritenersi assolutamente un mito, visto che era finito in galera per ben quarant’anni.

Del resto ci sono assassini matricolati efferati quanto lui che sono in libertà, tipo Felice Maniero (7 omicidi pure lui, varie rapine, spaccio di droga e “solo”17 anni di carcere, pure lui “faccia d’angelo”). Ma quest’ultimo, si sa, è considerato”collaboratore”, ed ora è libero e tranquillo e fa l’imprenditore, attività magari avviata con il frutto delle rapine effettuate a suo tempo.

 

 

 

Lorin Maazel

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Raccolgo, con un po’ di ritardo, l’invito di Isabella…ed eccomi a parlare di Lorin Maazel, scomparso il 13 luglio.
Enfant prodige, di origini ebraiche ma nato nel 1930 in Francia e costretto per via delle leggi razziali ad emigrare negli Stati Uniti, fu scoperto da Arturo Toscanini che, all’età di soli 11anni, lo chiamò a dirigere la prestigiosa orchestra sinfonica della NBC . Non era solo direttore d’orchestra, ma anche violinista e compositore: sua l’opera “1984” ispirata all’omonimo romanzo di George Orwell.

La passione per la musica lo portò ad abbandonare gli studi di matematica e fisica a Pittsbugh per dedicarsi inizialmente al violino, quindi al perfezionamento della direzione. A soli 21 anni vinse una borsa di studio che lo condusse in Italia, dove approfondì lo studio della musica barocca. Approdò infine a Catania nel 1953 poi, due anni dopo, alla Scala di Milano. Nel 1958, ormai già conosciuto, diresse un concerto con il grande Arturo Benedetti Michelangeli. Dal 1960 in poi fu alla guida delle principali orchestre mondiali, nei teatri più famosi: Bayreuth, Berlino, Cleveland ed altri. Dal 1982 al 1984 fu sopraintendente della Wiener Staatsoper; dal 1993 al 2002 fu direttore musicale della Radio Bavarese e dal 2002 al 2009 direttore della New York Philarmonic. Nel 2006 gli fu conferita la direzione a vita della Symphonica Toscanini. Nel 2013 diresse l’orchestra della Fenice di Venezia, in occasione del decennale della ricostruzione, anche se l’anno precedente aveva annunciato la sua decisione di ritirarsi per problemi di salute, lasciando la direzione della Munich Philarmonica Orchesta.

Al suo attivo una corposa produzione discografica, comprendente oltre trecento titoli.

La sua energia era proverbiale, essendo in grado di dirigere, alternando ben tre orchestre, tutte le Nove sinfonie di Beethoven… Collaborò anche con il cinema, dirigendo le orchestre delle colonne sonore della “Carmen” di Francesco Rosi ed “Otello” di Franco Zeffirelli.

Uomo di grande fascino personale,amante dell’Italia, molto noto anche per la sua eleganza, sia nel vestire che nel dirigere, nel 1996 diresse con estro ed allegria il Concerto di Capodanno a Vienna…Ed è con questo che lo voglio ricordare.

 

 

 

 

Assolti per violenza, i poliziotti sono stanchi!!!

Originally posted on paroleingiaccablu:

Chi ha rispetto delle forze dell’ordine ?
La risposta può essere semplicemente lapidaria: praticamente nessuno!!
Le ragioni sono molteplici e non mancano certo le responsabilità proprie di chi la divisa la indossa, del resto la cronaca non risparmia scandali sotto ogni punto di vista.
Da chi ruba, a chi truffa, a chi picchia, a chi è violento, a chi arresta senza titolo, a chi perquisisce arbitrariamente l’elenco dei reati dei pubblici ufficiali in uniforme potrebbe essere ancora lungo e a parte lo scandalo moltissime di quelle storie, strombazzate ai quattro venti in maniera spesse volte gratuitamente denigratoria, di solito nemmeno sappiamo come sono andate a finire.
Del resto non importa, nel mondo della delazione a tutti i costi, del business dello scandalo, a chi potrebbe mai importare ?
Al cittadino piace sentirsi raccontare dello sbirro sporco e corrotto e non certo delle migliaia di divise che in questo momento operano nel…

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200 anni

Oggi rinnovo gli auguri all’Arma…

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 Ne avevo già scritto in occasione della festa dell’Arma il 5 giugno scorso

http://ombradiunsorriso.wordpress.com/2014/06/05/200-anni-e-non-li-dimostra/

vincere o perdere

 

Non so cosa dirvi davvero.
Tre minuti alla nostra più difficile sfida professionale.
Tutto si decide oggi.
Ora noi, o risorgiamo come squadra, o cederemo un centimetro alla volta, uno schema dopo l’altro, sino alla disfatta. Siamo all’inferno adesso, signori miei. Credetemi.
E… possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi oppure aprirci la strada lottando verso la luce.
Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta.

Io però non posso farlo per voi, sono troppo vecchio.
Mi guardo intorno vedo i vostri giovani volti e penso… certo che… ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare. Sì perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio.
Sapete col tempo, con l’età tante cose ci vengono tolte ma questo fa… fa parte della vita.
Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri. E così è il football.
Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine d’errore è ridottissimo. Capitelo…
Mezzo passo fatto un po’ in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate. Mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono sono dappertutto, sono intorno a noi, ci sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo.
In questa squadra si combatte per un centimetro. In questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi, per un centimetro. Ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro.
Perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri, il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza tra vivere e morire.
E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro.
E io so che se potrò avere un’esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì. In questo consiste, e in quei 10 centimetri davanti alla faccia.

Ma io non posso obbligarvi a lottare! Dovrete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi. Io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi. Che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui.
Questo è essere una squadra, signori miei!
Perciò… o noi risorgiamo adesso, come collettivo, o saremo annientati individualmente.
È il football ragazzi! È tutto qui.

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